“La variante? Un patto biologico essenziale per la Vita”


La variante inglese e quella brasiliana. Quella “pericolosa” e quella “letale”. Il tipo che causa la zona arancione e quello che condanna gli studenti a non andare a scuola. E’ corsa a chi la spara più grossa tra tg, quotidiani e siti mainstream. Ma un (vero) esperto chiarisce



La variante inglese e quella brasiliana. Quella “pericolosa” e quella “letale”. Il tipo che causa la zona arancione e quello che condanna gli studenti a non andare a scuola. E’ corsa a chi la spara più grossa tra tg, quotidiani e siti mainstream. Ma cos’è davvero una variante? Per fare chiarezza e sfatare le dichiarazioni da clima terroristico, lo abbiamo chiesto a un esperto, il Professore Giulio Tarro che ci ha risposto nel corso di un’intervista esclusiva (qui la versione integrale).


“Il virus – ha spiegato – quando entra in un nuovo organismo cerca di fare di tutto per sopravvivere. Non gli conviene distruggere l’organismo, ma stabilire una specie di patto di convivenza. E’ un patto biologico abbastanza importante. Una particella piccola come il virus cosa può fare per stabilire il quieto vivere? Può fare qualcosa che da una parte non distrugge la cellula in cui è penetrata, e dall’altra gli permette di non essere distrutto dalle difese immunitarie dell’organismo. Il virus cerca quindi la possibilità di “variare”. Il fine è quello. La possibilità è legata agli stessi anticorpi che poi si formano, a cui lui cerca di sfuggire. Si tratta di un patto fondamentale per tutti gli esseri”.


Un patto fondamentale per la sopravvivenza, dunque, che si instaura continuamente. Un meccanismo analogo è già stato descritto dalle nostre colonne da Gunter Pauli, che in un editoriale ha spiegato come “cento milioni di virus” discendano “ogni giorno su ogni metro quadro di terra”. E come altrettanti tra batteri utili alla vita e virus popolino il nostro organismo e il nostro intestino. Senza dare problemi, ma anzi contribuendo al funzionamento del corpo e al rafforzamento del sistema immunitario. Nulla di cui aver paura, come non bisogna temere, rassicura Tarro, le varianti. “Si manifestano normalmente – chiarisce l’esperto – per esempio capita spesso con il virus influenzale. Anche a livello di altre famiglie virali esiste questa possibilità”. I pericoli? Non esistono. “L’unica cosiddetta pericolosità – spiega Tarro – è che l’organismo deve cambiare gli anticorpi con cui si difende”. Un atto che si compie di continuo in un organismo che non abbia patologie auto-immuni, le stesse che – paradossalmente – possono essere scatenate dallo stesso vaccino a mRNA.



Ricapitolando: la variante è un patto biologico che si manifesta continuamente in natura, in infiniti virus e ceppi virali. Per quello che riguarda il coronavirus, dichiara Tarro, non è neppure una cosa nuova: “Si sta facendo tutto questo rumore adesso – afferma – ma nessuno ha detto che già a fine marzo, quando eravamo in piena epidemia, si era stabilita una variante che da aprile è stata prevalente e che già aveva sostituito la cosiddetta catena terminale, un aminoacido che poi era l’acido aspartico, con la glicina. Questo permetteva al virus di passare meglio nelle cellule. Non vuol dire comunque che fosse più virulento, più aggressivo o che desse fatti patologici maggiori”.


Giulio Tarro: La variante? Un patto biologico essenziale per la vita. Ecco perché non bisogna averne paura | Rec News direttore Zaira Bartucca

L’unico problema sorge con le cosiddette “varianti ibride” che non sono da attribuire al comportamento naturale del virus, ma alle azioni umane. La “vaccinazione”, ovvero l’utilizzo di una terapia genica sperimentale a mRNA somministrata in maniera massiva, starebbe creando delle ibridazioni in grado di aumentare – questa volta realmente – la contagiosità del virus. Secondo questo principio, una maggiore somministrazione di queste terapie geniche sperimentali equivarrebbe a un aumento della diffusione del virus. “Un esempio di ibrido – afferma Tarro – è costituito dai vaccini con vettore. Possiamo anche parlare di chimere, ma siamo sempre là”.


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