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Il covid pass che potrebbe essere introdotto a breve (e che potrebbe regolare nel prossimo futuro gli spostamenti e sancire il divieto di libero ingresso in determinati luoghi) è costituzionale? E’ legittimo obbligare i cittadini al suo utilizzo? Sono quesiti che abbiamo girato all’avvocato del Foro di Roma Angelo Di Lorenzo, che i lettori di Rec News conoscono già per una sua interessante e recente analisi sulla situazione attuale di cui abbiamo dato conto.

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Dopo l’annuncio in conferenza stampa del premier Draghi si discute con ancora più insistenza del possibile utilizzo di un passaporto sanitario. E’ costituzionale? Ci fa un quadro giuridico?

Impossibile dire oggi se le intenzioni manifestate dal Premier si riveleranno costituzionali o meno in fase di traduzione nel provvedimento normativo. In via generale la nostra Costituzione afferma che ogni cittadino ha pari dignità sociale senza distinzione di condizioni personali, e che è compito della Repubblica rimuovere ogni ostacolo che ne limiti di fatto la libertà e l’uguaglianza. Tra le libertà fondamentali che la Costituzione riconosce, oltre a quella personale, entrano in gioco sull’argomento quella di circolazione, di manifestazione del pensiero, del domicilio, di culto, di iniziativa economica, di riunione, di proprietà, della salute e, in sostanza, di qualsiasi attività che consenta all’individuo di realizzare la propria personalità, sia come singolo sia nelle formazioni sociali cui appartiene o sente la necessità di appartenere. Ognuno dei questi diritti, poi, può trovare limitazioni per garantire l’assistenza ad un altro diritto avente pari dignità, purchè ciò avvenga nel bilanciamento delle contrapposte esigenze e con il minor sacrificio possibile di quello costretto a subire la restrizione. La chiave per mantenere la restrizione all’interno dell’alveo costituzionale è la rigorosa verifica della sua proporzionalità e adeguatezza rispetto alla esigenza di cautela sanitaria, ossia se effettivamente esista, nel momento in cui si prescive l’imposizione, una esigenza tale da far sorgere la necessità del ricorso alla extrema ratio di comprimere un diritto di rilevanza costituzionale alle persone. In assenza di proporzionalità ed adeguatezza ad una attuale e concreta esigenza sanitaria siamo fuori dai binari costituzionali.

E’ pensabile che gli spostamenti tra regioni vengano subordinati all’utilizzo del covid pass? E gli eventi?

Tutti i cittadini possono circolare e soggiornare liberamente in ogni parte del territorio nazionale. Questo è un diritto fondamentale ed ineludibile del nostro ordinamento repubblicano, anche se la Costituzione consente restrizioni alla circolazione per ragioni di sanità o sicurezza, purché esse siano disposte con legge ordinaria. Non è sufficiente, però, una norma di legge che lo stabilisca, in quanto è necessario, anche in questo caso, la verifica della proporzionalità e dell’adeguatezza della limitazione alla concreta ed attuale esigenza sanitaria presente in un particolare territorio. È questo il motivo per il quale un obbligo generalizzato risulta sproporzionato e inadeguato a priori, posto che pretendere da tutti i cittadini, indistintamente, di sottoporsi ad un qualsivoglia trattamento sanitario – invasivo o diagnostico che sia – quale condizione per recarsi ovunque all’interno dei confini nazionali, non è proporzionato e adeguato per definizione, non tenendo conto della concreta esigenza sanitaria esistente in un particolare momento storico nello specifico territorio di destinazione, passaggio o soggiorno. Per quanto riguarda gli eventi, farei una distinzione tra quelli pubblici o di rilevanza pubblica (manifestazioni; parate; feste nazionali) da quelli gestiti o forniti dai privati (fiere, concerti, teatri e anche cerimonie o addirittura ristoranti, locali o luoghi aperti al pubblico). Per entrambi vale quanto detto per la libertà circolazione, mentre solo per i secondi bisognerà tenere in considerazione la facoltà (o anche l’obbligo eventualmente imposto dalla legge) del gestore privato di riservarsi il diritto di “selezione” dell’ingresso agli utenti in possesso di determinate caratteristiche o qualità, compresa quella di una certificazione di screening o di vaccinazione.  

