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Famiglie ridotte allo stremo, uomini e donne vittime dei licenziamenti di massa (quelli che stanno subentrando allo “smartworking”, il lavoro provvisiorio da casa), bambini e giovani reclusi. E’ il quadro desolante di un’Italia ripiegata su se stessa e su regole assurde, depressa, isolata e incapace di reagire, fosse anche rispetto alle prevedibili proteste della Spagna o rispetto a chi ha dimenticato l’emergenza. Perché mentre Speranza e Conte sono risoluti a cancellare la normalità in nome di accordi e interessi, Wuhan – la città cinese con il record di decessi per coronavirus – si lancia nei festeggiamenti di massa e si lascia alle spalle tutto.

In Italia le macerie della cattiva gestione Conte e soprattutto un assaggio di quello che sta per accadere se non si riavvolge il nastro a gennaio, è stato riassunto da Carlo Sangalli. Il presidente di Confocommercio ha infatti tracciato un quadro desolante sulla situazione economica attuale, che si concentra sui consumi ma che lascia presagire condizioni di povertà anche estrema. “L’emergenza Covid – ha detto – ha riportato i consumi ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni. Inoltre, ci preoccupa l’aumento delle spese obbligate delle famiglie come affitti, bollette, assicurazioni, che erodono quasi il 44% dei consumi totali”.

Tradotto: se gli italiani non spendono più è perché manca la materia prima per fare acquisti. Mancano le entrate, latitano gli stipendi, i sussidi sono un’amara presa in giro: anche variando i termini, il discorso non riesce a filtrare nei palazzi romani e a raggiungere i palazzinari adagiati sulle proprie poltrone. Perché mentre si discute di taglio dei parlamentari, nessuno ha pensato di mettere in discussione un pezzo dei propri privilegi per ridimensionare quelle “spese inutili” che contesta. Ma la misura ora è davvero colma.

Ma niente, tutto è causato dal temibile morbo ridimensionato da medici, esperti, dall’ISS e dall’Istat, che però Conte e l’esecutivo vicino ai magnati della lobby digital-farmaceutica sono risoluti a far passare come il male del secolo, manco fosse la malaria, la tubercolosi e le altre malattie che da sempre importiamo assieme agli africani. Ma tutti i nodi verranno al pettine, soprattutto quando gli effetti di politiche scellerate si manifesteranno nella loro interezza.

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La risoluzione del Consiglio d’Europa che potrebbe avere impatto sui disabili

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha adottato una raccomandazione e una risoluzione. I due documenti definiscono delle linee guida per implementare…

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La risoluzione del Consiglio d'Europa che potrebbe avere impatto sui disabili | Rec News dir. Zaira Bartucca

Comunicato CCDU – L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha adottato una raccomandazione e una risoluzione per la deistituzionalizzazione dei disabili. Entrambe definiscono delle forti linee guida per implementare i diritti umani nel campo della salute mentale. In seguito all’approvazione da parte della Commissione Affari Sociali e Salute, entrambi i documenti sono stati poi approvati a larghissima maggioranza dell’assemblea plenaria nel corso della sessione di aprile, con una votazione trasversale e bipartisan, fornendo una vigorosa spinta in favore dei diritti umani in Europa. 

Nel corso del suo intervento, Reina de Bruijn-Wezeman, ha posto l’accento sull’importanza della deistituzionalizzazione:  

“Faccio affidamento sul Parlamento affinché intraprenda le azioni necessarie per eliminare progressivamente qualsiasi legge che consenta l’istituzionalizzazione di persone con disabilità il trattamento involontario in ambito salute mentale, e allo stesso tempo contrastare qualsiasi testo o bozza di legge o regolamento che sia in favore dell’istituzionalizzazione e che vada contro lo spirito e la lettera della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.” 

La deistituzionalizzazione rappresenta una pietra miliare sul percorso che deve porre fine a qualsiasi coercizione in ambito psichiatrico come richiesto dalla convenzione ONU ratificata nel 2006, particolarmente rilevante perché le persone con disabilità sono gli individui più vulnerabili, “sempre a rischio di violazione sistemiche o di diritti umani, compreso violenza fisica, mentale e sessuale.” 

