Periodico di Inchieste

Coronavirus, l’emergenza è reale? Intervista di RPL a Zaira Bartucca


Il decreto Conte, lo studio sui falsi positivi e il caso emblematico della Regione Veneto. L’Italia è davvero la pecora nera d’Europa o c’è dell’altro?




In Italia l’emergenza legata al Coronavirus è reale? Se lo è domandata la responsabile di Rec News, intervenuta nella trasmissione Potere al popolo e intervistata dal giornalista Sammy Varin. “Vorrei partire – ha detto Zaira Bartucca – dal titolo di un articolo di opinione che abbiamo pubblicato su Rec News: “A chi giova il Coronavirus? A chi fa bene? Chi ci guadagna? Ce lo siamo domandati allertati da una serie di stranezze e abbiamo individuato dei settori specifici che in Italia possono trarre vantaggio dal far passare l’idea di una situazione di emergenza. Se per esempio fosse vero che il virus è in grado di diffondersi a macchia d’olio, allora sarebbe inverosimile che in Europa abbia colpito significativamente solo l’Italia lasciando quasi immuni altri territori, compresi quelli piu vicini alla Cina”.


I falsi positivi documentati da uno studio a diciotto mani

“Il cinque marzo inoltre – ha proseguito – il National Center for Information Technology ha pubblicato uno studio firmato da nove medici che dice che i tamponi fatti a chi è entrato in contatto con una persona con il coronavirus, nell’80,33 per cento dei casi fanno registrare dei falsi positivi. Un falso positivo come tutti sanno è un errore che in questo caso fa registrare la presenza del Coronavirus quando in realtà non c’è. Quello che stupisce è che in questo momento tutti facciano allarmismo ma nessuno si preoccupi di menzionare uno studio che da solo potrebbe ridimensionare le proporzioni di questa presunta epidemia”.


Il caso di Vo: i dati incrociati smentiscono che ci sia stata un’emergenza

“In Italia, per esempio – ha proseguito la responsabile di Rec News – abbiamo avuto il caso di Vo, che abbiamo trattato pubblicando un documento della Regione Veneto e di Azienda Zero. In pratica su tremila abitanti circa sono stati effettuati 2778 tamponi, e quando il tampone si ripeteva più volte nella metà dei casi dava esito positivo, nell’altra metà esito negativo. L’Italia come è noto in Europa è stata quella che si è lanciata più di tutti sui tamponi, anche su input di virologhi come Andrea Crisanti. Ma non è che questo, per dare retta allo studio dell NCBI, ha fatto registrare da un giorno all’altro tutta una serie di falsi positivi che ci hanno fatto allarmare senza motivo?”


Il decreto Conte e il “virus nottambulo”

Bartucca è entrata anche nel merito, ironizzando, dell’ultimo decreto Conte: “Come mai – ha detto – il virus non si manifesta negli uffici postali, nelle banche, nelle sedi delle assicurazioni e nei centri estetici e perché è nottambulo, nel senso che preferisce uscire sempre dopo le 18? Come mai sono aperte le pompe funebri ma non si possono fare messe e funerali? Sono aspetti forse insignificanti ma che potrebbero dirci che in realtà si potrebbe trattare di pretesti che servono per esporci ancora di più all’Unione europea e per vedere fino a che punto ci si può spingere dal punto di vista del controllo”.


“Porre fine al monopolio dei dati che lascia spazio a manipolazioni. Ogni organismo pubblichi bollettini autonomi”

“Da giornalista – ha proseguito – penso di parlare a nome di più di un collega se dico che in una situazione complessa come questa non può essere un solo organismo a detenere il monopolio dei dati e nemmeno la nomina di un commissario aiuta in questo senso. Ricciardi, Borrelli e da oggi il commissario Arcuri non possono fare i frati indovini della situazione e comunicare cifre che non possono essere verificate. Ogni organismo e anche le Regioni dovrebbero rendere pubblici bollettini autonomi con tutti i dettagli relativi ai casi, e questi dettagli dovrebbero comprendere la nazionalità degli infetti, l’età, le patologie pregresse e tutti i dettagli relativi al ricovero. È inverosimile che i dati siano unificati, perché in questo modo anche grazie alle chiusure imposte da Conte si aprono le porte a ogni sorta di manipolazione”, ha detto prima di anticipare alcuni dati relativi alla Calabria.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


Iscriviti alla nostra Newsletter!

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
error:

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.