C’è chi contrappone alle preoccupazioni sull’anticostituzionalità di determinati provvedimenti un’interpretazione elastica dell’articolo 32 della Costituzione. Ci sono i passaggi sull’ “interesse della collettività” e c’è quel “se non per disposizione di legge” che forse in questo periodo viene scomodato un po’ strumentalmente. Nel pratico, si è liberi o no di sottoporsi o non sottoporsi a tamponi e vaccini?

Quello dell’art. 32 Cost. è un tema spinoso che investe numerosi aspetti delle libertà fondamentali dell’individuo, ma credo che ognuno di essi vada affrontato tenendo presente il dovere incombente sul nostro decisore del rispetto effettivo e concreto dei criteri di proporzionalità ed adeguatezza. È una precisa responsabilità di chi intende obbligare tutti i cittadini ad inocularsi un farmaco e sottoporsi ad un trattamento sanitario. Non basta dire che lo Stato è responsabile per i danni e nemmeno basta richiamare nei preamboli delle leggi di aver rispettato i criteri di proporzionalità ed adeguatezza nell’imporre l’obbligo, ma sarà indispensabile che l’imposizione sia basata su evidenze scientifiche condivise in termini di sicurezza, di necessità e di efficacia, rimanendo altrimenti l’affermazione una semplice formula pigra svuotata di contenuto valutativo e ponderale. Detto questo, non possiamo ignorare che la vaccinazione costituisce l’unica arma efficace contro malattie infettive pericolose, ne abbiamo una diretta esperienza se solo si pensa al morbillo, alla parotite, alla rosolia, al meningococco e al pneumococco, ma è altrettanto vero che tali trattamenti sono imposti solo nei confronti dei soggetti – nella specie i bambini – che risultano essere il bersaglio del virus e che rischiano seriamente gravi, se non letali, conseguenze. Anche in questo caso l’eventuale previsione di un obbligo generalizzato – e quindi riguardanti soggetti diversi da quelli che effettivamente rischiano la vita in caso di contagio –  sarebbe costituzionalmente e moralmente discutibile, essendo di tutta evidenza l’irragionevolezza di costringere un soggetto non a rischio (per età o per assenza di comorbidità) a sottoporsi alla vaccinazione contro la propria volontà e coscienza. Dovremmo infine comprendere se ciò che attualmente si vorrebbe somministrare sia un vaccino nel senso stretto del termine, cioè se esso, una volta inoculato, renda realmente immuni dalla malattia e sia in grado di impedirne la trasmissione. Soprattutto questo secondo aspetto mi pare di decisiva importanza nel ragionamento, poiché se l’idea è di vaccinare i “giovani” per proteggere gli “anziani” o i “deboli”, non avrebbe alcun senso logico la somministrazione di un farmaco che non impedisca la trasmissione del virus dai primi ai secondi. Finché la scienza non avrà chiarito questi due punti, ogni verifica di costituzionalità dell’obbligo vaccinale finirà per essere negativa. 

Cosa può fare il cittadino che vuole preservare il suo diritto di spostarsi in libertà e di partecipare alla vita pubblica senza con questo doversi sottoporre a vaccini e tamponi?

Il singolo riuscirà a fare ben poco. Potrà certamente protestare, ricorrere al giudice contro le sanzioni o manifestare in altro modo il proprio dissenso, ma resterà una voce isolata destinata inevitabilmente a conformarsi al volere non solo della norma ma anche dell’intera collettività che l’accoglie acriticamente. Credo che l’unica possibilità che abbia il cittadino risieda nella speranza e nella promozione di un risveglio della coscienza collettiva, che dovrà riattivare il proprio senso democratico e comprendere l’antigiuridicità di molte disposizioni emergenziali. Solo così si potrà arrivare alla consapevolezza che la disobbedienza civile non significa violare la legge, ma rispettarla, rifiutandosi di osservare, adempiere o eseguire un obbligo illegittimo.

Recentemente lei ha fatto un interessante parallelismo tra il lockdown e le imposizioni del periodo fascista. E’ in atto una deriva autoritaria? Come ci si può difendere e come se ne esce?

