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L’intervento al 1’10”

La responsabile di Rec News Zaira Bartucca è intervenuta nel corso del programma radiofonico di RPL “Potere al popolo”, condotto da Sammy Varin. In chiusura, si è parlato della tentata smentita della Farnesina su una donazione da 50 milioni alla Tunisia. “In realtà – ha spiegato Bartucca – si tratta un’ammissione in piena regola. In pratica il ministero degli Esteri ha risposto all’articolo di Libero, però lo ha fatto manifestando tutta una serie di contraddizioni su cui noi di Rec News ci siamo soffermati“.

Frantoi, ambulanze e risorse per le Forze dell’Ordine irachene. Intanto in Italia era emergenza Xylella, sicurezza e sanità

“Non è la prima volta – ha continuato – che questo ministero fa regali agli altri: solo alla fine dello scorso anno ha finanziato dei frantoi in Afghanistan mentre la Puglia era distrutta dalla Xylella, ha pagato dei corsi per poliziotte irachene mentre le nostre Forze dell’Ordine andavano in giro senza equipaggiamento con stipendi da fame, e poi ha avuto anche l’idea di regalare dieci ambulanze all’Africa mentre in Italia si muore per strada perché gli ospedali non sono in grado di garantire a tutti un intervento tempestivo”.

Intanto intanto l’Ue destinerà 450 milioni al Marocco e 250 milioni alla Tunisia

“Poi visto che la Farnesina si può permettere tutte queste uscite in forma di prestiti o di donazioni viene da domandarsi: ma i soldi in Italia ci sono o non ci sono? Perché in Italia – ha puntualizzato la nostra responsabile – stiamo sempre a fare la conta degli spiccioli e lo stesso accade in Europa quando si parla dell’Italia. Come se non bastasse, in questi giorni la stampa francese ha scritto che l’Unione europea destinerà 450 milioni al Marocco e 250 milioni alla Tunisia, e intanto l’Italia che è uno stato membro è in piena emergenza economica. Secondo me è una cosa vergognosa”.

“Da noi nessun interesse a fare, come altri, inutile allarmismo”

In conclusione, Bartucca ha detto che “Rec News continuerà a fare informazione libera fregandosene delle task-force in stile Minculpop: siamo un sito indipendente che non percepisce alcun finanziamento e dunque a differenza della stampa e dei siti commerciali non abbiamo alcun interesse a distorcere la realtà facendo inutile allarmismo”.

LAZIO

Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma

L’associazione appena qualche giorno fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale. Oggi l’annuncio dell’ingresso nell’Ufficio “Clima” del gabinetto del sindaco

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Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma | Rec News dir. Zaira Bartucca

Edoardo Zanchini, già vicepresidente e membro della segreteria nazionale di Legambiente, è stato nominato direttore dell’Ufficio “Clima” del Comune di Roma, emanazione del Gabinetto del sindaco. L’associazione appena qualche settimana fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale, con la previsione della costruzione di nuovi termovalorizzatori. Quale sarà la posizione di Zanchini sull’argomento? Non si sa, e comunque a passaggio avvenuto le acque si sono calmate e il clima si annuncia più che disteso.

Legambiente ha già inviato il suo bigliettino virtuale di felicitazioni: “Auguri di buon lavoro per il nuovo prestigioso incarico. Roma ha bisogno della sua competenza ed esperienza”. I termovalorizzatori ora non sono più un problema: il baricentro si è già spostato sulla “diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, gli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici e i progetti di forestazione per contribuire a combattere la crisi climatica”: questi i punti indicati dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani assieme alla “decarbonizzazione”.

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POLITICA

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente

Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza…

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Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Angelo Carconi (Ansa)

La Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente: è Stefania Craxi, figlia di Bettino. Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza dell’addio di Petrocelli. Il pentastellato è stato costretto a lasciare la commissione e anche il M5S dopo aver espresso posizioni critiche verso l’invio di armi in Ucraina e verso l’operato del governo Draghi.

Negli scorsi giorni la Giunta per il regolamento aveva votato a favore dello scioglimento della Commissione Esteri dopo che venti membri di tutti i partiti avevano annunciato le loro dimissioni.

Rec News dir. Zaira Bartucca

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POLITICA

Chiesta la sfiducia di Draghi

Ma a sostenere l’operato del premier con le dimissioni di massa dalla Commissione Affari Esteri ci sono esponenti di tutti i partiti. Anche i “pacifisti” della Lega con a capo Matteo Salvini e la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia. Petrocelli: “Hanno votato tutti la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022, tutto il resto è propaganda”

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Chiesta la sfiducia di Draghi | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio (Imagoeconomica)

“Togliere la fiducia a Draghi” e “fermare l’invio di tutte le armi” all’Ucraina. E’ quanto ha chiesto oggi il presidente della Commissione Esteri al Senato Vito Petrocelli. E’ l’epilogo di tensioni che si sono manifestate nel corso di tutta la settimana, prima con la promessa di ricorrere alla Corte Costituzionale e poi con le dimissioni di diversi componenti della commissione.

Ad abbandonare l’organismo in segno di protesta verso le recenti prese di posizione di Petrocelli negli scorsi giorni sono stati esponenti di tutti i partiti. Ci sono anche i leghisti “pacifisti” a difendere l’operato del premier Draghi e l’invio di armi all’Ucraina: Matteo Salvini, Tony Iwobi, Stefano Lucidi, e Manuel Vescovi.

Non resta fuori neanche la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia, che ha confermato le dimissioni del presidente del Copasir Adolfo Urso. A fare blocco contro la via diplomatica sono poi stati Stefania Craxi (Forza Italia), Alberto Airola (M5S), Laura Garavini (Italia Viva) e Pier Ferdinando Casini.

“Tutti i partiti – ha detto Petrocelli – hanno votato la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022. Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale”.

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