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La vita sulla terra è una combinazione del minuscolo e del gigantesco: dalle cellule che costruiscono un organo al corpo di un essere senziente, dalle comunità in cui viviamo agli ecosistemi da cui dipendiamo al piccolo punto che la terra rappresenta nell’universo. La vita non è solo un mix di materia, chimica e biologia: è fatta di innumerevoli relazioni che si sono sviluppate in milioni di anni di evoluzione e simbiosi. Questa “rete della vita” è stata descritta per la prima volta dallo scienziato austriaco Fritjof Capra. La caratteristica chiave è che l’intera vita è più della somma delle sue parti (fisica, chimica e biologia), qualcosa che Leonardo Da Vinci ha già descritto.

Cento milioni di virus discendono ogni giorno su ogni metro quadrato di terra

Siamo ancora in procinto di scoprire cos’è la vita e come è organizzata. Ci sono più batteri che vivono nella nostra bocca che persone che vivono sulla terra. Ci sono dieci volte più virus nel mare di quanto non ci siano batteri. Ci sono un milione di batteri in un millimetro cubo di acqua di mare. Cento milioni di virus discendono ogni giorno su ogni metro quadrato di terra. La maggior parte sono rilasciati dalle onde del mare in aria. Il numero di microrganismi nel nostro corpo è uguale al numero di cellule umane. Non importa quanto bene ci si lava e ci si strofina, ogni angolo e fessura del nostro corpo è coperto da creature microscopiche. Tuttavia, la maggiore concentrazione di questa vita invisibile prospera nelle profondità oscure dei nostri intestini privi di ossigeno.

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Se pensiamo di poter padroneggiare la vita attraverso la manipolazione genetica, dobbiamo ripensarci

Ecco dove il nostro sistema immunitario funziona con la precisione di un orologio nucleare, seguendo con grande disciplina ogni istruzione del nostro genoma. Questa sequenza di reazioni chimiche e materia biologica conosciute come le nostre doppie eliche, ha in sé circa 20.000 regole. Mentre abbiamo determinato la struttura e il contenuto del genoma umano, ancora non comprendiamo appieno come funziona. La forza della nostra vita dipende da queste regole che vengono distribuite sul “pilota automatico”. Se aggiungiamo tutto i geni dei batteri, virus e funghi che hanno nel nostro corpo la loro casa e che interagiscono con i nostri geni, stiamo operando sotto più di due milioni di “regole”. Quindi, se parliamo di “noi”, dobbiamo ancora considerare “gli altri ” che ci fanno metabolizzare cibo, permettono di innescare una risposta dal nostro sistema immunitario quando un virus ci attacca e di sintetizzare vitamine, solo per citare alcune cose. Se pensiamo di poter padroneggiare la vita attraverso la manipolazione genetica, l’editing genico e la medicina moderna per “uccidere il male”, dobbiamo ripensarci.

La guerra contro i “nemici” che abitano dentro di noi

La nostra visione di batteri, virus e funghi – che determina come potremmo vivere felici e sani – è caratterizzata da ignoranza e paura. Sfortunatamente, consideriamo sistematicamente questi microrganismi come nemici. Peggio ancora, stiamo conducendo una guerra aperta contro di loro. Antibiotici e vaccini sono le armi che scateniamo contro il vaiolo, la tubercolosi e molte altre malattie. Sì, è vero che questa guerra ha salvato un gran numero di vite. Ma sempre più ricercatori e membri della società civile sono preoccupati che il nostro assalto ai “cattivi” abbia fatto (e stia facendo) danni irreparabili ai nostri partner buoni con cui abbiamo costruito una sinergia molto efficace per promuovere e migliorare la vita. Il successo nella lotta contro gli agenti patogeni, ha contribuito a una nuova serie di malattie che ora dobbiamo affrontare. Peggio ancora, impediamo al nostro sistema immunitario di perseguire il suo modo naturale di operare con i suoi partner collaudati nel tempo. Lo facciamo sperando di legare pericolosi virus, batteri e funghi, “raccoglierli” e rimuoverli come detriti pericolosi, come farebbe un’aspirapolvere.

La lotta contro la vita che ci circonda

La nostra scienza e l’ingegneria moderna non solo combattono ciò che è dentro di noi; la società ha intrapreso una lotta senza pari e indiscriminata contro la vita che ci circonda. Negli ultimi anni abbiamo applicato pesticidi, erbicidi e fungicidi come parte di una feroce guerra contro tutto ciò che viene percepito come un rischio per le colture. La coltivazione di massa e la lavorazione di massa di alimenti standardizzati, sono state considerate indispensabili per raggiungere la sicurezza alimentare. Il fatto che abbiamo trascurato la biodiversità – pur non raggiungendo la sicurezza alimentare prevista – è supportato da statistiche che mostrano tendenze devastanti in materia di cibo, salute e biodiversità. In qualche modo questi fatti non ci hanno motivato a cambiare rotta. Nell’ambito della strategia per la sicurezza alimentare, il modus operandi persegue l’uccisione indiscriminata di erbacce, insetti e parassiti. Fino a poco tempo fa, non ci rendevamo conto che la ricerca di un obiettivo (produrre più cibo) ha avuto molti effetti collaterali devastanti, tra cui l’uccisione di un’intera piramide della vita. Mentre le tossine peggiori come DDT e amianto sono stati vietati (nella maggior parte dei Paesi e per la maggior parte delle applicazioni, ma non tutte) ci sono migliaia di altre molecole che sono state concesse in licenza per la dispersione gratuita. Avremmo dovuto saperlo.

