Piccoli dittatori crescono


Mantenere un profilo basso, mimetico, comparire di tanto intanto anziché essere sovra-esposto come il suo predecessore, non fa in modo che Draghi si differenzi da Conte. Se il secondo era…



Il primo ministro del Paese in cui non bastano gli oltraggi alla Costituzione per far cadere il governo, dove si rinnova in maniera eversiva oltre il limite consentito uno stato di emergenza, dove c’è un ministro degli Interni che minaccia chi manifesta pacificamente invitando subdolamente al divieto di riunione e di libertà di espressione e dove si pensa di rimandare le Amministrative per “motivi sanitari”, sta tentando di far passare l’idea del voto subordinato al possesso del Green Pass. In barba ai veti che impongono di non limitare in alcun modo il diritto di esprimere preferenze politiche contestualmente alle elezioni. Non stiamo parlando della Turchia di Erdogan, della Cina di Xi Jinping e dell’Ungheria di Orban. Nemmeno della Russia di Putin, “anti-democratica” per chi non ha il coraggio di guardare ai ben più gravi scempi di casa propria. Stiamo parlando della democratica Italia di Mario Draghi, ormai lanciatissima all’indietro, dritta dritta verso i fasti mussoliniani.


Mantenere un profilo basso, mimetico, comparire di tanto intanto anziché essere sovra-esposto come il suo predecessore, non fa tuttavia in modo che Draghi si differenzi da Conte. Se il secondo era “il perno del sistema“, “l’avvocato del popolo”, quello che avrebbe fatto “la storia” e che ha tentato di sdoganare l’uso del TSO in diretta televisiva, il Mario della BCE sarà ricordato per l’introduzione dell’obbligo del vaccino ai sanitari, per lo scudo penale per i medici somministratori che danneggiano anche irrimediabilmente o in via definitiva le cavie della sperimentazione “anti-covid”, per il lasciapassare verde made in Ventennio e, forse, per il divieto di votazione a chi non si è voluto o potuto vaccinare. Quando la realtà supera la fantasia. Altro che complottismi. Perché solo le vere democrazie sanno superare le migliori dittature in fatto di imposizioni.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.