Sebbene i manicomi siano stati chiusi da tempo in Italia, la prassi nei nostri istituti psichiatrici rimane sostanzialmente improntata a una logica manicomiale, con abbondante ricorso a strumenti lesivi dei diritti e della dignità umana, come i trattamenti coatti, la contenzione fisica e chimica, le sbarre alle finestre, il divieto di comunicare con l’esterno; e un diffuso utilizzo prolungato di medicinali. La decisa presa di posizione del Consiglio d’Europa obbliga implicitamente il Parlamento italiano a una riforma in senso garantista, per fare in modo che il sogno basagliano diventi finalmente realtà. 

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Docenti, le nuove modalità di accesso alla professione deliberate dal Consiglio dei Ministri

Le principali novità riguardano i concorsi, la formazione, il periodo abilitante e l’istituzione di un nuovo organismo accreditante e di verifica

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Docenti, le nuove modalità di accesso alla professione deliberate dal Consiglio dei Ministri | Rec News dir. Zaira Bartucca

Via libera in Consiglio dei Ministri alle nuove regole per la formazione iniziale e continua e per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria. Nuovi percorsi per chi vuole insegnare e concorsi annuali per il reclutamento del personale. Questi i perni della riforma approvata ieri dal governo, che dovrebbe portare in cattedra, entro il 2024, 70mila insegnanti. Nel decreto legge sul PNRR è prevista anche la nuova Scuola di alta formazione per dirigenti, insegnanti e personale ATA.

La formazione iniziale e l’abilitazione

Definite le modalità di formazione iniziale, abilitazione e accesso all’insegnamento nella scuola secondaria.

Sono previsti:

  • Un percorso universitario abilitante di formazione iniziale (corrispondente ad almeno 60 crediti formativi), con prova finale
  • Un concorso pubblico nazionale con cadenza annuale
  • Un periodo di prova in servizio di un anno con valutazione conclusiva

Il percorso di formazione abilitante si potrà svolgere dopo la laurea oppure durante il percorso formativo in aggiunta ai crediti necessari per il conseguimento del proprio titolo. È previsto un periodo di tirocinio nelle scuole. Nella prova finale è compresa una lezione simulata, per testare, oltre alla conoscenza dei contenuti disciplinari, la capacità di insegnamento.

L’abilitazione consentirà l’accesso ai concorsi, che avranno cadenza annuale per la copertura delle cattedre vacanti e per velocizzare l’immissione in ruolo di chi vuole insegnare. I vincitori del concorso saranno assunti con un periodo di prova di un anno, che si concluderà con una valutazione tesa ad accertare anche le competenze didattiche acquisite dal docente. In caso di esito positivo, ci sarà l’immissione in ruolo.

In attesa che il nuovo sistema sia attivo – fanno sapere dal Miur – per coloro che già insegnano da almeno 3 anni nella scuola statale è previsto l’accesso diretto al concorso. I vincitori dovranno poi conseguire 30 crediti universitari e svolgere la prova di abilitazione per poter passare di ruolo.

Durante la fase transitoria, coloro che non hanno già un percorso di tre anni di docenza alle spalle ma vogliono insegnare potranno conseguire i primi 30 crediti universitari, compreso il periodo di tirocinio, per accedere al concorso. I vincitori completeranno successivamente gli altri 30 crediti e faranno la prova di abilitazione per poter passare di ruolo.

La formazione continua e la Scuola nazionale

La formazione sulle competenze e gli strumenti digitali sarà parte della formazione già obbligatoria per tutti e si svolgerà nell’ambito dell’orario lavorativo. Viene poi introdotto un sistema di aggiornamento e formazione con una pianificazione su base triennale. I percorsi svolti saranno anche valutati con la possibilità di accedere, in caso di esito positivo, a un incentivo salariale.

I percorsi di formazione continua saranno definiti dalla Scuola di alta formazione che viene istituita con la riforma e si occuperà di adottare linee di indirizzo e di accreditare e verificare le strutture che dovranno erogare i corsi. La Scuola si occuperà anche dei percorsi di formazione di dirigenti e del personale ATA.