Il fallimento di causa ed effetto

La sfida per i regolatori è che l’approvazione di un nuovo prodotto è limitata a un valutazione semplicistica della “causa” e di “nessun effetto sulla salute delle persone”, oltre che “dalla salute della natura”. Questa causalità diretta potrebbe non essere facile da dimostrare o potrebbe essere respinta nel momento in cui si considera che la rete vitale di ogni specie vivente opera con più di 2 milioni di regole. La semplice proposta di rispettare la “logica scientifica” della causa e dell’effetto, senza considerare la reale complessità della vita, implica l’incapacità di fornire prove. L’impatto riverberante dei cocktail chimici sul ciclo vitale, esiste al di là di qualsiasi dubbio. Paesi come la Germania hanno riportato una diminuzione degli insetti negli ultimi 30 anni di non meno del 70 per cento1. E mentre le api hanno ottenuto la loro meritata attenzione anche se non riusciamo ancora a fermare la loro scomparsa, ci sono migliaia di insetti più benefici che non possiamo nemmeno nominare e che vengono sterminati senza una ragione valida. Questo genocidio di insetti è considerato un danno collaterale nella lotta per la sicurezza alimentare. Il buon senso conferma chiaramente che qualcosa di fondo è sbagliato. Tuttavia, come possono i responsabili politici passare dalla prova statistica con un grado molto elevato di certezza che il sistema sta collassando, a proibire una specifica molecola sintetica? Secondo le regole prevalenti del gioco, sarà impossibile fermare l’assalto fino a quando i danni irreparabili non si saranno manifestati nella società civile.

Dalle colture non OGM ai biocarburanti

Una delle sostanze chimiche che è stata oggetto di ampio esame per decenni è il glifosato, il principio attivo del Roundup erbicida. E’ la chimica applicata in maniera estesa sulle colture OGM e non OGM. Controlla le erbacce e funziona come essiccante del raccolto. Mentre molti attivisti si sono preoccupati delle tracce che questo erbicida lascia mentre viaggia attraverso la catena alimentare nel nostro corpo e nei nostri escrementi, dobbiamo indicare l’abbondanza della molecola di glifosato grezzo nei biocarburanti. Questa volatilizzazione del glifosato è al centro di una catena di effetti avversi che stiamo scoprendo mentre scriviamo. È opportuno aumentare la consapevolezza e studiare l’impatto del glifosato aereo che si diffonde attraverso l’aria mentre più biocarburanti si trasformano in una parte fissa del mix energetico. Le implicazioni potrebbero presto essere dimostrate come devastanti, come la tecnica di mescolare il piombo (PB-piombo) alla benzina. Ha reso il motore più fluido ma la volatilizzazione del piombo nell’aria e da lì nella rete della vita attraverso pioggia, fiumi, suolo e piante, si è trasformata in un disastro di salute pubblica che ha costretto i governi a intervenire e vietarlo.

Buone intenzioni con effetti collaterali imprevedibili

Il punto di partenza di questo dramma, è una serie di intenzioni apparentemente lodevoli. I governi hanno attivamente promosso i biocarburanti come parte di politiche molto diverse che hanno senso finché facciamo astrazioni delle conseguenze indesiderate. Negli anni ’70 il Brasile desiderava ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili importati. Dal momento che lo zucchero ha perso il suo ascendente sui consumatori, la sua massiccia cultura della canna che era inizialmente spiccata dalla terra della foresta pluviale atlantica demolita, è stata trasformata in un’industria di biocarburanti. I miliardi investiti hanno salvato il Paese consegnando miliardi in valuta estera all’anno mescolando etanolo con petrolio, e ha generato migliaia di posti di lavoro. Nel 2001, gli Stati Uniti hanno intrapreso una strategia deliberata per aumentare la domanda di mais trasformandolo in carburante. Il 25% dei campi di mais americani sono stati trasformati in fattorie di etanolo. Questa domanda aggiuntiva ha garantito prezzi più elevati per gli agricoltori, proprio come la strategia per promuovere la plastica dal mais ha generato un ulteriore aumento dei prezzi. Il governo degli Stati Uniti ha dedicato miliardi di dollari in sussidi ogni anno per convertire il mais in biocarburanti, e ha trasformato i commercianti di mais in miliardari, mentre le tortillas – il cibo di base per i messicani poveri – è diventato proibitivamente costoso.

