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Un video di poco meno di un minuto (in basso, a fine articolo) che ricorda le pubblicità progresso degli anni ’90. In bianco e nero, con dialoghi a metà tra leggerezza e toni grevi e lapidari. E’ quello, istituzionale e dunque voluto dal governo, promosso dalla Rai. Messe momentaneamente da parte le campagne sul covid (tanto c’è quella sul “Fuoco di Sant’Antonio” per “non abbassare la guardia”), ecco spuntare quelle pro-partiti. Il bello è che la propaganda è pagata dai contribuenti, compresi quelli che non vogliono neppure sentire parlare di politica. E come dargli torto, in un Paese ridotto allo stremo dall’incompetenza della classe dirigente.

Ma cosa non si fa, del resto, per trascinare i giovani alle urne e garantirsi quel tanto che basta al perpetuarsi del sistema e di elezioni che – ca va sans dire – devono essere il più “tradizionali” possibili: con un alto numero di votanti pronti a manifestare la loro adesione alla minestra riscaldata e, spera qualcuno, magari manifestare l’indecisione con una bella e funzionale scheda bianca. Ma perché i ragazzi e le ragazze – disoccupati, privati del diritto allo studio per due anni, meno istruiti della media europea – dovrebbero privarsi di un giorno di mare, la Rai non lo spiega.

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Ogni partito in corsa rappresenta la vecchia guardia e la scelta è tra chi ha ridotto il Paese a quello che è, e chi è stato posizionato dai vecchi partiti per il “dopo”, cioè per portare avanti le agende di controllo, atlantiste, sanitarie e ambientaliste quando si sarà definitivamente estinta la fiducia nei partiti più conosciuti. Per averne le prove, bussare alla stessa Rai, che da settimane organizza salotti (perfino quelli più illuminati, come quello di Lucia Annunziata) per fare da cassa da risonanza ai partiti che si sono auto-proclamati “anti-sistema”.

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ESTERI

Migranti, la decisione dei governatori repubblicani manda in crisi i vip buonisti

In volo verso Martha’s Vineyard, isola “In” del Massachusetts le cui coste sono popolate di vip nel periodo estivo. Sono stati momentaneamente collocati lì – su decisione dei governatori di Texas, Florida e Arizona – decine di immigrati illegali. Solo che il loro trasferimento non ha provocato un benvenuto caloroso da parte di residenti e vacanzieri, e nemmeno l’entusiasmo dei volti noti che lì risiedono o trascorrono l’estate, generalmente schierati a favore della migrazione di massa

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Migranti, la decisione dei governatori repubblicani manda in crisi i vip buonisti | Rec News dir. Zaira Bartucca

In volo verso Martha’s Vineyard, isola “In” del Massachusetts le cui coste sono popolate di vip nel periodo estivo. Sono stati momentaneamente collocati lì – su decisione dei governatori di Texas, Florida e Arizona – decine di immigrati illegali. Solo che il loro trasferimento non ha provocato un benvenuto caloroso da parte dei vacanzieri, e nemmeno l’entusiasmo dei volti noti che lì risiedono e che sono generalmente schierati a favore della migrazione di massa (quando riguarda zone che non si frequentano personalmente, a questo punto).

Il governatore della California Gavin Newsom in quota democratici, per esempio, ha subito chiesto di aprire un’inchiesta contro il governatore della Florida Ron DeSantis, definendo “ripugnante e illegale” il trasferimento degli immigrati. L’azione andrebbe a sicuro beneficio dei volti noti che abitano a Martha’s Vineyard (Barack Obama, Beyoncé e Oprah Winfrey, tra gli altri) che a quanto pare non intendono vedersi davanti agli occhi schiere di immigrati che sperano vengano collocati in zone meno elitarie. Dov’è finita l’accoglienza? Dove la tolleranza? I diritti umani, i no al razzismo e alle discriminazioni? Spariti nel vortice delle chiacchiere buoniste di chi predica in un modo e razzola in un altro.

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Anche in Italia la notizia è stata accolta con una certa dose di stizza. Scrive Massimo Gaggi del Corriere della Sera: “Le autorità stanno cercando nuove sistemazioni perché ospitare colonie di immigrati (una cinquantina, nda) in un’isola con appena ventimila residenti non è semplice”. Ma perché a Martha’s Vineyard no e a Lampedusa (meno di seimila abitanti) sì?