Questo del parallelismo con quanto accaduto nell’epoca fascista è questione sorprendente. Oramai la memoria storica è andata perduta con la perdita di molti dei nostri partigiani, dei nostri nonni e dei saggi, tanto che oggi fa effetto vedere come provvedimenti di coprifuoco, chiusure e restrizioni del 1943 siano perfettamente sovrapponibili ai nostri dpcm, come peraltro i famosi “lasciapassare” di cui le do testimonianza erano gli antenati della nostra autocertificazione (in basso, due immagini che ci sono state inviate dallo stesso avvocato Di Lorenzo, che ringraziamo)

Che sia una deriva fascista probabilmente non è esatto (nella domanda si parla di deriva “autoritaria”, nda) certamente invece ritrovo una componente autoritaria di carattere trasversale, da destra a sinistra, che investe incredibilmente anche le ideologie centriste e liberali, quindi credo sia più corretto parlare di sovranismo socio-culturale che fa da manifesto a un regime pseudo-democratico o parzialmente democratico fondato sulla paura della morte diffusa in gran parte della popolazione. Sul come ne usciremo dobbiamo distinguere. Se intende da un punto di vista economico, la strada è ancora lunga. Se intende da un punto di vista sociale, dipenderà molto da quando la popolazione cesserà di avere paura e tornerà ad avere fiducia nel futuro: su questo credo che la campagna vaccinale della fascia debole potrà aiutare molto, anche se solo sotto il profilo psicologico. Da un punto di vista giuridico, invece, il termine è veramente breve se si considera che lo stato di emergenza nazionale dovrà inevitabilmente cessare il 31 luglio 2021, senza possibilità di ulteriori proroghe, e sempre che almeno in questo caso la legge venga rispettata.

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COVID

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false. Premier e governo denunciati a Messina, a Biella e nel Varesotto per sequestro di persona e per la discriminazione dei non vaccinati. La querela di ALI – Avvocati Liberi per i “delitti commessi contro la personalità dello Stato”

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Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fioccano denunce e querele per il presidente del Consiglio Mario Draghi e per il commissario all’Emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Provengono da tutta Italia e sembra si moltiplichino a ogni passo (falso), a ogni acuirsi delle restrizioni e a ogni protrarsi di provvedimenti anticostituzionali. Una bella gatta da pelare per i due, tanto che all’ex “generalissimo” prontamente è stato tolto il comando della Logistica dell’Esercito in salsa emergenziale. Il potentino che voleva “vaccinare chiunque passa“, tuttavia, continua a conservare l’incarico istituzionale all’interno del Comando Operativo di Vertice Interforze, senza rossore alcuno per il ministero della Difesa. Passando a Draghi, secondo gli osservatori mainstream dopo l’uscita di scena di Berlusconi (che avevamo anticipato e che non abbiamo mai considerato come opzione), si prospetterebbe la corsa al Colle, ma anche qui potrebbe trattarsi del solito bluff per spianare la strada al vero candidato che metterebbe tutti d’accordo. Insomma, messa da parte la politica, a restare sul tavolo sono le migliaia di pagine presentate all’attenzione delle Procure di tutta Italia, che comunque potrebbero avere ovvie ripercussioni anche sulle scelte di partiti che non intendono rimanere imbrigliati in affari giudiziari.

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Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false

Per quanto riguarda Figliuolo, sono pesantissime le accuse formulate dall’ingegnere Giuseppe Reda, il ricercatore dell’Unical che ha denunciato l’operato del militare alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Sotto la lente degli inquirenti finirà il papello di riferimenti alle misure controverse che secondo Reda ha reso colpevole Figliuolo dei reati di abuso di autorità, violenza privata, diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, procurato allarme, omicidio colposo, crimini contro l’umanità, violazione della Costituzione Italiana agli art. 2, 32, 54, 76, 78. Di più: Figliuolo ha ammesso candidamente di essere stato al servizio della sperimentazione umana in Italia dei preparati cosiddetti anti-covid: “Mai nella storia dell’uomo – sono le dichiarazioni gravi fatte dal militare in Piemonte alla presenza di Alberto Cirio – si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi di vaccini, senza saperne esattamente l’esito. Se non quello sperimentale che ha portato all’approvazione da parte della comunità scientifica”.