Biocarburanti e glifosato

L’Europa si è impegnata a ridurre le emissioni di carbonio per invertire il cambiamento climatico. Per fare ciò, ha deciso di convertire la biomassa sprecata (produzione di olio d’oliva in eccesso, olio da cucina esausto, olio di colza, persino legno) in combustibili. Le ambizioni dell’Europa per i biocarburanti hanno superato di gran lunga la sua capacità di coltivare e recuperare gli oli. Pertanto, l’UE ha dovuto importare nel 2018 quasi quattro milioni di tonnellate di biocarburanti. Molto proveniva da soia OGM Roundup-Ready (principalmente dall’Argentina) e olio di Palma (principalmente dall’Indonesia) coltivato sulla foresta pluviale denudata controllata dal glifosato che ha distrutto l’habitat dell’orangutan. Qualunque sia stato o sia l’obiettivo politico, il fatto è che tutti questi biocarburanti bruciati dalle automobili in Brasile, negli Stati Uniti e in Europa sono contaminati dal glifosato. La conseguenza è che abbiamo inconsapevolmente inquinato l’aria che respiriamo e mettiamo un ulteriore stress nel nostro sistema immunitario.

Esiste una correlazione tra l’uso di biocarburanti e l’incidenza del coronavirus?

A seguito del successo dei biocarburanti per le auto, l’industria aerea ha sentito la pressione di unirsi al carro. L’industria aeronautica ha attivamente miscelato oli a base vegetale in cherosene per oltre un decennio. Los Angeles (LAX) è stato il primo aeroporto al mondo ad offrire biocarburanti nel 2009. Nel 2011, KLM Royal Dutch Airlines è diventata la prima compagnia aerea ad utilizzare bio-cherosene a base di olio da cucina usato. United Airlines, American Airlines e Air France si sono uniti subito dopo. I corridoi delle compagnie aeree sono ora corridoi di glifosato in volo. Esiste una correlazione tra il fatto che il Brasile, gli Stati Uniti e alcune regioni europee hanno ottenuto il punteggio più alto nel consumo di biocarburanti e che sono stati colpiti in proporzione da più morti di Coronavirus?

Quattro casi emblematici: Bhutan, Sikkim, Russia e Arabia Saudita

Vale la pena sottolineare che Bhutan e Sikkim, le due regioni del mondo impegnate al 100% nell’agricoltura biologica dove l’aviazione è molto limitata, hanno avuto zero morti segnalati da coronavirus. Può anche essere ironico che i Paesi con una potente lobby del petrolio e del gas come la Russia e L’Arabia Saudita dove i biocarburanti non sono stati adottati, abbiano una minore incidenza di morti da Coronavirus soprattutto rispetto al Brasile e agli Stati Uniti. Non si tratta di prove di causa ed effetto che sono – come indicato – impossibili da dimostrare con la logica attuale che trascura il sistema nel suo complesso.

Forti correlazioni confutano la coincidenza

Il glifosato è il principale contaminante che secondo le sue specifiche e le autorizzazioni per il suo utilizzo, non dovrebbe essere trovato negli alimenti, nel suolo, nei fiumi, nei laghi, nelle acque sotterranee, nel sangue, nelle urine e nel latte materno. Purtroppo le tracce si trovano ovunque! A causa della popolarità dei biocarburanti, la molecola doubmul è sempre più presente nell’aria che respiriamo. Si diffonde come un virus attraverso corridoi aerei che scendono su di noi attraverso la pioggia e il vento. A meno che non si viva in alto nell’Himalaya, nessuno può essere protetto dall’esposizione ad esso. Semplicemente respirando, il glifosato si deposita nel nostro tessuto polmonare. La correlazione tra l’allarmante aumento di una serie di malattie croniche e l’uso del glifosato è stata confermata attraverso la ricerca scientifica con uno straordinario valore p2 di 2 inferiore a 0,00001. Ciò indica che la corrispondenza tra malattia e presenza di glifosato non è affatto una coincidenza3. Un’analisi di coloro che hanno sofferto e sono morti in Lombardia a causa del COVID-19, ha rivelato che il 99% di loro aveva una malattia cronica, e quasi la metà soffriva di tre o più malattie che si correlano con malattie croniche associate al glifosato4. Forse non dovremmo insistere sul distanziamento sociale, ma sul fatto che i governi applichino finalmente una riduzione consistente delle esposizione dei cittadini al glifosato.

Il glifosato danneggia i polmoni. Una buona alimentazione è risolutiva per proteggersi

Un crescente elenco di letteratura scientifica suggerisce che il glifosato può danneggiare i nostri polmoni in modo tale da indurre una risposta acuta a questo nuovo virus del raffreddore, portando a gravi danni ai polmoni, difficoltà respiratorie e incapacità di eliminare efficacemente il virus dal corpo utilizzando i percorsi regolari che abbiamo descritto. La correlazione tra glifosato e malattie croniche è così forte che possiamo avanzare con certezza l’ipotesi che “il grado con cui una persona è suscettibile al COVID-19 sia proporzionale al grado in cui è stata esposta al glifosato”. Mangiare biologico, stare lontano dalle principali autostrade ed evitare le zone trafficate da aerei che rilasciano biokerosene, può essere tra i migliori strumenti per proteggersi dal COVID-19. La risposta migliore è quella di aumentare l’agricoltura biologica come stanno facendo Spagna, Italia, Austria e Stati baltici.

