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Minori sottratti all’Ucraina con la scusa della guerra, una task force fa il punto

Un fenomeno ancora poco attenzionato è quello della sottrazione internazionale di minore: si spendono tante parole quando riguarda due genitori che abitano in Paesi diversi, ma si dice ancora poco sui bambini – tantissimi – trasportati come pacchi postali da un capo all’altro del mondo, complici situazioni di crisi e adozioni spesso illecite

Minori sottratti all'Ucraina con la scusa della guerra, una task force fa il punto | Rec News dir. Zaira Bartucca

I conflitti geopolitici – è noto – sono un’occasione ghiotta per i trafficanti d’armi, per determinate ONG risolute a lucrare su emergenze umanitarie create ad arte, per i business legati alla ricostruzione e, anche, per ingrossare i traffici umani. Un fenomeno ancora poco attenzionato è quello della sottrazione internazionale di minore: si spendono tante parole quando riguarda due genitori che abitano in Paesi diversi, ma si dice ancora poco sui bambini – tantissimi – trasportati come pacchi postali da un capo all’altro del mondo, complici situazioni di crisi e adozioni spesso illecite.

Il conflitto russo-ucraino non è diverso: dal suo scoppio è purtroppo crescente il numero di bambini che sparisce dall’Ucraina alla volta di Stati esteri per non lasciare traccia o per diventare il centro di conflitti diplomatici. Quando non finiscono nella rete dei trafficanti, molti minori si trovano infatti loro malgrado al centro di affidamenti illeciti per colpa di associazioni che fanno false promesse a famiglie destinatarie a volte ignare, omettendo la presenza di parenti. Con tutti i rischi legali del caso.

Nel caso dell’Ucraina, c’è una questione aggiuntiva: il Paese dell’ex Unione sovietica ha una delle legislazioni più stringenti al mondo in fatto di tutela dei minori, e questo in forza alle sottrazioni che si sono verificate nel 1986 a causa del disastro di Chernobyl. Le tensioni con la Russia non hanno – giustamente – allentato le maglie delle norme a tutela dei giovanissimi e i vari governi che si succedono, pur ammettendo l’ospitalità temporanea, sono costantemente al lavoro per far rientrare i più piccoli nel loro Paese e per riammetterli nei nuclei familiari più prossimi.

Questioni complesse e sfaccettate su cui si è in parte concentrata la “Task Force Minori” contesi che si è riunita ieri. L’incontro, presieduto dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero, ha permesso di fare nuovamente il punto su casi di minori sottratti in Ucraina, molti dei quali non ancora reperibili. Sono state poi affrontate altre vicende di sottrazione internazionale rispetto alle quali sono state programmate azioni di sinergia tra le amministrazioni coinvolte.

Il fenomeno dei minori contesi o sottratti non conosce, purtroppo, battute d’arresto: nella prima metà del 2022 la Farnesina ha registrato 51 nuovi casi segnalati (rispetto ai 29 dello stesso periodo del 2021), di cui 30 in Europa, 15 in America, 3 in Asia e 3 nel Mediterraneo e Medio Oriente. Il fenomeno, tuttavia, potrebbe essere molto più esteso.

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