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Andrew Torba (Gab) rilancia sull’offerta di Elon Musk a Twitter

Il social per la libertà di espressione al Patron di Starlink: “Insieme possiamo costruire l’infrastruttura per un internet davvero libero”. I dettagli della proposta

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Andrew Torba (Gab) rilancia sull'offerta di Elon Musk a Twitter | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Ceo di Gab Andrew Torba ha rilanciato sull’offerta di Elon Musk a Twitter con una singolare contro-offerta. Non per tentare di accaparrarsi una quota della piattaforma di messaggistica istantanea, ma per lanciare una proposta piuttosto allettante. Non si sa se ha avuto seguito, ma quel che è certo è che il patron di Tesla e Space X dopo l’appello lanciato in direzione di Jack Dorsey ha fatto marcia indietro. Torba negli scorsi giorni ha commentato l’offerta da 40 miliardi di dollari chiamandosi dentro: “Tutto ciò che ha l’obiettivo di portare più libertà di parola su Internet per più persone è una buona cosa”, ha detto.

Il Ceo di Gab a questo punto ha evidenziato i limiti di Twitter e i punti di forza del suo social, basato sul principio della libertà di espressione. “Twitter – ha detto – ha problemi legacy che Gab non ha. Sono completamente dipendenti da infrastrutture di terze parti. Noi non lo siamo. Abbiamo costruito tutto da noi. Hosting, servizi di posta elettronica, strumenti di analisi, e-commerce, elaborazione dei pagamenti, tutto. Abbiamo costruito tutto”.

“Portare la libertà di parola su Twitter – ha detto ancora il Ceo di Gab – non è così semplice come acquistarlo. Apple e Google non consentono la libertà di parola, quindi se si interrompe la censura cacceranno a calci Twitter da entrambi gli app store. Noi abbiamo già risolto il problema e lo abbiamo superato. Twitter – ha proseguito il fondatore del social indipendente – opera in Paesi in cui la censura di massa è richiesta dalla legge. Hanno uffici in questi paesi. Non hanno altra scelta che soddisfare le richieste di censura di quei paesi o rischiare di essere chiusi o di ricevere multe”.

“Poi – ha ricordato ancora Torba – c’è il problema della comunità di Twitter. Distorce massicciamente a sinistra e quindi è ostile alla libertà di parola. Se ti permetti di portare la libertà di parola su Twitter, molte persone si allontanano perché la loro fragile visione del mondo non può permette loro di gestire la realtà che la libertà di parola porta. Un buon amico mi ha giustamente detto questa mattina: dubito fortemente che accetteranno la sua offerta. Preferirebbero che le azioni andassero a zero piuttosto che consegnare il controllo narrativo. Se accettano, lo saboteranno internamente o, se farà buoni cambiamenti, otterrà il trattamento di Gab”.

“Alla luce di queste verità – ha detto Torba presentando la sua proposta – mi piacerebbe offrire a Elon una controfferta al suo accordo Twitter molto costoso. Elon, ho fondato Gab nel 2016 perché credo nel suo potenziale di piattaforma per la libertà di parola in tutto il mondo. Credo che la libertà di parola sia un imperativo sociale per una Repubblica federale costituzionale funzionante. Tuttavia, dalla fondazione di Gab mi sono reso conto che per fornire una piattaforma di libertà di parola è necessario disporre anche di un’infrastruttura Internet di libertà di parola. Gab da allora si è trasformato da un semplice social network in una società di infrastrutture Internet per la libertà di parola”.

“Abbiamo costruito i nostri server – ha ricordato il Ceo di Gab – i nostri servizi di posta elettronica, il nostro processore di pagamento, e molto altro ancora non perché volevamo, ma perché non avevamo scelta se avevamo intenzione di continuare ad esistere. Quello che ci manca al momento è un ISP. Temo che il prossimo grande salto di censura sia a livello di ISP, con il blocco dell’accesso dell’ISP a Gab.com. Risolvi questo problema con Starlink. Insieme possiamo costruire infrastrutture per un internet libero“, è l’invito lanciato a Musk.