I responsabili politici dovrebbero adottare una strategia sul modello militare

Quando l’Intelligence militare conferma che un nemico sta preparando un attacco, diventa assurdo aspettare per prepararsi a costruire una strategia di difesa finché non è stato dimostrato che l’avversario è belligerante. Mentre non possiamo affermare che sia dimostrato oltre ogni dubbio che il glifosato indebolisce il sistema immunitario, danneggia i polmoni e porta ad una risposta acuta a un semplice virus, è comunque il momento di applicare la logica “militare”. Perché aspettare che tutto questo venga dimostrato secondo i soliti parametri? Ciò dovrebbe motivare l’Unione europea a porre finalmente fine al glifosato, che sarà uno dei fattori chiave per ridurre il rischio di una pandemia. Naturalmente ci saranno scienziati che discuteranno con forza contro questi argomenti e sono pronto ad affrontare le minacce e gli abusi per difendere ciò che credo la gente debba sapere. La società civile ascolta gli scienziati, raccoglie dati, fatti, conoscenze e saggezza per poi decidere senza paura ma con il cuore, nell’interesse del Bene Comune. Solo lo 0,1% della popolazione si qualifica come scienziato, quindi è impossibile che questo numero minuscolo regoli oltre il 99,9% dei cittadini che desiderano solo una vita felice e sana, in armonia con la loro comunità e con la natura.

Nota: Sono grato a Jennifer Margulis per la sua incredibile ricerca di base basata su articoli di peer group reviewed. Lei e la dottoressa Stephanie Seneff del Massachusetts Institute of Technology (MIT) sono state le mie fonti chiave per documentare questo articolo.

1 https://www.dw.com/en/munich-study-confirms-severe-decline-in-insect-populations-in-germany/a-51052955
2 Più piccolo è il valore p, più forte è la prova che l’ipotesi nulla dovrebbe essere respinta. Un valore p inferiore a 0,05 (tipicamente ≤ 0,05) è statisticamente significativo. Indica una forte evidenza contro l’ipotesi nulla, poiché c’è meno di una probabilità del 5% che il nullo sia corretto (ei risultati sono casuali).
3 https://jeffreydachmd.com/genetically-modified-gmo-food-part-2/
4 https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_17_marzo-v2.pdf

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Gunter Pauli è il fondatore della Blue Economy e della Strategia "Zeri". Economista belga, ha all'attivo decine di pubblicazioni sul rilancio dei territori e sull'economia sostenibile. Ultimo in ordine di tempo: "Piano A: La Trasformazione dell'Economia Argentina". All'Italia ha appena regalato "100 domande in 100 pagine". Su Rec News pubblica degli Editoriali in cui mette in campo idee e suggerimenti pratici per uscire dalla crisi, per aver cura di sé stessi e dell'ambiente.

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Carla Villa Maji

Gli Umani agendo non solo introducono l’ errore ma non sono in grado di calcolarne e prevederne l’ entità, per questo le persone più intelligenti sono anche le più umili attenendosi all’ essenziale e coltivando la propria natura spirituale. Carla Villa Maji.

LETTERE

Caro futuro premier, si ricordi di tutti i totalitarismi

di Antonio Ballarin*

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Caro futuro premier, si ricordi delle foibe e di tutti i totalitarismi | Rec News dir. Zaira Bartucca

Egregio Signor Presidente, da italiani, sia per scelta sia per nascita, non possiamo che essere contenti per l’esercizio di democrazia registrato con le elezioni dello scorso 25 settembre. Finalmente saremo guidati da un governo espressione del voto popolare e non da uno maturato da accordi di Palazzo, come accaduto negli ultimi anni.               

Abbiamo ascoltato con grande interesse, in questi giorni, le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza appena eletta e che lei, signor presidente, avrà l’onore e l’onere di guidare. Da tali esponenti, in queste ore, è stato espresso ripetutamente un concetto che ci sentiamo di condividere totalmente: uno Stato è tanto più credibile ed è tanto più considerato, quanto più onora e rispetta i Trattati internazionali che esso stesso ha sottoscritto.

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Noi crediamo che sia arrivato, alfine, il momento di rispettare quei Trattati che non sono stati ottemperati fino ad oggi, provocando, in tal modo, un grave danno al mondo dell’Esodo Giuliano-Dalmata. Ci riferiamo al Trattato di Pace di Parigi del 1947 il quale, al punto 9 dell’allegato XIV, stabilisce che: “I beni degli italiani residenti nei Territori ceduti […] non potranno essere trattenuti o liquidati […], ma dovranno essere restituiti ai rispettivi proprietari”.

Come sappiamo a tale Trattato, ampiamente disatteso, seguirono diversi accordi bilaterali tra Italia e Jugoslavia – accordi del 23/05/1949, 23/12/1950, 18/12/1954 – tutti poi tramutati in Leggi attuative, che in sintesi sancivano il pagamento dei debiti di guerra dell’Italia nei confronti delle Jugoslavia utilizzando i beni degli Esuli a fronte dell’impegno dello Stato italiano di un successivo risarcimento per l’esproprio perpetrato.

