Notifiche: t.me/recnews

© Rec News -

del

“Togliere la fiducia a Draghi” e “fermare l’invio di tutte le armi” all’Ucraina. E’ quanto ha chiesto oggi il presidente della Commissione Esteri al Senato Vito Petrocelli. E’ l’epilogo di tensioni che si sono manifestate nel corso di tutta la settimana, prima con la promessa di ricorrere alla Corte Costituzionale e poi con le dimissioni di diversi componenti della commissione.

Ad abbandonare l’organismo in segno di protesta verso le recenti prese di posizione di Petrocelli negli scorsi giorni sono stati esponenti di tutti i partiti. Ci sono anche i leghisti “pacifisti” a difendere l’operato del premier Draghi e l’invio di armi all’Ucraina: Matteo Salvini, Tony Iwobi, Stefano Lucidi, e Manuel Vescovi.

Non resta fuori neanche la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia, che ha confermato le dimissioni del presidente del Copasir Adolfo Urso. A fare blocco contro la via diplomatica sono poi stati Stefania Craxi (Forza Italia), Alberto Airola (M5S), Laura Garavini (Italia Viva) e Pier Ferdinando Casini.

“Tutti i partiti – ha detto Petrocelli – hanno votato la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022. Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale”.

POLITICA

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente

Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza…

© Rec News -

del

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Angelo Carconi (Ansa)

La Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente: è Stefania Craxi, figlia di Bettino. Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza dell’addio di Petrocelli. Il pentastellato è stato costretto a lasciare la commissione e anche il M5S dopo aver espresso posizioni critiche verso l’invio di armi in Ucraina e verso l’operato del governo Draghi.

Negli scorsi giorni la Giunta per il regolamento aveva votato a favore dello scioglimento della Commissione Esteri dopo che venti membri di tutti i partiti avevano annunciato le loro dimissioni.

Rec News dir. Zaira Bartucca

Continua a leggere

CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Il governo non vuole la guerra ma “invierà altre armi”

Appena oggi Draghi nel corso di una conferenza stampa si è appellato a iniziative che possano portare “l’Ucraina sedersi al tavolo di pace”. “Vogliamo lo strumento più efficace per permettere la pace”. La corsa ad armare l’Ucraina, tuttavia, continua

© Rec News -

del

Il governo non vuole la guerra ma "invierà altre armi" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Giorgio MulE’ a radio 24

“E’ possibile che vengano inviate ulteriori armi all’Ucraina laddove il governo ucraino ravvisi la necessità di aver un ulteriore rifornimento di armi, così come lo stanno facendo quasi 30 paesi che stanno inviando armi all’Ucraina. Il decreto legge approvato pochi giorni fa prevede che, sulla base di una risoluzione parlamentare fino alla fine del dicembre 2022, laddove fosse necessario con un decreto interministeriale tra Difesa-Esteri e Sviluppo Economico, è possibile inviare altre armi all’Ucraina, laddove ci fosse questa richiesta l’Italia non girerà le spalle e continuerà ad aiutare l’eroica resistenza ucraina”. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè a Radio 24.

Appena oggi Draghi nel corso di una conferenza stampa si è appellato a iniziative che possano portare “l’Ucraina sedersi al tavolo di pace”. “Vogliamo lo strumento più efficace per permettere la pace”. La corsa ad armare l’Ucraina, tuttavia, continua.

Continua a leggere

POLITICA

Addio al Green Pass e alle mascherine al chiuso, riferiscono fonti del governo. Le date

La tabella di marcia è stata delineata dai sottosegretari del ministero della Salute Andrea Costa e Pierpaolo Sileri. Al Green Pass potrebbe però subentrare – salvo interventi – ID Pay, il wallet presentato di recente da Colao

© Rec News -

del

Addio al Green Pass e alle mascherine al chiuso, riferiscono fonti del governo. Le date | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si va verso l’addio definitivo allo strumento di controllo del Green Pass e anche verso lo stop dell’utilizzo delle mascherine all’aperto. Una possibile tabella di marcia è stata delineata dai sottosegretari del ministero della Salute Andrea Costa e Pierpaolo Sileri. I dettagli sono i seguenti (fonte: Meteo Web):

