Mattarella nomina Cavaliere un marocchino irregolare

Avrebbe avuto il merito di salvare una dottoressa al centro di un presunto caso di malasanità a Crotone su cui indagano gli inquirenti. Eppure il Presidente della Repubblica ha pensato bene di insignirlo dell’ambita onorificenza

C’è un giorno triste del 2017 che Luigi Amoruso, 50enne di Crotone, non dimenticherà mai. Quello in cui ha riposto tutte le speranze nell’equipe dell’ospedale San Giovanni di Dio dove aveva provveduto a far ricoverare la madre affetta da un carcinoma. Non un raffreddore, certo, ma la stessa prassi di destinarla a un reparto di medicina generale piuttosto che a uno specialistico o di terapia intensiva, lo lasciava ben sperare. Ottimismo vano. Al nosocomio crotonese la donna ci muore, senza che la sua vicenda umana e il suo caso di presunta malasanità facciano più di tanto rumore. Anzi.


Del povero Amoruso, precario amareggiato per le sorti toccate alla povera madre e artefice di un gesto estremo, si sente parlare solo a inizio dicembre di quest’anno. Quando, armato di cacciavite, aggredisce Maria Carmela Calindo, dottoressa che reputa colpevole del decesso della familiare. La disgrazia che gli è capitata non solo passa in secondo piano, ma viene deliberatamente censurata. Basti sapere che Luigi è lo squilibrato che si lancia sulle 56enni armato di ferri da lavoro, per colpirle al collo o al ventre. Meno male che gli eroi esistono, e caso vuole che, in tempi di buonismo filo-africano, siano proprio marocchini.



Riprendiamo la vicenda dall’altro lato, quello di Mustafa El Aoudi. Marocchino che vive da venti anni circa in Calabria, si guadagna da vivere facendo il venditore abusivo proprio davanti all’ospedale dove, nel tragico giorno di qualche settimana fa, si è consumata l’aggressione ai danni della Calindo. Mustafa ha sentito urlare e, come ogni persona dotata di senno, è corso nella direzione delle grida. Ha assistito a un aggressione e ha ovviamente aiutato una donna in difficoltà. Nessun atto di “eroismo”, solo, la normalità nella sua veste più scontata.


Poniamoci ora in una terza, di prospettiva. Quella del presidente della Repubblica Mattarella, che a conclusione d’anno si trova nel delicato compito di dover insignire di varie onorificenze i cittadini che si sono distinti in ambito sociale o lavorativo. E’ paradossale, ma quest’anno le sue volontà si sono concretizzate in un marocchino che, pur vivendo da due decenni a Crotone con moglie e tre figli, non è mai diventato italiano. Per diventare Cavaliere della Repubblica Italiana, il riconoscimento di cui è stato insignito Mustafa, occorre avere all’attivo “benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.



Rimane da capire quali benemerenze Mustafa, irregolare che “lavora” in nero davanti a un presidio ospedaliero, con buone possibilità evasore totale e titolare di una bancarella abusiva (non esistono autorizzazioni di sorta che consentano anche solo di sostare davanti agli ospedali)  abbia maturato nei riguardi dello Stato che lo ospita, fatta salva la circostanza fortuita di trovarsi “al posto giusto nel momento giusto“.


Allo stesso modo viene da chiedersi in che modo i familiari degli italiani danneggiati da casi di malasanità (perché questi potrebbero nascondersi dietro aggressioni sempre più frequenti che devono per forza – senza con questo giustificarle – avere un’origine e un motivo) possano attirare l’interessamento del loro Presidente della Repubblica. Se, poi, in conclusione, le indagini degli inquirenti non cozzino con le decisioni arbitrarie di un rappresentante istituzionale che dovrebbe essere il garante di tutti, ma che troppo spesso sembra fare le parti di qualcuno.



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