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TECH

Phishing e cybersecurity, al via il progetto di sensibilizzazione

Le conseguenze delle leggerezze compiute online e come difendersi da alcune delle minacce più frequenti

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ITI, azienda specializzata nel settore IT e rivolta al B2B, promuove un progetto di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica. Attraverso quattro episodi animati l’azienda racconta con semplicità quali possono essere le conseguenze delle leggerezze compiute online e come tentare di prevenire gli attacchi informatici che negli ultimi anni si sono moltiplicati.

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POLITICA

Fratelli d’Italia candida Carlo Nordio, l’ex magistrato che crede che la pedofilia sia “un orientamento sessuale” (video)

Chiese anche il test psichiatrico per i pm che non si vogliono vaccinare, ora Meloni lo vorrebbe ministro della Giustizia. E’ capolista in Veneto ed è stato il candidato di FdI alla presidenza della Repubblica. Ma sul capo del giurista continuano a pesare le dichiarazioni fatte nel corso di un audizione in Senato, dove sembrava giustificare quello che in realtà è un reato punito con il carcere

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Fratelli d'Italia candida Carlo Nordio, l'ex magistrato che crede che la pedofilia sia "un orientamento sessuale" (video) | Rec News dir. Zaira Bartucca
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Fratelli d’Italia ha presentato Carlo Nordio come capolista in Veneto. L’ex magistrato è stato anche il candidato dei meloniani alla presidenza della Repubblica. Non è chiaro perché FdI abbia tanto a cuore il posizionamento strategico dell’anziano giurista, quel che è certo è che Nordio è personalità piuttosto controversa. Pur avendo alle spalle una carriera di tutto rispetto (si è occupato delle Brigate Rosse, della Tangentopoli Veneta e dell’inchiesta sul Mose) nel corso di un’audizione in Senato sul Ddl Zan ha definito la pedofilia “un orientamento sessuale”, (video in basso) provocando lo sgomento di mezza stampa.

Possibile che si sia espresso male, che volesse dire altro? Probabilmente no perché, da buon uomo di Legge, saprà senz’altro qual è il confine invalicabile tra una propensione e una condotta illegale in grado di arrecare danni e disturbi permanenti ai minorenni. Nordio in più, come si sente chiaramente nel filmato proposto in basso, si è spinto oltre, aggiungendo nel discorso che “non c’è nulla di più volatile della concezione del sesso che noi abbiamo”, quasi a voler in apparenza scusare il fenomeno che secondo i dati del ministero degli Interni nel 2021 ha mietuto 5316 vittime finite nel vortice degli abusi online.

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“La pedofilia è un reato punibile col carcere”, si affrettava a chiarire Il Fatto Quotidiano. “Un’affermazione falsa e pericolosa. Sul fronte psicologico – commentava ancora Wired concentrandosi sulle dichiarazioni di Nordio – la pedofilia è considerata un disturbo mentale e non un orientamento sessuale. Sul fronte del diritto, nell’ordinamento italiano è un reato punibile con una pena da 5 a 10 anni di carcere“.

Pensare che, nel caso in cui Fratelli d’Italia andasse al governo, Nordio potrebbe ricoprire il ruolo di ministro alla Giustizia. E’ Meloni in prima persona a volerlo Guardiasigilli, dove lavorerebbe a una riforma della Giustizia “in senso garantista”, metterebbe le mani sulla Costituzione (con buone possibilità per garantire il presidenzialismo tanto voluto da FdI) e continuerebbe il lavoro della Cartabia, che reputa buono. L’ex magistrato guarda con favore anche al ritorno dell’immunità parlamentare e all’abolizione di reati come l’abuso di ufficio.

E se lavorasse anche – garantisticamente, chiaro – alla depenalizzazione di quello che considera “un orientamento sessuale”? Si aprirebbero, nell’eventualità, scenari più che inquietanti. Meloni, come minimo, a questo punto dovrebbe prendere le distanze da dichiarazioni che non meritano neppure di essere commentate e intervenire: ci appelliamo ai responsabili provinciali di Fratelli d’Italia che varie volte sono intervenuti dalle colonne di questo sito affinché agevolino un chiarimento.

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