1 Aprile

  • Abolizione del Green Pass per gli Under 50 sul posto di lavoro (era stato introdotto il 15 ottobre 2021)
  • Abolizione del Green Pass per negozi e uffici pubblici (era stato introdotto il 1° febbraio 2022)
  • Abolizione del Green Pass per parrucchieribarbieri ed estetisti (era stato introdotto il 20 gennaio 2022)
  • Abolizione del “Super Green Pass” per gli Over 50 sul posto di lavoro (era stato introdotto il 15 febbraio)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per gli Alberghi (era stato introdotto il 6 dicembre 2021, poi rafforzato in “Super Green Pass” dal 10 gennaio 2022)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per i bar e i locali della ristorazione per i servizi al banco e nei tavoli all’aperto (era stato introdotto il 10 gennaio 2022)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per tutte le attività sportive (era stato introdotto, a fasi alterne, tra dicembre 2021 e gennaio 2022)
  • Abolizione del “Super Green Pass” per gli staditeatricinemapalestreconcerti e discoteche (era stato introdotto il 10 gennaio 2022)
  • Abolizione del “Super Green Pass” per i trasporti (era stato introdotto il 10 gennaio 2022)

1 Maggio

  • Abolizione dell’obbligo di indossare le mascherine all’aperto, compresi i concerti e gli stadi (che tornano alla capienza completa)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per i tavoli al chiuso dei locali della ristorazione (era stato introdotto dal 4 agosto 2021)
  • Abolizione del Green Pass per staditeatricinemapalestreconcerti e discoteche (era stato introdotto dal 4 agosto 2021)
  • Abolizione del Green Pass per i trasporti (era stato introdotto a fasi alterne tra lo scorso autunno per aerei e treni a lunga percorrenza, e dicembre 2021 per il trasporto pubblico locale, prima base e poi rafforzato)

15 Giugno

  • Fine dell’obbligo di vaccino per gli Over 50 (obbligo introdotto dal 1° febbraio) e contestuale abolizione del Green Pass per gli Over 50 sul posto di lavoro. Scade l’obbligo vaccinale anche per medici, infermieri, operatori delle Rsa, insegnanti e personale della scuola, ma anche per chi lavora nel comparto della difesa, della sicurezza, del soccorso pubblico, per il personale della polizia locale, dei servizi segreti e della polizia penitenziaria.

Addio (per il momento) al regime di controllo sanitario, ma c’è un ma

Si va dunque verso l’addio definitivo al Green Pass e alle mascherine al chiuso, e non c’è Dpcm che tenga. Quello del 2 marzo ha stabilito che la “validità tecnica” del certificato verde viene prorogata di “ulteriori cinquencentocinquanta giorni”, ma questo non significa che per altri due anni si dovrà utilizzare il Green Pass. Anzi. Il limite fissato, potrebbe lasciar intendere che al termine di questo lasso di tempo la struttura sperimentale messa in piedi dal governo Draghi verrà smantellata, semplicemente perché esistono dei paletti – ribaditi in più di un’occasione dal Garante per la Privacy – per quanto riguarda la conservazione dei dati personali. Con la fine dello stato di emergenza, inoltre, il governo non sarà autorizzato a far pervenire le anticostituzionali multe agli Over 50 – come vuole far credere il mainstream nel tentativo di indurre alla vaccinazione – e se anche volesse rischiare, si troverebbe dinnanzi a un fiume di ricorsi. Ma c’è un “ma”. Come anticipato, al passaporto sanitario potrebbe subentrare ID Pay, il wallet presentato dal ministro all’Innovazione e alla Transizione Digitale Vittorio Colao.

Continua a leggere

CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Lavrov: “In Ucraina laboratori biologici americani per testare patogeni”

Il ministro degli Esteri russo: “Nessuna invasione, ma operazione avviata per motivi di sicurezza”

© Rec News -

del

Lavrov: "In Ucraina laboratori biologici americani per testare patogeni" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio – Rec News, MED 2019

Nel corso del Forum diplomatico e di riconciliazione tra Russia e Ucraina “Meet4diplomacy” che si sta tenendo ad Antalya, in Turchia, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha parlato dei “laboratori biologici americani creati dal Pentagoo per testare patogeni” promossi dagli USA “nel territorio dell’Ucraina e in altri Paesi dell’ex Unione Sovietica“. “Questi laboratori – ha detto poi Lavrov – sono presenti anche in tutto il mondo, contro ogni diritto presente nei trattati internazionali. Non so se questi laboratori siano mai stati utilizzati ma non ho nessun dubbio sul fatto che non si sia trattato di esperimenti di pace”. “Non abbiamo invaso l’Ucraina – ha chiarito poi il ministro degli esteri russo – la nostra è stata un’operazione avviata per questioni di sicurezza”.