Ebbene, gli Esuli istriani, fiumani e dalmati ed i loro discendenti, sono ancora in attesa di un “equo indennizzo”, avendo percepito solo una minima parte di quanto promesso. Si tratta di un indennizzo che, secondo i nostri calcoli, si aggira intorno ai 4,5 miliardi di euro. Una cifra che sembra enorme, ma che se confrontata con l’attuale debito pubblico (ad oggi pari a circa 2770 miliardi) rappresenta l’1,6 per mille.

Quanto fin qui non è solo una questione di vile danaro, si tratta, piuttosto, di un’espressione di civiltà attesa da lunghi decenni da un intero popolo. Gli Esuli e i loro discendenti si sono rifatti una vita in Patria, eppure resta l’insopportabile retrogusto amaro nella consapevolezza di essere stati ignobilmente usati per questioni geopolitiche giocate sulla propria pelle.

La vita della nostra Gente è stata tutta in salita per troppo tempo, anche dal punto di vista culturale. Sempre a dover giustificare la propria identità, sentendosi dire che la sofferenza patita era il giusto scotto per colpe di altri. Il giustificazionismo è un concetto terribile che porta allo stupro della ragione, definendo accettabile l’eliminazione di un qualcosa o qualcuno – magari per mezzo di una foiba -, su cui far ricadere i misfatti di qualcun altro.

Per questi motivi auspichiamo anche l’emendamento della Legge 167/2017 che punisce la propaganda, l’istigazione e l’incitamento al razzismo e chiediamo l’inserimento di una menzione specifica al negazionismo e giustificazionismo per i crimini commessi in Istria, Fiume e Dalmazia in merito alla persecuzione anti-italiana avvenuta a guerra finita. Così come auspichiamo che possa essere emendata la Legge 178/1951 che disciplina il conferimento delle onorificenze al Merito della Repubblica, senza la quale non è possibile la revoca del cavalierato assegnato al Maresciallo Tito, causa di dolore e sofferenza non solo per la nostra Gente, ma per centinaia di migliaia di persone che si opponevano alla dittatura comunista jugoslava.

A tale proposito vogliamo ricordare il pronunciamento del 19 settembre 2019 in cui il Parlamento Europeo – presieduto da David Sassoli – approvò a larghissima maggioranza (89%) la risoluzione: “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”, che condanna tutti i totalitarismi del XX secolo, equiparando in tal modo il comunismo al nazismo. L’attuale maggioranza, così come maturata il 25 Settembre, ha dimostrato nel tempo grande sensibilità ai temi qui riportati. Confidiamo nella sua futura opera.

*Esule di seconda generazione nato al Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma nel 1959. Past-President FederEsuli – Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati  – Vicepresidente Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Consigliere Associazioni Dalmati Italiani nel Mondo – Fondatore MondoEsuli – Movimento per la memoria e la promozione di Istria, Quarnaro e Dalmazia»

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LETTERE

Perché boccio la Meloni

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Perché boccio la Meloni | Rec News dir. Zaira Bartucca

Non vorrei andare troppo lontano con un “da che esiste il mondo”, purtuttavia si può affermare con scienza storica che la disoccupazione è residente in Italia da sempre. Che ora la Meloni pretenda di avere la ricetta risolutiva al problema – dopo che nemmeno i grandi economisti del passato e il fior fiore di statisti alla guida della nostra Nazione e dei suoi governi, lungo il corso democratico dell’Italia unita, l’abbiano mai potuta redigere, odora di presunzione. A meno che gli ingredienti non siano chiari, e chiari non sembrano affatto.

La Meloni immagina “per chi è in condizione di lavorare non di essere trattato come qualcuno che non è in condizione di lavorare ma di avere un posto di lavoro”. Sagace! Ora: ma se anche l’immaginazione supera la conoscenza come giustamente afferma Albert Einstein, qui manca la conoscenza degli ingredienti, che la Meloni pretende di avere spiegato senza nulla avere chiarito, dato che non si capisce dove sono i posti di lavoro di cui tanto straparla.

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Affermare come fa lei “che nella serietà delle proposte di Fratelli D’Italia gli italiani troveranno un futuro decisamente più dignitoso di quello garantito dalla sinistra” è una locuzione che definire assolutamente priva di contenuti è come chiamare docce le cascate del Niagara, perché dopo l’assoluto, dopo l’immaginazione, dopo la conoscenza esiste solo la fantasia pura.

Che “Il lavoro si può generare e trovare con politiche intelligenti”, come spiega brillantemente (?) Meloni, ricorda quel famosissimo “Ho detto tutto” di peppiniana memoria nei film del grande Totò. Forse è convinta che quelle povere ragazze e quei poveri ragazzi che nottetempo ti portano la pizza a casa siano meno intelligenti? o siano figli di un dio minore? o appartengano a famiglie inferiori? visto che dignitosamente, questi giovani, ma anche brizzolati, svolgono un lavoro schiavizzante anziché munirsi di Reddito di Cittadinanza?