In fila per denunciare Draghi

A Biella, addirittura, pur di denunciare Mario Draghi e il suo operato ci si mette in fila. Nel mirino, la gestione della pandemia alla Conte, con un Dpcm dietro l’altro con il fine di introdurre una sorta di obbligo vaccinale di fatto e di estorcere la vaccinazione anche in chi – in realtà – non avrebbe voluto sottoporvisi. Una condotta che per i denuncianti avrebbe comportato la violazione dell’articolo 610 del codice penale, che recita che chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. E non è vero, come riporta La Stampa, che si tratta di istanze senza futuro, perché “dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde”: perfino il decreto del 7 gennaio – nei fatti – specifica che denuncianti, testimoni e accusati sono esentati dalla presentazione del Green Pass. A Messina, Draghi e il governo sono stati denunciati per sequestro di persona e violenza privata, per aver impedito ai siciliani – perfino a chi doveva spostarsi per necessità chirurgiche – di raggiungere la Penisola in forza dei blocchi imposti all’imbarco dei traghetti tramite l’introduzione del Green Pass. A Varese, ancora, pioggia di denunce per le discriminazioni compiute dall’esecutivo e dal premier ai danni di chi non si è voluto o potuto vaccinare, ma la lista sembra essere più lunga e alimentarsi di ora in ora.

La querela di ALI contro Draghi, Conte Speranza per i delitti commessi contro la personalità dello Stato, tra cui eversione dell’ordine democratico, cospirazione, attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali

C’è poi – per ultima ma non da ultima – l’azione promossa dal team di legali che si sono uniti sotto la sigla ALI – Avvocati Liberi – che ha querelato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il suo predecessore Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza per diversi e gravi delitti “contro la personalità dello Stato”. Gli avvocati hanno presentato una querela di oltre 30 pagine, in cui si fa riferimento al reato di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.), cospirazione politica mediante accordo (Art. 304 c.p.), Attentato contro la Costituzione dello Stato (Art. 283 c.p.), Attentato e atti violenti contro gli organi costituzionali e contro le Assemblee Regionali (Art. 289 c.p.), Attentato per finalità terroristiche o di eversione (Art. 280 c.p.), pubblica estorsione.

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COVID

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro

Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”

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Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. C'è solo il covid: ogni posto in degenza frutta agli ospedali 10mila euro | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo

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Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.

Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.

Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

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Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021
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COVID

Corbelli commenta le parole di Miozzo, poi svela: “Nei media c’è l’ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini”

Intervista al leader di Diritti Civili, che chiede la rimozione dall’incarico del Consulente di Occhiuto. E racconta cosa sta significando la pandemia per chi perde il lavoro, per chi non si può operare, per chi viene diffamato e per chi si va a vaccinare perché si sente costretto

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Corbelli commenta le parole di Mizzo, poi svela: "Nei media c'è l'ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini" | Rec News dir. Zaira Bartucca

In un Paese normale, Corbelli sarebbe uno dei papabili per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo chiamano “il Gandhi italiano” per i suoi 35 anni spesi a favore degli ultimi, che gli hanno fatto portare a casa elogi bipartisan. Stimato a destra come a sinistra, è stato l’unico a non stare zitto di fronte all’invito – lanciato dalle colonne del Corriere della Sera dal Consulente per la Sanità e la Protezione Civile Agostino Miozzo – di sovvertire l’ordine democratico causa pandemia. E di arrestare i No-vax. “Ha superato ogni limite”, ha tuonato Corbelli. “Chiedo ad Occhiuto di rimuoverlo immediatamente, o andrò a protestare a Catanzaro, alla Cittadella, davanti alla sede della Regione Calabria, come ho fatto in altre occasioni”, ha riferito alla stampa locale.

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Miozzo a noi ha detto che quelle parole non le ha mai pronunciate.
Miozzo è impazzito o cosa? Ha negato? Ormai c’è un impazzimento collettivo. Siamo di fronte a dei drammi, ma c’è un limite a tutto. Con il doveroso rispetto per tutti, ritengo che affermazioni del genere siano irresponsabili, pericolosissime. Forse questo dottore, Miozzo, non ha percezione del dramma che vivono milioni di persone. Si parla di centinaia di migliaia di famiglie, di persone cadute depressione, insegnanti che si sono visti la vita distrutta, per aver fatto cosa? Per aver detto un no motivato a un siero sperimentale. Ma come fanno a imporre un siero sperimentale? E si invoca la sospensione della democrazia e l’arresto? Questa è gente che un giorno pagherà per quelli che io considero crimini contro l’umanità. A tutti i livelli, sia chiaro, perché qui si sta colpendo e distruggendo un popolo. Come fa un governo a ignorare la libertà di scelta e a fare quello che fa? Siamo di fronte alla pagina di storia più buia dal dopoguerra a oggi.

