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Draghi sfida le libertà costituzionali: “Pass tra regioni di colori diverso”
Tre i pilastri della conferenza stampa che Draghi ha tenuto oggi assieme al ministro della Salute Roberto Speranza: “aperture”, scostamento di bilancio e opere messe in cantiere
Tre i pilastri della conferenza stampa che Draghi ha tenuto oggi assieme al ministro della Salute Roberto Speranza: “aperture”, scostamento di bilancio e opere messe in cantiere. Dal primo punto di vista, il premier ha annunciato un debolissimo segnale di distensione per il 26 di questo mese, con l’introduzione della cosiddetta zona gialla. Si è parlato di un “cambiamento rispetto al passato” che in realtà tarda ad arrivare: Draghi ha ancora invocato la presunta utilità di mascherine e il distanziamento fisico che – pur non risultando risolutivi dal punto di vista dei contagi – rimangono lo strumento con cui il governo intende controllare la dichiarata emergenza sanitaria. Inquietanti le restrizioni che potrebbero riguardare nel prossimo futuro gli spostamenti tra le regioni, che secondo le volontà del governo dovrebbero essere regolati da un passaporto sanitario, il tanto discusso covid pass o green pass. Per quanto riguarda le scuole, “tutti gli istituti di ogni ordine e grado riapriranno in presenza nelle zone gialle e arancione”.
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