Secondo l’interessata “bisogna abbattere il cuneo fiscale per favorire il lavoro”. Bene. E allora corre l’obbligo di chiederle: visto che sei cosi brava e certa delle tue idee fantasiose, perché nel tuo programma prima non realizzi i posti di lavoro? Sulle ulteriori, preoccupanti, scoraggianti rassicurazioni, Meloni ha detto testualmente: “Il salario minimo non credo che risolva molto. La gente ha salari inadeguati perché la tassazione sul lavoro è al 46,65 per cento”, e ha pure detto che “bisogna abbattere il cuneo fiscale per favorire il lavoro”.

E allora: se il salario minimo non risolverebbe molto, non si capisce perché, tra quelli che percepiscono il Reddito di Cittadinanza ci siano tantissimi lavoratori con guadagni da fame (Meloni si informi all’INPS), cioè lavoratori che percepiscono il Reddito di Cittadinanza; la risposta è semplice: è proprio perché il Reddito sostiene la povertà e non la disoccupazione, come vorrebbe propinarci Meloni. Tanto è vero che nessun disoccupato benestante può percepire il Reddito di Cittadinanza.

Dunque, se la gente ha salari inadeguati, è perché secondo lei la tassazione sul lavoro è al 46,65%. Cioè Giorgia Meloni è convinta, o così vuol farci credere perché torna utile alla sua campagna elettorale, che se un datore di lavoro pagasse meno tasse di sua iniziativa aumenterebbe lo stipendio ai propri dipendenti. Cos’è? una nuova favola per sprovveduti? o una promessa alle multinazionali che divorano già le piccole aziende e il lavoro degli artigiani?

Invito colei che parla del Reddito di Cittadinanza come di un metadone per tossici, ad andarsene al cinema a vedere Spaccaossa, perché dimentica, o fa finta di non sapere, che in Italia tanti poveri si sono fatti letteralmente rompere le ossa per simulare incidenti stradali e ottenere soldi dalle Assicurazioni. Per fame.

Perciò anziché basare la sua campagna elettorale sull’abolizione del Reddito di Cittadinanza (un’inezia, se rapportata ai mille veri sprechi miliardari italiani), Meloni cerchi e trovi altre argomentazioni più convincenti. Per esempio, cerchi tra agevolazioni, sussidi, finanziamenti, indennità, elargizioni a fondo perduto, e mille altre ancora, sono tantissime e abbracciano tutti i settori produttivi e, soprattutto, improduttivi.

In Italia, attraverso il debito pubblico, cioè indebitando gli italiani compresi quelli delle generazioni future, si finanziano giornali inutili, associazioni fantasiose, cooperative di comodo, industriali volponi, cliniche private, e via dicendo. Pertanto stranisce parecchio tanto fervore contro il Reddito di Cittadinanza, specie se si riflette sui milioni, milioni di stipendi per mantenere dipendenti pubblici figli del clientelismo, inattivi e improduttivi negli innumerevoli uffici pubblici del Paese.

Per non dire dei lavoratori in nero perché pensionati, perché percettori dell’indennità di disoccupazione, perché cassintegrati, e via dicendo, che sottraggono lavoro ai disoccupati. Ma forse ai loro furbetti datori di lavoro la formula senza rischi vertenza fa comodo. Ah dimenticavo: Meloni cerchi anche nei vari paradisi fiscali.

*Opinionista, critico d’arte

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LETTERE

Sfatare il mito dell’LSD “terapeutica”

Di Jan Eastgate*

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Sostituire il Prozac con LSD è come scambiarsi poltrona sul Titanic | Rec News dir. Zaira Bartucca

La leggenda metropolitana (ormai ampiamente sbufalata) secondo cui la depressione sarebbe causata da uno squilibrio chimico nel cervello, ha determinato un boom di vendite di antidepressivi negli ultimi decenni, e viene rimodulata oggi per venderci l’idea che per la nostra salute mentale sarebbe invece assicurata da droghe psichedeliche. É da poco giunta conferma dal mondo scientifico che gli antidepressivi come Prozac, Zoloft e Paxil non sono più efficaci del placebo, e che non c’è alcuna evidenza scientifica di uno squilibrio chimico nel cervello, e l’industria psicofarmaceutica, spaventata dalla perdita di profitti, già propone di sostituirli con droghe psichedeliche in grado di generare guadagni per oltre 10 milioni di dollari. (1)

Un ulteriore incentivo per un revival delle sostanze psichedeliche viene dalla scadenza dei brevetti per alcuni dei più venduti antidepressivi: questa variazione di strategia assomiglia a un cambio di poltrone sul Titanic.  La teoria dello squilibrio chimico era basata sull’idea che gli antidepressivi potessero rimediare a un basso livello di serotonina nel cervello. Una teoria simile era stata proposta negli anni ’60 e ’70 per promuovere gli allucinogeni come l’LSD, prima che fosse messo al bando nel 1968: le sostanze psichedeliche sono oggi eufemisticamente ribattezzate “allucinogeni serotoninergici”. (2)

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David B. Yaden, professore associato presso il Centro per la Ricerca Psichedelica e Conscia della facoltà di medicina della Johns Hopkins University, nel maggio di quest’anno ha presentato al congresso annuale dell’Associazione Psichiatrica Americana un lavoro sull’evidenza scientifica dell’uso di sostanze psichedeliche in psichiatria, scrive: “le molecole di serotonina di fatto assomigliano molto a quelle di LSD e psilocibina – due allucinogeni serotoninergici.” (3)

