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ESTERI

GB rifiuta Huawei dopo l’invio dalla Cina di tamponi contaminati da coronavirus

Eurofins: fornite dai cinesi le componenti infette che entrano in contatto con naso e gola. L’India ha diffidato tutte le aziende del Dragone in corsa per il 5G per “minacce alla sicurezza nazionale”

GB rifiuta Huawei dopo l'invio dalla Cina di tamponi contaminati da coronavirus | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Anadolu Agency

La Gran Bretagna ha ritirato il contratto commerciale con Huawei dopo aver scoperto l’invio dalla Cina di tamponi contaminati. Lo fa sapere l’Organizer – Voice of the Nation. L’azienda è in stretto contatto anche con il premier Giuseppe Conte e con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, almeno dai tempi dei suoi giorni cinesi. L’annuncio del rilievo dei contaminanti è stato dato il 6 aprile, giorno che coincide con il ricovero del Primo Ministro Boris Johnson. Stando a quanto reso noto, i kit sono stati assemblati in Lussemburgo, mentre i test di laboratorio sono stati effettuati dalla ditta di servizi Eurofins.

Gli elementi infetti sono “sonde” e “primer”, le parti lunghe e sottili dei tamponi che il personale medico utilizza per la raccolta di residui dal naso e dalla cavità orale. Eurofins ha dichiarato che gli elementi infetti sono stati forniti dalla Cina. L’Organizer sottolinea come “molti abbiano iniziato a mettere in discussione se il governo cinese abbia volutamente nascosto le informazioni circa la contaminazione”. Tanto che dall’India è giunta la pronta diffida verso tutte le aziende cinesi in corsa per il 5G per “minacce alla sicurezza nazionale”.

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