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Zelensky ha sospeso l’attività politica a 11 partiti d’opposizione. Colpita anche la Piattaforma “Per la Vita”

L’annuncio sull’avvio delle “attività di controllo” sui soggetti sgraditi al presidente ucraino. Intanto un sito annuncia la creazione di campi di concentramento dove sarebbero detenuti i soldati russi. Con una nota di commento

Zelensky ha sospeso l'attività politica a 11 partiti d'opposizione. Colpita anche la Piattaforma "Per la Vita" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Abbiamo già dato conto del “Sistema di controllo presidenziale” introdotto in Ucraina con la legge del 17 febbraio del 2020. Si tratta di un complesso organismo fondato su attività di Intelligence preventive e repressive che fanno capo all’Ufficio di Zelensky e ai nuovi Servizi segreti esteri. Una normativa che in un’Ucraina attraversata da venti neo-nazisti non può che destare preoccupazione, tanto più che Volodymyr Zelensky in un video pubblicato di recente ha annunciato l’avvio di attività di “controllo e limitazione” di 11 partiti di opposizione considerati filo-russi. La decisione di impedire l’attività politica ai rivali è contestuale all’introduzione della legge marziale, cioè all’avvio del governo militare che prende decisioni assieme al presidente, il comandante in capo in mimetica che però non partecipa alle battaglie che promuove.

Colpita anche la Piattaforma di Opposizione “Per la Vita”

Il divieto di esercitare attività politica avrà ripercussioni soprattutto sulla Piattaforma di Opposizione “Per la Vita”, che fa parte degli undici soggetti bloccati. Fondata nel 1999, nel 2019 ha corso per le elezioni presidenziali e per le parlamentari. Si tratta del terzo partito d’Ucraina e fino a questo momento poteva contare su 44 dei 450 dei seggi in Parlamento. Un’ascesa ormai da riconsiderare, viste le misure repressive messe in atto da un Zelensky ormai completamente succube delle campagne progressiste del finanziatore Joe Biden, che per armare l’Ucraina ha già sborsato miliardi di dollari in più tranche.

La Piattaforma Per la Vita è guidata da Victor Medvedchuck, considerato vicino a Vladimir Putin e protagonista di diverse campagne di sensibilizzazione Pro life che in Ucraina sono urgenti più che altrove: il Paese è infatti piegato dal fenomeno delle gravidanze surrogate (il cosiddetto utero in affitto). Questa pratica è promossa da cliniche come Feskov – altrove illegali – che sul suo sito in questo momento si promuove così: “Umano perfetto – Il tuo miglior investimento. Servizi di genomica umana, i geni ideali per tuo figlio” (screenshot in basso). Che l’eugenetica selettiva promossa dai nazisti stia tornando tristemente attuale, normalizzata e nascoste dietro concetti tranquillizzanti e dietro l’attività delle cliniche che permettono di acquistare esseri umani e addirittura sceglierne le caratteristiche in base al gusti degli acquirenti? Una piaga sociale e umana che in Zelensky non sembra destare preoccupazione alcuna, anzi il presidente “moderato” – ufficialmente centrista – ha deciso di bloccare le attività agli unici partiti che ne parlano.

“Umano perfetto – Il tuo miglior investimento. Servizi di genomica umana, i geni ideali per tuo figlio” – la promozione dell’utero in affitto sul sito di una clinica ucraina. Si parla di “investimento” e di “genetica ideale”. Contro la pratica si battono alcuni deli partiti sospesi da Zelensky

Quali sono i partiti ucraini sospesi

Oltre alla “Piattaforma di opposizione-per la vita» sono stati sospesi: il “Blocco dell’opposizione”, “Stato”, “Sharìa”, “Partito socialista progressista dell’Ucraina”, “Partito Socialista dell’Ucraina”, “Socialisti”, “Nostro, “Opposizione di sinistra”, “Unione delle forze di sinistra”, “Blocco di Vladimir Saldo”.

L’accusa di essere “filo-russi”

Il motivo per cui questi undici soggetti politici sono stati colpiti è presto detto: il presidente ucraino Zelensky nel video postato di recente li ha definiti “filo-russi”. Un’accusa paradossale, se si pensa che l’attività politica è svolta in rappresentanza dei territori transitati nella sfera russa (Crimea, RPD e RPL), di quelli abitati dalle minoranze russe e anche dei milioni di ucraini russofoni che rappresentano una percentuale tutt’altro che esigua. Da Mosca, del resto, da mesi giungono voci sulla soppressione di alcune Chiese Cristiane Ortodosse russe, e perfino di iniziative di cancellazione della lingua russa che starebbero avvenendo in alcuni istituti scolastici.

I campi di concentramento dove verrebbero internati i prigionieri russi

Da Mosca erano giunti già diversi avvertimenti circa la “deriva nazista” che sta interessando l’Ucraina e di cui sembra volersi rendere protagonista anche il presidente ucraino Zelensky. L’omologo russo Vladimir Putin lo scorso 24 febbraio – contestualmente all’avvio della campagna militare in Ucraina – si era appellato alla necessità di “smilitarizzare e denazificare l’Ucraina“, oltre che ripulirla dai laboratori sperimentali attrezzati per la fabbricazione di patogeni e dalle basi NATO che l’hanno trasformata in un territorio tutt’altro che neutrale. Adesso dal sito CursorInfo giunge la notizia – da confermare ma inquietante se inserita in questo contesto – di “campi di internamento” per i “prigionieri russi”. “I militari della Federazione Russa – scrivono dal sito – si arrendono volentieri in cattività quando capiscono che questa è la loro unica possibilità di morire in Ucraina”. Il clima di diffidenza e di paranoia antirussa in Ucraina, del resto, è tale che – riferiscono testimoni sul posto – capiti agli stessi ucraini di essere fermati, legati e in alcuni casi arrestati perché sospettati di essere russi o “spie”.

Nota di commento (qualche domanda retorica)

Cosa sarebbe successo se il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin avesse stoppato l’attività politica di undici partiti d’opposizione? Come avrebbe trattato la notizia il mainstream? Quanti secondi avremmo dovuto aspettare prima delle esternazioni di Navalny e del suo entourage, cioè di quei personaggi che in Russia sono stati imprigionati per aver commesso reati contro il Patrimonio dello Stato e non certo per il 2% di gradimento dei loro partiti? Se Putin – che ha definito, a ragione, l’Occidente “l’Impero della menzogna” – avesse pensato di cancellare il terzo partito russo, come sarebbe andata? E se i campi di concentramento li avesse promossi la Russia? Ancora tutto normale per “democratici”che vedono il nazismo ovunque ma si girano dall’altra parte quando inizia a manifestarsi davvero?

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