POLITICA
Molto rumore per nulla
“Much Ado About Nothing”, avrebbe detto Shakespeare. Il titolo è quello della nota commedia degli inganni, che in politica non mancano mai
Much Ado About Nothing. Molto rumore per nulla, avrebbe detto Shakespeare. Il titolo è quello della nota commedia degli inganni, e non a caso. Giusto una settimana fa è iniziata la “crisi di governo”. Sette giorni di balletti politici, dispacci, appelli, sfilate. Poi una risoluzione, una votazione, la fiducia e – ieri – lo scioglimento delle Camere da parte di Mattarella. Per arrivare a oggi, quando Draghi è ancora in carica “per il disbrigo degli affari correnti” e Ansa lascia trapelare che potrebbe rimanere anche per altri quattro mesi.
Tanto suggeriscono la data delle elezioni prevedibilmente fissata al 25 settembre e i tempi per l’insediamento del nuovo esecutivo. Ma, calcoli alla mano, se ci si proietta ad altri quattro mesi di governo Draghi, si giunge alla fine naturale della legislatura. Tradotto: il “banchiere centrale senza cuore” a fine anno se ne sarebbe andato comunque, anche senza la trama ordita dai partiti che comunque si è rivelata utile per agevolare i nuovi assetti.
C’è poi chi è già al lavoro per far tornare tutto esattamente come prima: si parla già di “Agenda Draghi“, ovvero di un partito trasversale che si coalizzerebbe in nome dei prodigi – tali li fanno apparire – compiuti dal premier. E c’è anche chi si lascia scappare che “in caso di necessità, a mali estremi”, potrebbe essere scomodato anche “Super Mario”, che in ogni caso per allora sarà ben saldo a Palazzo Chigi, occupato con gli affari correnti e senza il contraltare prima rappresentato dal Parlamento. Il che rappresenta l’unica vera (inquietante) novità.
“Il governo – ha fatto sapere ieri il presidente della Repubblica – incontra limitazioni nella sua attività, ma ha gli strumenti per operare in questi mesi prima che arrivi il nuovo esecutivo. Non sono possibili pause”.
Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it