“Sono disposto – il dettaglio della proposta – a offrirti un posto nel consiglio e l’equità nella società, in cambio della vendita della tua posizione su Twitter e dell’investimento di 2 miliardi in Gab. La mia offerta è la mia migliore e ultima offerta. Gab ha un potenziale straordinario. Apriamolo insieme”, ha concluso.

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Minori sottratti, la protesta dei genitori in vista di Pasqua

Le relazioni false degli assistenti sociali e il business milionario generato attorno all’accoglienza nelle case-famiglia. Nelle città di Torino, Milano, Busto Arsizio, Cuneo, Firenze e Roma le lettere per i figli appesi davanti ai Tribunali

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Minori sottratti, la protesta dei genitori in vista di Pasqua | Rec News dir. Zaira Bartucca
Comunicato stampa

In vista dell’ennesima Pasqua senza i loro piccoli, una trentina di genitori a cui sono stati strappati i figli appenderanno delle lettere per i propri bimbi davanti ai Tribunali dei Minori di varie città italiane Torino, Milano, Busto Arsizio, Cuneo, Firenze e Roma. Una protesta pacifica per riportare l’attenzione sull’enorme problema dell’allontanamento illecito dei minori dalle proprie famiglie e di un sistema che sfrutta economicamente e ideologicamente qualsiasi disagio familiare – sia questo di natura economica, di tensioni emotive spesso legate a separazioni, di disagi psicologici e/o fragilità – per strappare (spesso con prelevamenti coatti delle Forze dell’Ordine) i bambini alle famiglie utilizzando l’etichetta di inidoneità genitoriale o di conflittualità.

Secondo i dati del Ministero del Lavoro del 2019, solo il 24% dei bambini allontanati tornerà un giorno alla famiglia d’origine. In Lombardia il dato scende ulteriormente, al 17%). Considerando che i provvedimenti di allontanamento sono temporanei, si intravede un generale fallimento del sistema nel sostenere l’interesse e il diritto del minore a crescere nella propria famiglia quando questa è in grado di prendersene cura e di assicurargli normalità, oltre che la necessità di rivedere la legge di riferimento sugli affidi (Legge 149 del 2001) e sulla bigenitorialità (Legge 54 del 2006).   

Dal report della Regione Piemonte sugli affidi emerge che la scelta dell’allontanamento forzato di un minore dai genitori è solo in minima parte motivata dall’esigenza di evitare maltrattamenti e abusi. Spesso i bambini vengono allontanati per accuse infondate e relazioni arbitrarie da parte di assistenti sociali che innescano provvedimenti da parte dei Tribunali del Minori, dove le famiglie non hanno alcun contraddittorio. Spesso di tratta di figli tolti alle mamme (ma a volte anche ai papà) che denunciano l’ex compagno per violenza, aggiungendo la violenza istituzionale a quella già subita dal partner, colpevolizzando le vittime e disincentivandole a denunciare. 

Questi allontanamenti avrebbero potuto e avrebbero dovuto essere evitati. La legge italiana riconosce infatti il diritto del bambino di crescere ed essere educato nella propria famiglia e vede l’allontanamento come estrema ratio. Una recente sentenza della Corte di Cassazione, inoltre (Corte di Cassazione, Prima Sezione Civile, Ordinanza pubblicata il 24 marzo 2022, n. 9691) dichiara l’allontanamento coatto dei minori dalla propria famiglia ad opera delle Forze dell’Ordine come un atto “Fuori dallo Stato di diritto”. Allontanare un minore comporta uno sradicamento su larga scala di bambini dalle proprie famiglie, eppure tutto ciò continua a succedere in tutta Italia.  

Ognuno di questi bambini genera a sua volta un “indotto”, una “filiera”. Lo Stato paga dai 100 ai 400 euro al giorno per il sostentamento di questi bambini in casa-famiglia e intorno a loro si generano posti di lavoro: psicologi, consulenti, educatori e così via. Le case-famiglia sono in genere strutture private non sottoposte a un efficace sistema di controllo e naturalmente interessate ad una lunga permanenza dei propri ospiti.