Si sta forse alzando un po’ troppo il tiro e si rischia una qualche deriva pericolosa.
Esattamente, brava. Le persone sono ormai esasperate, oltre ogni limite umano di sopportazione. Si parla delle multe a chi non si vuole vaccinare, ma non dicono che hanno tolto anche il pane a questa gente.

Non si possono più dire cose che possono turbare la narrazione dominante.
Una pagina nera di storia recente è quella che riguarda Facebook. E’ un canale social asservito. Sono stato sospeso per un mese per aver pubblicato un’istanza per evitare che docenti e Forze dell’Ordine venissero sospesi dal lavoro. E’ una cosa allucinante. Neanche in tempo di guerra si arrivava a questo. C’è una disinformazione spaventosa che riguarda anche il diritto costituzionale.

L’Articolo 32 esiste ancora?
L’Articolo 32 e gli altri articoli vengono ripresi dai media di massa in maniera strumentale, nelle parti che si vogliono utilizzare. Perché dell’Articolo 32 non dicono che nessun cittadino può essere sottoposto, anche nell’interesse collettivo, a un trattamento sanitario se questo calpesta e vìola la dignità umana? Questo aspetto, che è quello fondamentale, viene nascosto. Mi perdoni: perché non viene dimostrato che questo siero non è sperimentale? C’è un rapporto AIFA del dicembre 2020 dove viene scritto nero su bianco che il termine della sperimentazione è previsto per dicembre 2023. Mi segua: non solo l’AIFA, ma anche EMA parlava di sperimentazione a settembre dello scorso anno, rilanciata da tutti i giornali talebani. Come hanno potuto? E adesso invocano l’arresto per chi non si vuole vaccinare? Di fronte a questa deriva in una Nazione meno civile e meno ghandiana ci sarebbe stata un’insurrezione popolare. Hanno soppresso la Libertà di manifestare, la Libertà di critica. Questi provvedimenti sono reati, perché colpiscono i diritti delle persone. La magistratura dov’è?

Con la pandemia sembra si possa fare di tutto e restare impuniti.
Siamo in presenza di una pandemia? Lo sono anche in Inghilterra, in Germania e in Francia ma perché lì non trovano terreno fertile provvedimenti come quelli fatti in Italia?

Abbiamo anche numeri che sono incoraggianti, perché non siamo certo al 2020.
Esatto, abbiamo numeri più incoraggianti. Gli studi che arrivano dal Sudafrica inoltre confermano che questa Omicron è più lieve, non dà conseguenze drammatiche, si va verso un miglioramento e, dicono gli studi, verso un superamento di questa pandemia e verso il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge. E loro anziché alleggerire le misure, loro vanno non solo a rafforzarle ma a renderle disumane. Seguo il caso di un’insegnante di Procida che ha programmato un’intervento chirurgico e non può lasciare l’isola per farlo, perché non si può vaccinare e non ha il Green Pass rafforzato. Questo è qualcosa di allucinante, qualcosa che definire indegno è poco. Come ha fatto il Presidente della Repubblica a firmare questo provvedimento? Il Presidente Mattarella, che ho sempre stimato, sarà ricordato dalla storia per queste firme che sta mettendo. Firme che cancellano la civiltà di un Paese. I morti? Ci sono i morti, certo, ma ogni morto di covid che viene pianto dovrebbe essere ascritto al covid e basta. Invece si mettono insieme il malato di tumore, l’infartuato e chi è deceduto per il virus e si sparano questi numeri per terrorizzare la gente.

Ormai si muore solo per covid.
Nessuno vuole sminuire la portata di questo male, ma bisogna dire che i numeri di decessi che registriamo oggi sono di gran lunga inferiori rispetto ai decessi per tumore o per malattie cardio-circolatorie. Ci sono poi altri morti che non sono numeri come molti pensano, ma volti con una storia, un nome e cognome. Parlo di quelli della post-vaccinazione. Non ci sono stati solo la povera e sfortunata Camilla o Augusta, la bravissima insegnante di Messina o il Maresciallo dei Carabinieri, o il Finanziere, l’avvocato o l’imprenditore, ci sono anche le morti improvvise dei giovani. Perché muoiono all’improvviso di infarto, dopo aver fatto la vaccinazione? Di questi casi non si parla.

