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Nonostante gli italiani siano ridotti agli arresti domiciliari, gli stranieri (compresi quelli provenienti da zone di contagio) possono entrare in territorio italiano con una semplice auto-certificazione. Lo ha stabilito un’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal ministro degli Interni Luciana Lamorgese. L’Africa che secondo i dati ufficiali sta aumentando in maniera esponenziale i contagi, non fa eccezione. Eppure migliaia di migranti continuano a sbarcare indisturbati. La situazione del continente è stata riassunta in una recente intervista al viceministro degli Esteri Emanuela Del Re. Presto delineata la sua figura: pupilla di Di Maio (che alla Farnesina ha superato per influenza, visto che il grillino non conta ormai praticamente nulla) finita nell’occhio del ciclone per aver gonfiato il suo curriculum, da sempre agisce seguendo il motto “prima gli africani“. E, anche in un momento in cui l’Italia è in evidente difficoltà, non smentisce le proprie priorità “sostenibili” di adepta di Agenda 2030.

“In Africa oltre 13mila contagi e lockdown. Si ricorre anche all’esercito e ovunque è stato di emergenza. Durerà un anno”

“Anche l’Africa – ha ammesso il viceministro – deve affrontare il Covid-19. I casi ufficiali finora nel continente sono oltre 13mila, di cui il 60% si trovano nell’Africa Sub-Sahariana e più o meno il 25% in Sudafrica. Ma i dati sono in continua evoluzione. Gli Stati africani stanno adottando misure sempre più drastiche per far fronte all’emergenza. In Egitto, ad esempio, è stato imposto il coprifuoco notturno. Nella maggior parte dei Paesi africani sono chiusi i mercati, sono sospesi gli eventi sportivi e culturali, sono vietati gli incontri religiosi e politici. Talvolta si ricorre all’esercito per garantire il rispetto delle misure. Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo, è stata isolata dal resto del paese per rallentare la diffusione del virus. Lo stato di emergenza è stato dichiarato ovunque, per periodi di tempo più o meno lunghi; ad esempio in Sierra Leone, che peraltro non ha ancora confermato alcun caso di Covid-19, lo stato d’emergenza è di un anno”.

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All’Africa potrebbero andare 150 miliardi di dollari dai Paesi del G20, Italia compresa

Il continente, inoltre, come al solito potrebbe essere destinatario di una pioggia di miliardi, nonostante la produttività dell’Unione africana – al contrario di quello che si è portati a pensare – sia molto più alta di quella italiana. “Due settimane fa – ha detto Del Re – la Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Africa ha stimato in 30 miliardi di dollari l’impatto economico dell’emergenza nel continente. Devo dire che però questa somma non appare sufficiente. Basti pensare che il premier Aby dell’Etiopia, ha rivolto un appello al G20 perché si metta in atto un pacchetto di emergenza da 150 miliardi di dollari per l’Africa, tenuto conto che il Covid-19 rappresenta una serissima minaccia esistenziale per le economie di tutti i Paesi africani”. L’ Italia agonizzante, insomma, a sentire il viceministro, non solo deve estinguersi in silenzio, ma addirittura deve sborsare risorse che potrebbe servirle ad acquistare farmaci.

In Italia porti aperti, in Africa confini chiusi

“In alcune zone dell’Africa i contagi sono pochissimi, ma si teme una loro accelerazione, mentre altri Paesi del Continente hanno già chiuso i confini”. Fa riflettere l’ammissione o la svista di Del Re, perché mentre Conte si è impegnato a mantenere invariata l’Area Schengen senza adottare alcuna misura idonea di contenimento dall’esterno, l’Africa – al pari della Russia – sta furbescamente chiudendo i propri confini. Senza, tuttavia, mettere un freno alle masse di irregolari che giungono in Europa e in particolare in Italia.

Ora le Ong sono in cerca di altri business. Ma godranno di “supporto finanziario”

Il viceministro della Farnesina si è soffermato anche sugli scenari che potrebbero interessare le Organizzazioni non governative. “Previsioni di come potranno evolvere le attività delle Ong nei prossimi mesi – ha detto – sono difficili. L’Aics ha concesso ai soggetti esecutori che ne facciano richiesta tra organizzazioni della società civile, enti territoriali, università e imprese, proroghe extracontrattuali per 4 mesi, al fine di dare a tutti la possibilità e il tempo per comprendere verso quale direzione muoversi, come riorganizzare le attività in futuro. Abbiamo contatti costanti – ha proseguito Del Re – con tutti gli attori in campo. Stiamo lavorando innanzitutto per far fronte all’emergenza ed evitare che la macchina cooperazione si fermi. Il nostro obiettivo principale è quello di garantire la prosecuzione di quante più attività e progetti possibili cercando di venire incontro alle loro necessità e richieste sia sul piano burocratico-amministrativo sia relativamente al supporto finanziario”.

Due miliardi dalle Nazioni Unite e 800 milioni dalla Croce Rossa

La Croce Rossa in Italia ha donato colombe e uova di Pasqua, mentre a Paesi emergenti come l’Africa, fa sapere Del Re, regalerà 800 milioni di franchi svizzeri. A questi si aggiungono le infinite risorse delle Nazioni Unite, che ai “partner” invieranno 2 miliardi di dollari. “Nonostante l’Italia sia tra i Paesi più colpiti in assoluto – dice la seconda di Di Maio – non bisogna dimenticare che essendo un Paese membro dell’Unione Europea, del G7 e del G20, nonché un importante attore di cooperazione, non possiamo far mancare il nostro contributo alla riposta globale. Abbiamo contribuito al piano di risposta attuato dall’Oms e contiamo di contribuire anche all’appello globale umanitario lanciato dal segretario generale delle Nazioni unite Guterres con tutte le agenzie. Questa pandemia rappresenta un grandissimo rischio per lo sviluppo sostenibile e per la crescita” (degli altri, nda). In altre parole: l’Italia non deve pretendere un euro, ma limitarsi a sborsare.