I miliardi di soldi pubblici spesi per i bambini in comunità vengono spacciati come servizi di welfare, ma di benessere e tutela dei minori in questo “modus operandi” ce n’è ben poco. Tra i genitori sopravvissuti al dolore disumano di vedersi portare via un figlio alcuni hanno deciso di scrivere una lettera ai loro figli orfani di genitori in vita e di collocarla proprio davanti ai tribunali che li hanno portati via. Le letterine di Pasqua ai loro bimbi saranno appese davanti ad alcuni Tribunali dei minori.

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Bucha, “Pagati 25 dollari a testa per inscenare massacri sui civili”

Lo sfogo dell’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov nel corso di un’intervista rilasciata a Newsweek: “Le incongruenze che indicano la natura fabbricata delle azioni di Bucha sono ignorate. I radicali ucraini vogliono esecuzioni sommarie dei civili che non hanno segni di identificazione speciali”

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Bucha, "Pagati 25 dollari a testa per inscenare massacri sui civili" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Ogni giorno le autorità ucraine intensificano la loro campagna di disinformazione anti-russa, lanciando accuse infondate di presunte atrocità e crimini di guerra delle forze armate russe. A giudicare dalla retorica, la leadership dell’Ucraina è guidata non tanto dalla preoccupazione per la popolazione civile quanto dal desiderio di assicurarsi l’immagine di una vittima e screditare il nostro paese”. Il regime di Kiev sta preparando un altro contenuto provocatorio sulla morte di civili nella regione di Kharkov, presumibilmente come risultato delle azioni delle forze armate russe. Le persone vengono pagate 25 dollari per partecipare alle riprese inscenate. La reazione di alcuni paesi ai tragici eventi nella città di Bucha è sorprendente. Non ci si preoccupa di capire cosa è realmente successo, si dà sempre la colpa di tutto all’esercito russo. Le incongruenze che indicano la natura fabbricata dell’azione sono ignorate”. E’ quanto ha detto l’ambasciatore russo degli Stati Uniti Anatoly Antonov nel corso di un’intervista rilasciata a Newsweek e ripresa da Tass.

“Il 31 marzo, quando le truppe russe di sono ritirate da Bucha, il sindaco non ha parlato dei civili colpiti”

“Il 31 marzo il sindaco della città di Bucha Fedoruk ha dichiarato il ritiro delle truppe russe, ma non ha detto una parola sui residenti colpiti. Le prime accuse sono comparse sui media occidentali sono il 3 aprile. Sembra improbabile che nessuno abbia notato i corpi morti che giacevano sulle strade per 4 giorni. Le autorità ucraine – ha proseguito l’ambasciatore Antonov – stanno intensificando una campagna per diffondere accuse deliberatamente false contro i militari russi. Questo solleva dubbi sulla sincerità di Kiev quando dice di voler risolvere la crisi attraverso la diplomazia”.

Un macabro pesce d’aprile

“Il primo aprile – afferma ancora Antonov nel corso dell’intervista rilasciata a Newsweek – sono arrivati i rappresentanti del servizio di sicurezza dell’Ucraina e della polizia nazionale. Hanno annunciato la loro intenzione di liberare il territorio dai complici russi. I radicali ucraini hanno persino chiesto l’esecuzione dei cittadini comuni che non hanno segni di identificazione speciali. Il ministero della Difesa russo ha anche le prove dei terribili crimini pianificati dalle autorità ucraine nelle regioni di Sumy e Kiev“. “Tutto questo – ha proseguito, concludendo, il diplomatico – accade proprio mentre la parte ucraina ha espresso la sua disponibilità a riaffermare il suo status di non nucleare, non blocco e neutrale. Per tutti i paesi, questo è estremamente importante. In questo contesto, la sincerità delle dichiarazioni di Kiev sul desiderio di cercare modi per risolvere la crisi diplomaticamente è molto discutibile”.

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