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ESTERI

Ucraina | Podolyak: “Sapevamo dell’attacco russo, ma non la data. Non abbiamo preso ordini dai Servizi segreti stranieri”

E’ il capo negoziatore di Kiev. Le dichiarazioni rilasciate alla Pravda che gettano una nuova luce sul conflitto: “Non abbiamo risposto in maniera attiva agli avvisi delle Intelligence occidentali. Ci stavamo preparando all’introduzione della legge marziale e sapevamo che quando sarebbe scattata la pressione dei media sulle persone, si sarebbe diffuso il panico”

Ucraina | Podolyak, capo dello staff di Zelensky, mette le mani avanti: "Non sapevamo di un attacco russo e non prendiamo ordini dai Servizi stranieri" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Foto Alexander Kryazhev/POOL/TASS

Negli scorsi giorni Rec News ha pubblicato in esclusiva un dossier del governo ucraino del 2021 in cui si faceva esplicito riferimento – con un anno di anticipo – a un conflitto con la Russia e a un’escalation che avrebbe portato a uno scontro tra USA e Cina e alla destituzione di Vladimir Putin. Nelle 74 pagine a tratti profetiche, il presidente Volodymir Zelensky, il capo dei Servizi segreti Valery Kondratyuk e lo staff di Palazzo Mariinskij delineavano un’Ucraina inglobata nella NATO e nell’Unione europea, svelavano il ruolo della SZRU – la nuova Intelligence estera radicata a Kiev – e parlavano del Donbass come la sede di esperimenti biologici e militari.

Una trattazione – quella contenuta nel “Libro Bianco” della Verkhovna Rada, che all’epoca della pubblicazione era poco più che un pamphlet celebrativo di un’Ucraina europeista che lavora fianco a fianco alla NATO, ma che oggi assume tutt’altro tono. Il caso vuole che oggi sull’argomento si sia espresso Mikhail Podolyak, il capo dell’Ufficio presidenziale di Zelensky e componente della delegazione che prende parte ai negoziati tra Russia e Ucraina, che dovrebbe riunirsi di nuovo domani nel formato riservato ai due ministri degli Esteri.

Podolyak ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Pravda Ucraina sulla previsione di un possibile attacco, a febbraio, in grado di segnare l’avvio del conflitto russo-ucraino. Su questa possibilità si era espresso il presidente americano Joe Biden, che già a gennaio affermava con sicurezza che la Russia avrebbe colpito i territori confinanti. Diversa e anzi all’antitesi la versione del Cremlino, secondo cui erano gli ucraini – sotto gli auspici della NATO e degli USA – a pianificare un’azione per il reintegro forzato del Donbass, con la conseguente introduzione della legge marziale. Una versione che in qualche modo trova conferma anche nelle recentissime dichiarazioni di Podolyak.

“Non c’era la data specifica del 24 febbraio. Le date erano molte: 20, 22, 16 febbraio. Anche gli americani non potevano conoscere un momento specifico e non è una questione di loro esplorazione, ha detto Podolyak. La Pravda ucraina chiarisce che il capo della delegazione ucraina di recente ha affermato anche che “il governo ucraino non aveva risposto attivamente agli avvisi dei servizi segreti occidentali su un’eventuale piano di invasione di Putin” ammettendo, in tal modo, lo stretto legame tra il governo di Zelensky e le Intelligence estere.

“La campagna di informazione su un possibile attacco russo – ha detto ancora il secondo di Zelensky – è iniziata da qualche parte dalla fine di ottobre dello scorso anno. E ‘stato un po’ strano per noi. Hanno pompato il tutto, specialmente a dicembre e gennaio, ma nessuno ha fatto alcuna azione preventiva. Cioè, tutte le azioni che ora i nostri partner stanno facendo, si potevano prevedere già parzialmente valutando la quantità dei problemi da un punto di vista economico”. L’Ucraina, dunque, aveva previsto con largo anticipo l’inasprirsi dei rapporti con il Cremlino. Joe Biden aveva addirittura il mese esatto e la Cina – rivela il Corriere della Sera – si era preparata con delle riserve di grano, di cui l’Ucraina è massimo esportatore.

“Quando abbiamo ricevuto queste informazioni – sono ancora le dichiarazioni di Podolyak che gettano una nuova luce sul conflitto – abbiamo coinvolto l’Intelligence e abbiamo preparato le infrastrutture di gestione per l’introduzione della legge marziale. Avevamo però capito che quando sarebbe iniziata la pressione dei media sulle persone, il panico sarebbe stato tale che la situazione sarebbe sfuggita di mano. La guerra è una guerra, ma prima della guerra avremmo completamente devastato l’intera economia e oggi sarebbe stato molto più difficile per noi. E così si è scoperto che siamo economicamente e gestibilmente pronti a tutto“.

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