Draghi esercita il “golden power”, ma per i vaccini


Il neo-premier non ha mosso dito sulla scalata dei francesi al Credito Valtellinese, ma sulle dosi di siero anti-covid mette dei paletti: quelle gli italiani possono tenersele



Il neo-premier Mario Draghi non ha mosso un dito sulla scalata dei francesi al Credito Valtellinese, assieme al ministro per l’Economia Franco e a quello dello Sviluppo economico Giorgetti. Non ha, cioè, voluto utilizzare i poter di golden power, che avrebbero permesso di porre delle condizioni per un settore strategico come quello legato alle banche. La stessa strategia di laisser faire, laisser passer la sta mettendo in atto con Alitalia. Non ci pensa nemmeno, invece (guarda caso) di cedere la “sovranità vaccinale” dell’Italia a qualcun’altro.


Il premier italiano ha detto di sostenere il Covax, lo strumento per l’accesso globale ai vaccini anti Covid, ma ha messo in rilevo un problema di credibilità nei confronti dei cittadini europei se si avviassero le donazioni in questo momento. Si apprende da fonti diplomatiche europee. Draghi ha detto di comprendere in pieno le ragioni morali, ma di non essere a favore delle donazioni ora, perché l’Unione è troppo indietro sulle vaccinazioni. C’è la possibilità di “dare priorità alle prime dosi” di vaccino “alla luce della recente letteratura scientifica” (Ansa)


Si al Covax, la cessione di dosi decisa dagli Stati membri a favore dei Paesi più svantaggiati, ma non per quello che riguarda l’Italia. Come al solito, in Europa ci sono figli e figliastri: se i beni vanno ceduti, i danni vanno tenuti. Non a caso, riporta lo stesso articolo, in Europa sono state effettuate 29 milioni di somministrazioni di vaccini anti-covid: i dati nazionali ufficiali riferiscono che oltre 4 milioni sono della sola Italia: i restanti 25 degli altri 26 Stati membri. L’Italia che ha ceduto tutti i primati, finalmente è avanti in qualcosa. Un altro (triste) primato riguarda il numero di danneggiati ufficiali confermati dalla stessa AIFA: ne sono stati censiti circa ottomila.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.