Secondo la rivista Slate, le società farmaceutiche giudicano “inefficaci” i farmaci da prescrizione attualmente usati e vedono le sostanze psichedeliche come validi sostituti (4): una di loro nel reclamizzarle fa riferimento al “fallimento dei farmaci tradizionali”, sostenendo che “antidepressivi e ansiolitici a malapena fanno meglio del placebo” e che “è ora di trovare rimedi potenti che funzionino.” Di fronte alla minaccia di perdite finanziarie, l’industria psicofarmaceutica ora ammette che questi farmaci sono inefficaci e non fanno meglio del placebo, contraddicendo così ciò che loro stesse hanno sostenuto da trent’anni a questa parte. Ma se hanno mentito per tre decenni sullo squilibrio biochimico e sull’efficacia, cosa raccontano oggi riguardo le sostanze psichedeliche? 

Secondo quanto riferito da alcuni media, il 65% degli americani con problemi di salute mentale chiede di poter accedere al trattamento con sostanze psichedeliche. Questo “sondaggio” però era stato commissionato per la Delic Corporation, proprietaria dei Ketamine Wellness Centers (KWC – una rete di 13 cliniche ‘per il benessere’ cui se ne aggiungeranno altre 15 entro il 2024). Secondo la loro teoria, le proprietà allucinogene della ketamina sarebbero collegate al suo presunto effetto antidepressivo. La rivista Psychiatric Times ammette che l’uso di ketamina – in aumento nonostante la mancanza di approvazione FDA – “va oltre la comprensione scientifica” ma ciò non impedisce di concludere che “la ketamina potrebbe indurre alterazioni nella coscienza e nella personalità simili a quelle provocate dai serotoninergici psichedelici.” (5)

Un altro produttore di ketamina sostiene che sia possibile “ricalibrare il cervello durante il periodo ottimale della neurogenesi” (lo sviluppo di nuove cellule) e magnificando lo stato mentale ottenibile con un’iniezione di ketamina. La ditta in questione ha protetto con copyright il suo metodo di mescolare psicoterapia e ketamina, che “aiuta i pazienti a interpretare le loro esperienze durante lo stato mentale alterato.”! 

Le spiegazioni del perché queste sostanze psichedeliche “funzionano” sono dei veri slogan pubblicitari e, come quelle relative al presunto squilibrio chimico, sono prive di fondamento scientifico. I commenti del luminare di turno sono conditi di verbi al condizionale e al congiuntivo, e abbondano parole come “sembrerebbe” “suggerisce” “si ritiene”. Nel seguito qualche esempio:  

  • “Si pensa che gli allucinogeni producano il loro effetto di alterare le percezioni agendo su circuiti neurali del cervello che usano serotonina.”” (6)  – U.S. National Institute on Drug Abuse (NIDA) 
  • Gli allucinogeni causano un “temporaneo squilibrio chimico nel cervello che causa allucinazioni e altri effetti come l’euforia.” (7) – Elizabeth Hartney, psicologa, direttore del Centre for Health Leadership and Research al Royal Roads University, Canada. 
  • “Le sostanze psichedeliche inducono il cervello a cambiare transientemente in modalità che sembrano agevolare un reset e permettere l’alterazione delle modalità, precedentemente bloccate, di percepire e sentire le cose.”  (8)  – Dr. Jerrold Rosenbaum, direttore del Center for the Neuroscience of Psychedelics ed ex primario di psichiatria al Massachusetts General Hospital  
  • Le sostanze psichedeliche “cambiano le stesse strutture dei neuroni, il che può influenzare il cablaggio del cervello e, di conseguenza, il modo di percepire, pensare e comportarsi.” (9) – David E. Olson, professore associato, Department of Chemistry; Department of Biochemistry & Molecular Medicine; Center for Neuroscience, University of California, Davis 
  • “Gli scienziati non sono del tutto sicuri del perché le persone rispondano in maniera diversa a queste sostanze psichedeliche, ma nuove ricerche suggeriscono che la variazione genetica di un recettore di serotonina possa essere un fattore.”  (10)  – Healthline 

Conflitti d’interesse: gli strumenti del mestiere 

Nel settembre del 2021 Scientific American pubblicava un articolo molto elogiativo sui benefici delle sostanze psichedeliche. Gli autori, Danielle Schlosser e Thomas R. Insel, rispettivamente vicepresidente e azionista di Compass Pathway – una società che, secondo Bloomberg Businessweek, ha prodotto oltre trentamila dosi di psilocibina (11) scrivono che la loro ricerca ‘suggerisce’ che la psilocibina ‘è potenzialmente in grado’ di curare l’abuso di sostanze, compreso nicotina e alcol, e anche la depressione, aggiungendo che ‘quando è efficace, la sostanza sembra conferire effetti a lungo termine, suggerendo dunque che non si limiti a ridurre i sintomi ma rappresenti una vera cura’. 

