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“C’è un nesso tra 5G e coronavirus”

Gunter Pauli: “A Wuhan e in Lombardia massiccia sperimentazione sulla tecnologia di quinta generazione”. Non si tratta di una voce nel deserto”. Ora la classe politica risponda

"C'è un nesso tra 5G e coronavirus" | Rec News dir. Zaira Bartucca

La ricettività verso un patogeno scarsamente mortale come il coronavirus è riconducibile al 5G. Ne è convinto Gunter Pauli, secondo alcuni consigliere particolare del premier Giuseppe Conte da marzo (incarico da lui smentito). Pauli, economista belga, è il “padre della Blue Economy, fino a questo momento trasversalmente lodato per l’ideazione di pionieristiche strategie ambientali.

Da luminare a ciarlatano: perché Pauli è diventato così scomodo?

Da qualche giorno nella narrazione del mainstream Pauli si è trasformato da voce ascoltata dalla comunità scientifica e dalle istituzioni (tanto che è stato uno dei firmatari del Protocollo di Kyoto) a “eccentrico”, “strambo”. La sua rivelazione, se confermata, sarebbe il tallone di Achille di un’epidemia globalmente inscenata per favorire l’avvento a tutti i costi della dannosa tecnologia di quinta generazione. Non a caso è ormai tutto un fiorire di moniti verso app che nella narrazione comune permetterebbero di tracciare l’infezione da Covid-19, ma che nei fatti instaureranno un controllo di massa anche in tempi diversi dallo stato di emergenza.

Wuhan e Regione Lombardia capofila nella sperimentazione sul 5G

Ma come mettere in relazione le due cose? Stando a quanto affermato da Greg Reese di Infowar e dallo stesso Pauli, Wuhan è stata la prima città del mondo che ha proceduto alla sperimentazione massiccia del 5G, proprio a ridosso dello scoppio della presunta epidemia. È lì che, secondo alcuni video etichettati come fake news, la gente è stata colpita da misteriosi svenimenti. Un virus innocuo che a Wuhan come in Lombardia (regione italiana capofila nel 5G) avrebbe provocato indebolimento di massa delle difese immunitarie, polmoniti e altri sintomi.

Ora Conte e partiti rispondano

Visto che l’affermazione sulle possibili connessioni tra 5G e inquinamento elettromagnetico è giunta da una voce mondialmente stimata, c’è chi interrogherà Conte sull’argomento o rischieremo di essere oggetto di un esperimento di massa senza saperlo, complici Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Pd e lo stesso Istituto superiore di Sanità che anziché informare sui possibili danni alla salute si interfaccia con le aziende 5G tramite uomini “malleabili” come Alessandro Polichetti?

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