Ci sono anche casi di persone che hanno necessità di recarsi in ospedali e pronto soccorsi che nel frattempo sono stati convertiti in via esclusiva in centri covid.
Ma se dedichiamo tutto al covid, queste persone dobbiamo lasciarle morire?

Cosa ne pensa dell’Esenzione? C’è chi vorrebbe ottenerla, come da circolare del ministero della Salute del 4 agosto, ma se la vede negare dal medico di medicina generale o dall’Asl.
I medici in molti casi vengono anche intimiditi. I medici che segnalano determinati casi vengono raggiunti anche da provvedimenti disciplinari. Sono zittiti. Io mi sono a lungo battuto per i migranti, anzi stavo lavorando all’apertura del cimitero per migranti di Tarsia ma tutto si è interrotto a causa del covid. Credo che sia per la mia storia di attivismo che molti evitano di attaccarmi, sennò anch’io sarei stato bersagliato come gli altri.

Considerazione interessante. Ricapitolando: medici radiati, persone ridotte al lastrico, senza lavoro, individui non tutelati nella loro salute e demonizzati. Siamo arrivati a questo?
Sì, siamo arrivati a questo. Ha fotografato perfettamente quella che è la realtà, e io non riesco a credere che sia possibile, nonostante ne abbia viste tante e combattute tante. La pandemia riguarda tutti e tutti dobbiamo combatterla, ma non è che dobbiamo mettere italiani contro italiani, vaccinati contro non vaccinati o arrivare alle dichiarazioni inscusabili di Miozzo, che comunque non è il solo. Ci sono intellettuali, se così si possono chiamare, che fanno dichiarazioni di cui si dovrebbero vergognare per il resto della loro vita, e ormai le accettiamo come se fossero cosa normale. E’ una strategia militare di guerra, lei da giornalista lo avrà notato prima di me: fanno partire prima i giornali con i titoli, tastano il terreno, sparano le notizie, vedono gli effetti, condizionano l’opinione pubblica e poi escono con il provvedimento. Ci faccia caso: non arriva mai il provvedimento se prima non è caricato dai killer dell’informazione che si prestano a fare questo servizio. Ci sono giornalisti e direttori di giornali che io stimavo che sono arrivati a dire di essere orgogliosi di non ospitare un parere diverso rispetto a quello dominante.

Evviva il pluralismo, verrebbe da dire.
Evviva il puralismo, eh sì. Ci sono fior fior di scienziati che vorrebbero confrontarsi con questi del comitato tecnico scientifico, invece vengono screditati, dileggiati e massacrati ogni giorno. Non si può più esprimere una constatazione oggettiva sulle violazioni dei diritti umani delle persone. Ormai è peggio del Medioevo. Non puoi esprimere un’opinione diversa che subito si tenta di zittirti e silenziarti. Io lo sto vedendo: io che avevo sempre spazio per le mie battaglie ore trovo un sacco di spazi chiusi, e con grande onestà molti colleghi mi dicono “abbiamo ordini superiori di dare spazio solo a quelli favorevoli alla vaccinazione”.

Ho capito bene? C’è chi dice abbiamo l’ordine superiore di non dare spazio a chi nutre qualche dubbio sul vaccino anti-covid?
Si, si, si! Io lo confermo! Io lo confermo!

Faccio di nuovo riferimento alla sua storia di difensore dei diritti basilari per dire che verrebbe quasi da chiederle un consiglio: chi oggi si trova spaesato e impaurito da questo terrorismo mediatico, cosa dovrebbe fare?
Bisogna resistere, perché non potrà andare avanti ancora a lungo questa cancellazione brutale della democrazia e dei diritti dei cittadini. Molti purtroppo stanno cedendo, molti per il timore di perdere il lavoro pur provando molto paura stanno andando sotto costrizione a farsi iniettare questo siero sperimentale. Questo mi sta provocando molta amarezza e tantissima rabbia. Io in questa tragedia sono, come sempre, dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Questo è per spiegare perché ho iniziato questa battaglia. Non si tratta di essere contro i vaccini: li abbiamo fatti tutti nella vita, ma oggi è diverso perché si è costretti. Devono fermarsi. Devono ridare i diritti fondamentali che hanno calpestato in maniera brutale.

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