Non c’è solo AstraZeneca. Le reazioni avverse di Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson passate sotto silenzio


Per il mainstream parlare (finalmente) dei decessi sospetti che potrebbero essere ricondotti al vaccino AstraZeneca sta diventando un pretesto per magnificare il vaccino Pfizer: “sicuro”, “efficace al 98%”, “meno costoso”. La panacea per tutti i mali, insomma. Non la pensa affatto così…



Per il mainstream parlare (finalmente) dei decessi sospetti che potrebbero essere ricondotti al vaccino AstraZeneca sta diventando un pretesto per magnificare il vaccino Pfizer: “sicuro”, “efficace al 98%”, “meno costoso”. La panacea per tutti i mali, insomma. Non la pensa affatto così il Professore Giulio Tarro, che nel corso di un’intervista rilasciata a Rec News ha messo in guardia dall’utilizzo dei vaccini a mRNA, che per il momento risultano essere Pfizer Biontech, ModerRNA e il CureVac prodotto da Novartis su cui vuol puntare tutto il premier Draghi. C’è poi Janssen BioTech (da non confondere con Biontech, che appoggia Pfizer) di Johnson & Johnson che ieri – con una tempistica alquanto “utile” – ha ricevuto l’ok da parte dell’Ema. Janssen dal 1979 risulta impegnata nella produzione di anticorpi monoclonali, la carta di riserva messa da parte dai governi nel caso in cui la campagna vaccinale per un motivo o per l’altro si dovesse fermare.


Non c'è solo AstraZeneca. Le reazioni avverse di Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson passate sotto silenzio | Rec News direttore Zaira Bartucca

Tutti i preparati, in realtà non hanno dato come si vuol far credere risultati incoraggianti nel corso della brevissima sperimentazione. Le aziende direttamente interessate, ovviamente, dichiarano senza se e senza ma la bontà dei loro prodotti. Ma non sempre è così. Lo scorso ottobre il vaccino di Johnson & Johnson dava luogo a una “malattia inspiegabile” su cui l’azienda produttrice si rifiutava di fornire spiegazioni ed elementi per “proteggere la privacy” della cavia danneggiata.



A maggio del 2020 la sperimentazione di ModerRNA – preparato che ha un funzionamento analogo a quello di Pfizer Biontech – permetteva di appurare che la somministrazione aveva provocato “lesioni gravi” sul 20% dei testati: tre delle quindici cavie umane avevano riportato un “evento avverso grave” fino a 43 giorni dopo la somministrazione. “Un vaccino con tali tassi di reazione – scriveva CHD – potrebbe causare gravi lesioni in 1,5 miliardi di esseri umani se venisse somministrato ad ogni persona sulla terra”.



C’è poi il capitolo Pfizer, uno dei vaccini maggiormente quotati per la somministrazione di massa su scala mondiale, che ha un funzionamento analogo a vaccini ModerRNA e CureVac. Nel caso di questi preparati a RNA messaggero (mRNA), la dottoressa Bolgan ha parlato di “materiale genetico ingegnerizzato” che, una volta iniettato, può sviluppare malattie genetiche e reazioni da gravi a gravissime, talvolta letali.



Parole quasi profetiche quelle pronunciate a fine dicembre dal medico: a inizio gennaio parte la somministrazione di massa sul personale sanitario, dunque su dottori e infermieri. L’infermiera Sonia Acevedo, una delle prime morti sospette in Europa, si spegne 48 ore dopo la somministrazione del vaccino Pfizer. Qualche giorno dopo – questa volta in Florida – verrà aperta un’indagine sulla morte del dottor Gregory Micheal, colpito da una trombocitopenia acuta, malattia auto-immune che provoca l’annullamento delle piastrine nel sangue.



A metà gennaio i medici cinesi, impressionati dalla trafila di decessi sospetti verificati a ridosso della somministrazione del vaccino Pfizer, ne chiedono la sospensione immediata. In Italia e altrove si continua incuranti, nonostante il lievitare del numero di decessi, sempre rigorosamente “senza nesso causale”. Si sia trattato o meno di morti da vaccino, la reale portata dei danni – avvertiva sempre Tarro nel corso della nostra intervista – si potrebbe vedere a lungo termine.



Ancora a gennaio salutava per sempre i suoi fan il campione di Baseball Hank Aaron. Mito degli Atlanta Braves, idolo della comunità afro-americana, se ne va in silenzio senza che nessuno in Italia gli dedichi un’inginocchiata o un servizio televisivo degno di questo nome. L’ex sportivo – piuttosto anziano ma in salute – si era sottoposto sedici giorni prima al preparato Pfizer. A febbraio in Spagna, a Lagartena, è strage di anziani vaccinati in una RSA. il preparato sperimentale che sfrutta la tecnica dell’RNA messaggero è realmente la panacea per tutti i mali?

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