Periodico di Inchieste

Il governo getta le basi per prorogare lo stato di emergenza di oltre un anno


Se le precendenti disposizioni avevano permesso la proroga “non oltre il 31 dicembre 2020”, il nuovo decreto sposta ulteriormente in avanti i paletti



Il governo sta gettando le basi per la proroga dello stato di emergenza per oltre un anno. Si evince dal decreto legge del 7 ottobre 2020 n.125, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’articolo 2, alla voce “Continuità operativa del sistema di allerta Covid”, apporta infatti delle modifiche al DL del 30 aprile del 2020, convertito nella legge 25 giugno 2020 n.70.


In soldoni, se le precendenti disposizioni avrebbero permesso di prorogare lo stato di emergenza “non oltre il 31 dicembre 2020” – tramite i continui rinnovi dalla cadenza mensile cui il governo vorrebbe ci si abituasse – il nuovo decreto sposta ulteriormente i paletti “entro il 31 dicembre 2021“.



Il lavorìo più o meno manifesto di Conte, Speranza, Gualtieri e gli altri, del resto, non sta incontrando nessuna vera resistenza. Ieri il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 con 253 voti favorevoli e appena 3 contrari (273 i presenti e 17 gli astenuti). La cosiddetta opposizione ha preferito assentarsi piuttosto che votare contro Conte e sodali. Questo, e quanto contenuto nel decreto del 7 ottobre, lascia presagire che la cornice temporale relativa allo stato di emergenza andrà ben oltre l’inizio del nuovo anno.



beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto (inviolabile) dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), circolare, riunirsi e manifestare in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm e dalle ordinanze – per gravi, documentati e passeggeri motivi. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convinzioni religiose o sociali. L’obiezione di coscienza è un diritto. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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