Vaccini ed eventi avversi, è pioggia di richieste di indennizzi e risarcimenti sulla Regione Lombardia


La lettera diramata dalla direzione generale Welfare e Prevenzione ai direttori generali delle ASST e delle ATS. Porta la data del 21 luglio, e si riferisce ai sieri sperimentali “anti-covid”. La doccia fredda per chi si è voluto immolare, ha riportato danni ma non avrà un euro: “I vaccini non sono obbligatori”



“Stanno giungendo con intensità crescente alle nostre aziende (come alle Aziende Sanitarie di tutto il territorio nazionale) richieste per indennizzo/risarcimento a seguito di somministrazione di vaccino”. Inizia così una comunicazione diramata dalla direzione generale Welfare e Prevenzione ai direttori generali delle ASST (Aziende Sanitarie Socio-territoriali) e delle ATS, le agenzie di tutela della Salute. La missiva porta la data del 21 luglio, e si riferisce ai sieri sperimentali che dallo scorso anno vengono somministrati nell’ambito della campagna di “vaccinazione” di massa.


La pozione infallibile non lo è così tanto, se un numero “crescente” di persone si è riversato nelle caselle e agli sportelli delle aziende sanitarie lombarde, anche se la situazione – ammette la stessa Regione Lombardia – si sarà replicata un po’ ovunque. Episodio prevedibile, se si pensa che si tratta di sieri sperimentali che verranno studiati fino al 2023, di cui non si conosce praticamente ancora nulla sul reale impatto sul corpo umano e sui rischi di impattare sul Dna (come affermano esperti come Tarro, Amici e Bolgan).



Una strage annunciata, insomma, sia in termini di decessi che di reazioni avverse, di fronte a cui il governo Conte ha tentato di mettere una toppa contestualmente alla Legge di Bilancio varata lo scorso dicembre. A poco è servito, a conti fatti, mettere nero su bianco la volontà di stanziare 71 milioni all’anno fino al 2023 per chi la subito “complicazioni irreversibili” se, adesso, dalla Regione Lombardia arriva un secco no a chi si è immolato prontamente e, dopo aver subito danni, bussa alla porta degli enti per chiedere di essere pagato. “Il punto è che il vaccino anti-Covid non è obbligatorio – chiosa Libero, citato da un sito – ed eventuali effetti conseguenti alla sua somministrazione non possono portare a un indennizzo da parte dello Stato”. Oltre il danno, la beffa.

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