Periodico di Inchieste

Trump: “Si muore anche di influenza ma non chiudiamo il Paese”. E Twitter lo censura

Negli ultimi giorni il presidente Usa è diventato l’esempio vivente che si puó guarire dal coronavirus. Anzi, che ci si può mettere in sesto in meno di 48 ore con poco più di un’aspirina, perfino se si è superata la soglia dei 70. Eppure le guarigioni facili e i sintomi trascurabili continuano a non essere materia per i social e per il mainstream


Negli ultimi giorni il presidente degli Stati Uniti è diventato l’esempio vivente che si puó guarire dal coronavirus. Anzi, che ci si può mettere in sesto in meno di 48 ore con poco più di un’aspirina, perfino se si è superata la soglia dei 70. Eppure le guarigioni facili e i sintomi trascurabili continuano a non essere materia per il mainstream. Più redditizio continuare ad alimentare il clima piagnone e ipocondriaco, e permettere ai bacchettoni di tutto il mondo di avere i propri 15 minuti di celebrità – per dirla alla Andy Warhol – mentre si igienizzano o si fanno tappare la bocca con la mascherina.


Ai tg e ai covifobici, l’esperienza personale di chi ha contratto il coronavirus interessa solo se è straziante, drammatica, terrorizzante. Il Covid19 viene trattato come se fosse l’ultima malattia rimasta (oltre che la più terribile mai esistita), mentre la verità è che ogni giorno milioni di persone combattono contro tumori ben più devastanti del virus respiratorio, contro malattie che non lasciano scampo o con i danni provocati da vaccini che hanno cambiato per sempre la vita di molti bambini e dei loro genitori.


Per loro non ci sono task-force, maratone televisive e servizi in pompa magna. Per loro non si fa la conta giornaliera, nemmeno quando si tratta di cifre molto più importanti della manciata di casi di covid. In una situazione così distorta e caratterizzata dall’allarmismo e dall’ipocrisia, accade allora che un politico si permette di dire che si continua a morire di altro venga censurato da quello che un tempo era “il social network in cui tutti possono esprimersi”, e che oggi è diventato l’insieme di cinguettii che piacciono a Jack Dorsey e a chi lo finanzia. E di chi patisce i colpi della sua censura, di conseguenza.



Censura che si è abbattuta anche su Donald Trump, che ore fa ha detto semplicemente che “molte persone ogni anno muoiono di influenza, a volte oltre 100.000, e nonostante il vaccino. Chiudiamo per questo il nostro Paese? No, abbiamo imparato a conviverci, come stiamo imparando a convivere col covid che nella maggior parte delle popolazioni è molto meno letale“. Evidenze che non sono piaciute all’uccellino, che si è affrettato ad apporre un disclaimer lapidario in cui si afferma che il tweet “viola le regole” del social e che diffonde informazioni dannose sul coronavirus”, ovviamente togliendo la possibilità di condividerlo.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto (inviolabile) dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), circolare, riunirsi e manifestare in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm e dalle ordinanze – per gravi, documentati e passeggeri motivi. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convinzioni religiose o sociali. L’obiezione di coscienza è un diritto. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.