Caduti sotto i colpi della malasanità, quante volte ancora?

In Calabria stanziati 40 milioni, ma tra i reparti degli ospedali manca di tutto. Il caso della neonata morta al Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Si indaga sulle cause. I genitori: “Colpa del vaccino”

La cronaca non è una black novel. Dietro i protagonisti ci sono, tristemente, persone, non numeri o casi scientifici. Lo ricordiamo a noi stessi mentre scriviamo e sono trascorsi due giorni dal decesso della piccola di due mesi di San Pietro di Caridà morta all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro. La neonata, trasportata in prima istanza all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, è stata poi trasferita al presidio catanzarese. Chilometri interminabili la separavano, in quel momento, dalle cure che non è stato possibile offrirle in maniera tempestiva.


Una storia amara che racconta almeno due cose. La prima è di un commissariamento della sanità calabrese senza forza e senza sostanza. Che senso ha delegare per sanare se poi, nei fatti, tra i reparti allo stremo si continua a morire come vittime sacrificali di un dio che razionalizza e risparmia sulla pelle dei cittadini in un’Italia fatta di sprechi? Perché il Belpaese è quello delle maxi-paghe, dei grandi eventi e delle grandi opere, che però continua a rimanere indietro in tema di diritti basilari. Eppure i soldi arrivano, e a fiumi. Anche in Calabria e anche nella Sanità. Allora un governo che voglia davvero dirsi “del cambiamento” non può e non deve ignorare la morte di un’innocente.
Perché la Calabria è quella regione dove il commissario ad acta Massimo Scura delibera cifre da capogiro (ben 40 milioni per quest’anno), ma continuano a mancare siringhe, posti letto, vitti. E dove si pensa a cinque progetti per la sanità, a cinque linee di intervento, ma non ce n’è neppure una che metta in relazione le cause e gli effetti di una “sanità” che troppo spesso si traduce in morte. I controlli, allora, devono diventare costanti, stringenti. Intanto la piccola deceduta a Catanzaro finirà nel solito posto, cioè nel dimenticatoio in cui la sta condannando lo stesso ministro alla Salute Giulia Grillo. Promotrice di una gestione morbida, rilassata, di un dicastero che invece ha bisogno di scelte risolutive. Anche in tema di vaccinazioni obbligatorie.

Perché, occorre dirlo per iscritto prima che la scure della manipolazione scenda greve su tutto (e questo è il secondo aspetto)  i genitori della piccola deceduta hanno parlato di vaccini. “E’ tutta colpa del vaccino”, hanno detto mentre la loro bimba esponeva inconsapevolmente il frutto amaro di una pratica (gli inquirenti indagano per sapere quale) che ha avuto come risultato dei lividi su tutto il corpo. Non serve aggiungere altro: la Procura della Repubblica di Catanzaro è al lavoro e a questa spetta chiarire se le supposizioni della povera coppia siano fondate o meno. Non solo perché la Legge deve fare il suo corso, ma per un tributo dovuto a chi nel momento più bello ha perso, crollando, tutto. Per un senso di giustizia e per chiamarsi “umani” e “persone”. E intanto chi blatera di umanità su questo piccolo angelo volato in Cielo non ha detto una parola.
E perché (per favore!) non accada mai più.

Ai coniugi di San Pietro di Caridà va, per quanto valga, il nostro più sentito cordoglio. Con l’auspicio di tempi solari e migliori. 
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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.