Periodico di Inchieste

Cosa c’entrano gli spot pubblicitari con il Global Compact?


Stranieri a casa nostra: le pubblicità sono ormai un tripudio di africani. Le aziende ci snobbano, ma questo che c’entra il contestato documento dell’Onu?



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Di recente Giorgia Meloni nel corso di un’uscita televisiva ha esultato: l’azione di Fratelli d’Italia ci avrebbe salvato dal Global compact, il documento dell’Onu che si propone di equiparare ogni migrante a un rifugiato. Anche se non scappa da nessuna guerra. Lo stesso che il Pd sta tentando di far entrare dalla finestra con i Comuni e con l’azione di deputati senatori particolarmente zelanti. Nella compiacenza generale.


Scampato il pericolo di una ratifica ufficiale, il problema però è che il Global compact non è uscito nemmeno dalla porta. Anche se l’Italia non ha ufficialmente aderito, lo ha fatto ufficiosamente con centinaia di aziende, che si sono messe al servizio dell’Onu per far filtrare all’interno e per far passare all’esterno l’idea che le Nazioni unite hanno dei migranti, in vista di un’africanizzazione cui si giungerà anche grazie ad accordi come l’Afcfta.


In altre parole, passaggi imposti del genere per l’establishment vanno digeriti goccia dopo goccia. Ormai, bicchiere dopo bicchiere. Accade allora che – complice il documento vidimato da almeno 257 aziende italiane, come abbiamo documentato negli scorsi mesi in esclusiva – in ogni spot ci sia almeno un africano o un’africana. Non diciamo nulla di nuovo: il mutamento di programmi e pubblicità è sotto gli occhi di tutti e serve – è chiaro – ad abituarci allo scenario preparato per l’Italia.


In alto abbiamo raccolto dodici esempi di spot del 2019 (Da sinistra: Puma, Amazon, Valentino, Ibm, X Factor, H&M, Paco Rabanne, Pan di Stelle, Breil, Barilla, Lavazza, Lol) ma la lista è molto più lunga. Se, insomma, non vi sentite più rappresentati da una politica risoluta a non farvi votare, potete ridere a denti stretti: neppure la tv vi (ci) rappresenta più, ma almeno nel caso delle aziende è possibile scegliere cosa comprare e cosa no.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.