Anche se questo “studio” è tutt’altro che conclusivo, il professor Paul Hutson, dell’Università del Wisconsin, ha anticipato che la FDA approverà questi farmaci per almeno qualcuno di questi scopi, probabilmente entro i prossimi 5 anni. (12) Da parte sua, il governo USA ha già attivato una corsia preferenziale per consentire l’approvazione veloce di ecstasy e psilocibina. (13)

L’uso ‘clinico’ aumenta l’abuso stradale 

Come già successe negli anni ’60, l’uso di allucinogeni si sta trasmettendo dal lettino psichiatrico ai marciapiedi. Una ricerca pubblicata dalla rivista Addiction (‘tossicodipendenza’) evidenzia un raddoppio di uso di allucinogeni tra il 2002 e il 2019 e, relativamente alla fascia di età da 18 a 25 anni, un aumento di quattro volte. (14)

I rischi sono ben noti: 

  • Seconodo NIDA (National Institute of Drug Abuse), “Gli effetti degli allucinogeni con LSD possono essere descritti come una psicosi indotta da sostanze: distorsione o disorganizzazione della capacità di riconoscere la realtà, ragionare in maniera razionale o comunicare con altri. Inoltre “L’uso di sostanze allucinogene produce anche tolleranza di altre sostanze appartenenti alla stessa classe, come psilocibina e peyote”. (15)
  • Secondo Katharine Neill Harris, ricercatrice alla Rice University in Texas, “Possono scatenare esperienze negative che cambiano la vita”.(16)
  • Il microdosaggio di LSD o psilocibina è già in uso ed è pericoloso. Si ritiene che l’assunzione di piccole dosi (circa 10% del consueto) distanziate di qualche giorno possa indurre benefici senza scatenare i famigerati ‘viaggi’, ma secondo il New York Times “può essere dannoso, e c’è perfino evidenza di possibili danni al cuore con l’uso prolungato”. Il microdosaggio di LSD sui topi produce un effetto opposto al ‘viaggio’: apparivano segni di psicosi e aggressività.” 

Dopo l’accettazione entusiasta degli antidepressivi, avvenuta nella seconda metà degli anni ’80, e durata fino ai giorni nostri, stiamo ora assistendo a una nuova accettazione entusiasta di queste sostanze (17) trainata da una riesumata teoria dello squilibrio chimico che preannuncia un ‘rinascimento’ nel campo della salute mentale. Ci sono voluti più di trent’anni per riconoscere che la teoria dello squilibrio chimico era pseudoscienza, in grado di fuorviare i consumatori in maniera pericolosa. Dovremmo ora riconoscere i segnali di una identica campagna di marketing sulle sostanze psichedeliche. 

*Presidente CCHR International


(1) Sonari Glinton, “Big Pharma Is Betting on Psychedelics for Mental Health: Will it Pay Off,” Slate, 18 Aug 2022
(2) NCBI
(3) “The Recent Resurgence of Psilocybin: Is It Here to Stay?” Psychiatric Times, 22 Aug. 2022
(4) Op. cit., Sonari Glinton, Slate, 18 Aug 2022l 
(5) Psychiatric Times – “Revisitinh hallucinogenic potential ketamine”
(6) “How Do Hallucinogens (LSD, Psilocybin, Peyote, DMT, and Ayahuasca) Affect the Brain and Body?,” National Institute of Drug Abuse
(7) “How Psychedelic or Hallucinogenic Drugs Work,”Very Well Mind, 25 Nov. 2020
(8) Peter Grinspoon, MD, “Back to the future: Psychedelic drugs in psychiatry,” Harvard Health Publishing, Harvard Medical School, 22 June 2021
(9) “Mind molding psychedelic drugs could treat depression and other mental illness” – The Conversation
(10) “People respond differently to psychedelic drugs and genetics could be one reason” Healt Line
(11) “Shroom-Therapy Startup Edges Toward FDA Approval: The feds have designated Compass Pathways’ experimental psilocybin treatment for depression a ‘breakthrough therapy,’” Bloomberg Businessweek, 6 Jan. 2020
Danielle Schlosser, Thomas R. Insel, “A Renaissance for Psychedelics Could Fill a Long-Standing Treatment Gap for Psychiatric Disorders.” Scientific American, 14 Sept. 2021
(12) Danielle Schlosser, Thomas R. Insel, “A Renaissance for Psychedelics Could Fill a Long-Standing Treatment Gap for Psychiatric Disorders.” Scientific American, 14 Sept. 2021
(13) Op. cit., Sonari Glinton, Slate, 18 Aug 2022 
(14) Hannah Sparks, “Millions more are tripping on psychedelic drugs than ever before: study,” New York Post: 19 Aug 2022
(15) “How Do Hallucinogens (LSD, Psilocybin, Peyote, DMT, and Ayahuasca) Affect the Brain and Body?” National Institute of Drug Abuse
(16) Kat Eschner, “The Promises and Perils of Psychedelic Health Care,” New York Times, 5 Jan. 2022
(17) “Comfortably Numb: How Psychiatry Is Medicating a Nation,” Medscape J Med. 2008

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