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COVID

Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

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Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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COVID

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false. Premier e governo denunciati a Messina, a Biella e nel Varesotto per sequestro di persona e per la discriminazione dei non vaccinati. La querela di ALI – Avvocati Liberi per i “delitti commessi contro la personalità dello Stato”

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Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fioccano denunce e querele per il presidente del Consiglio Mario Draghi e per il commissario all’Emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Provengono da tutta Italia e sembra si moltiplichino a ogni passo (falso), a ogni acuirsi delle restrizioni e a ogni protrarsi di provvedimenti anticostituzionali. Una bella gatta da pelare per i due, tanto che all’ex “generalissimo” prontamente è stato tolto il comando della Logistica dell’Esercito in salsa emergenziale. Il potentino che voleva “vaccinare chiunque passa“, tuttavia, continua a conservare l’incarico istituzionale all’interno del Comando Operativo di Vertice Interforze, senza rossore alcuno per il ministero della Difesa. Passando a Draghi, secondo gli osservatori mainstream dopo l’uscita di scena di Berlusconi (che avevamo anticipato e che non abbiamo mai considerato come opzione), si prospetterebbe la corsa al Colle, ma anche qui potrebbe trattarsi del solito bluff per spianare la strada al vero candidato che metterebbe tutti d’accordo. Insomma, messa da parte la politica, a restare sul tavolo sono le migliaia di pagine presentate all’attenzione delle Procure di tutta Italia, che comunque potrebbero avere ovvie ripercussioni anche sulle scelte di partiti che non intendono rimanere imbrigliati in affari giudiziari.

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false

Per quanto riguarda Figliuolo, sono pesantissime le accuse formulate dall’ingegnere Giuseppe Reda, il ricercatore dell’Unical che ha denunciato l’operato del militare alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Sotto la lente degli inquirenti finirà il papello di riferimenti alle misure controverse che secondo Reda ha reso colpevole Figliuolo dei reati di abuso di autorità, violenza privata, diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, procurato allarme, omicidio colposo, crimini contro l’umanità, violazione della Costituzione Italiana agli art. 2, 32, 54, 76, 78. Di più: Figliuolo ha ammesso candidamente di essere stato al servizio della sperimentazione umana in Italia dei preparati cosiddetti anti-covid: “Mai nella storia dell’uomo – sono le dichiarazioni gravi fatte dal militare in Piemonte alla presenza di Alberto Cirio – si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi di vaccini, senza saperne esattamente l’esito. Se non quello sperimentale che ha portato all’approvazione da parte della comunità scientifica”.

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In fila per denunciare Draghi

A Biella, addirittura, pur di denunciare Mario Draghi e il suo operato ci si mette in fila. Nel mirino, la gestione della pandemia alla Conte, con un Dpcm dietro l’altro con il fine di introdurre una sorta di obbligo vaccinale di fatto e di estorcere la vaccinazione anche in chi – in realtà – non avrebbe voluto sottoporvisi. Una condotta che per i denuncianti avrebbe comportato la violazione dell’articolo 610 del codice penale, che recita che chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. E non è vero, come riporta La Stampa, che si tratta di istanze senza futuro, perché “dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde”: perfino il decreto del 7 gennaio – nei fatti – specifica che denuncianti, testimoni e accusati sono esentati dalla presentazione del Green Pass. A Messina, Draghi e il governo sono stati denunciati per sequestro di persona e violenza privata, per aver impedito ai siciliani – perfino a chi doveva spostarsi per necessità chirurgiche – di raggiungere la Penisola in forza dei blocchi imposti all’imbarco dei traghetti tramite l’introduzione del Green Pass. A Varese, ancora, pioggia di denunce per le discriminazioni compiute dall’esecutivo e dal premier ai danni di chi non si è voluto o potuto vaccinare, ma la lista sembra essere più lunga e alimentarsi di ora in ora.

La querela di ALI contro Draghi, Conte Speranza per i delitti commessi contro la personalità dello Stato, tra cui eversione dell’ordine democratico, cospirazione, attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali

C’è poi – per ultima ma non da ultima – l’azione promossa dal team di legali che si sono uniti sotto la sigla ALI – Avvocati Liberi – che ha querelato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il suo predecessore Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza per diversi e gravi delitti “contro la personalità dello Stato”. Gli avvocati hanno presentato una querela di oltre 30 pagine, in cui si fa riferimento al reato di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.), cospirazione politica mediante accordo (Art. 304 c.p.), Attentato contro la Costituzione dello Stato (Art. 283 c.p.), Attentato e atti violenti contro gli organi costituzionali e contro le Assemblee Regionali (Art. 289 c.p.), Attentato per finalità terroristiche o di eversione (Art. 280 c.p.), pubblica estorsione.

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COVID

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro

Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”

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Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. C'è solo il covid: ogni posto in degenza frutta agli ospedali 10mila euro | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo

Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.

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Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.

Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021

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