Periodico di Inchieste

“Tamponi pericolosi se fatti in profondità”


I tamponi stanno caratterizzando la presunta emergenza quanto il controverso uso della mascherina. Le istituzioni hanno deciso che siano il “pedaggio” da pagare se ci si vuole spostare, perfino se si vuole lavorare. Ma sono davvero sicuri?


  • Il parere: Il tampone può provocare danni
  • L’esperto: I vecchi protocolli erano inaffidabili
  • Il fatto: i tamponi generano falsi positivi
  • La domanda: se il Covid si diffonde con le “goccioline”, perché non limitarsi a un prelievo di saliva?

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

I tamponi stanno caratterizzando la presunta emergenza quanto il controverso utilizzo della mascherina. Le istituzioni hanno deciso che siano il “pedaggio” da pagare se ci si vuole spostare, perfino se si vuole lavorare. Insegnanti, forze dell’Ordine, trasportatori: il mainstream non racconta di intere categorie letteralmente vessate, obbligate a sottoporsi al trattamento sanitario (nonostante l’articolo 32 della Costituzione stabilisca altro) con il timore di perdere – in caso di rifiuto – il proprio lavoro. E allo stesso tempo affrontando timori relativi alla sicurezza.


Una situazione più diffusa di quanto si creda, che assieme all’allarmismo mediatico sta contribuendo a generare panico. Bisogna lavorare, ma senza tampone non si può lavorare. Un principio che ricorda il buon vecchio “o la borsa o la vita”. Ma il tampone è rischioso? Alla domanda ha cercato di dare una risposta il divugatore indipendente Marcello Pamio. “Il tampone – scrive – è un atto di violenza estrema che va bloccato con ogni mezzo. Anche perché se il virus – come dicono gli esperti – si trasmette attraverso il droplet, cioè le goccioline di Flugge, non si comprende come mai non si possa fare un banale e indolore tampone semplicemente usando la saliva”.


“Perché – riflette Pamio – devono introdurre così in profondità (circa 13 cm) il bastoncino rischiando contaminazioni e danni? Il tampone è un atto invasivo contro natura: un test non validato che non ha nessun significato clinico nè tanto meno diagnostico per la percentuale elevata di falsi positivi, ma è il mezzo ideale per poter dominare e gestire le paure delle masse”.


C’è poi il problema delle “sequenze geniche che vengono prelevate. Che fine fanno?”, si è domandato Pamio interrogandosi contemporaneamente sulla possibilità o meno che possano essere archiviate con tanto di riferimenti personali. Lo stesso, del resto, è accaduto con le centinaia di migliaia di test sierologici, i cui dati sanitari e personali saranno archiviati per 40 anni. Ache se il ministero non ha raggiunto la soglia sperata di 450mila test.


Il tampone, insomma, non sarebbe un atto indolore e privo di conseguenze, nè è la panacea di tutti i mali. Controverso è come accennato anche il modo in cui i tamponi sono stati fatti per mesi e mesi, dando luogo a risultati sbagliati (facendo sembrare il numero dei contagiati di molto superiore rispetto al numero effettivo) e, avvertiva Gaetano Libra – otorino laringoiatra dell’Ospedale Maggiore di Bologna – con il rischio di provocare “danni al cervello”.


Riferimenti esterni:

Tamponi, guida errata dell’Iss: “Rischio di lesioni al cervello”

Tampone: pratica invasiva e pericolosa


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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