Negli scorsi giorni Rec News ha svelato in esclusiva il contenuto del “Libro Bianco” della presidenza di Zelensky, documento ufficiale in cui si fa esplicito riferimento alla sperimentazione umana e militare nelle zone del Donbass.

Continua a leggere

POLITICA

La “road map” delle aperture è piena di chiusure

Mario Draghi, Roberto Speranza e i ministri che siedono al governo non devono avere una grande opinione dei cittadini se pensano che non siano in grado di distinguere una condizione di libertà autentica da una di libertà presunta e vigilata. Perché c’è una bella differenza tra…

© Rec News -

del

La "road map" delle aperture è piena di chiusure | RN dir. Zaira Bartucca

Mario Draghi, Roberto Speranza e i ministri che siedono al governo non devono avere una grande opinione dei cittadini se pensano che non siano in grado di distinguere una condizione di libertà autentica da una di libertà presunta e vigilata. Perché c’è una bella differenza tra la vita normale dell’epoca pre-covid e quella condizionata all’utilizzo del Green Pass – pena, addirittura, la mancata erogazione dei servizi da parte degli uffici pubblici – tra l’essere davvero liberi di lavorare e il dover sottostare all’utilizzo di dispositivi sanitari, come i tamponi o le mascherine. Eppure dalle fila del partito unico vige la convinzione che gli italiani negli ultimi due anni siano stati talmente tanto condizionati da non essere neppure in grado di cogliere una presa in giro palese e totale. Del resto – è la giusta osservazione che serpeggia tra i palazzi romani – se si sono bevuti l’imposizione del vaccino per un virus che si cura, figurati se si sveglieranno di fronte all’ennesima tabella di marcia priva di criteri scientifici.

Sono infatti i giorni della “road map”, cioè la tabella che dovrebbe contenere le fantomatiche “aperture”. Ma, a guardarla con attenzione, c’è ben poco del ritorno alla normalità auspicato. Della libertà sbandierata dal mainstream, infatti, non c’è neppure l’ombra. Il contentino è che dal 31 marzo lo stato di emergenza che già aveva palesato tutta la sua incostituzionalità, non sarà rinnovato. Per il resto, il governo si spingerà ancora oltre i limiti dell’accettabile, pretendendo ancora la vaccinazione obbligatoria degli Over 50: la misura potrebbe arrivare fino al 31 dicembre 2022 e certamente toccherà il 15 giugno previsto per decreto. Sulla rimozione delle mascherine al chiuso, governo ed opposizione continuano a restare silenti. Concerti, stadi, teatri e uffici pubblici, poi – a Lega e FdI piacendo – potrebbero rimanere ostaggio del certificato verde ben oltre la data del 31 marzo. Con tutte le conseguenze del caso per gli operatori dei vari settori e per chi si sta vedendo negare perfino l’erogazione di servizi essenziali. Dai pagamenti allo sportello al ritiro della pensione, ad aprile i terminali di poste e banche potrebbero essere ancora in balìa del Green Pass, e non sarà certo la farsa sulla votazione dei decreti a ripristinare i i diritti costituzionali e fondamentali che continuano a essere negati.

Ancora, le consumazioni al chiuso in bar e ristoranti – stando sempre alla road map divulgata in questi giorni – potrebbero essere imbrigliate fino a luglio 2022. La mazzata per il comparto della ristorazione è servita. Da aprile, inoltre, cambierà ben poco per le strutture ricettive, che lasceranno il green pass “super” per approdare al green pass base. Rimane poi ancora aperta e irrisolta la questione relativa al trasporto pubblico, e si registra l’ennesima idea inverosimile priva di ogni presupposto scientifico: permettere – finalmente – le visite nelle strutture sanitarie ai parenti dei degenti, ma solo per 45 minuti al giorno. Il governo, insomma, è risoluto a voler condizionare ogni aspetto della vita dei cittadini, e alla (presunta) opposizione che non sa opporsi va bene così. Da aprile in poi, c’è da temere un caos annunciato.

Continua a leggere

Ora di tendenza

Rec News dir. Zaira Bartucca

Copyright © 2022 Rec News - Lontani dal Mainstream. Direttore Zaira Bartucca P.IVA 03645570791 - Vietata la riproduzione anche parziale

error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione