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Vaccini, il nodo temperature può aver scatenato alcune reazioni avverse
“Nell’arco di qualche mese questi prodotti si degradano, e se iniettati diventano più nocivi dello stesso vaccino”
Meno novanta, poi -20 perché così “si facilita il trasporto”, -80 che è l’ideale, a temperatura ambiente. Sui preparati anti-covid si è detto davvero di tutto, ma senza che si facesse davvero chiarezza. A porsi un interrogativo destinato a durare e ad ampliare il dibattito in corso sulla sicurezza di questi sieri sperimentali, è ora il dottor Mariano Amici, che nel corso di un’intervista rilasciata a Rec News ha messo in guardia rispetto al pericolo di conservare i ritrovati medici in maniera scorretta: una pratica – avverte – molto “nociva”, che dunque potrebbe essere la causa di alcune delle reazioni avverse che sono state registrate.
“Il vaccino – ha detto Amici – a seconda della temperatura richiede un tempo più o meno lungo per la degradazione. Se parliamo di una temperatura a -20 si degrada in qualche ora, se parliamo di -90 si degrada in qualche settimana, se parliamo di -180 si degrada in un periodo più lungo. Quindi nell’arco di qualche mese questi prodotti si degradano, e se iniettati dopo che hanno subito questo processo, i materiali di degradazione sono ancora più nocivi di quanto può essere il vaccino”.
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