Ora il governo dei tagli alle Forze dell’Ordine forma poliziotte irachene


La Farnesina, un’ambasciata italiana, la Croce Rossa, i carabinieri e un “don” coinvolti nel progetto che guarda alle tematiche di genere e al rafforzamento della Polizia irachena



La superpotenziata Farnesina di Luigi Di Maio è un ministero instancabile. Peccato che il suo ruolo nell’ambito di questo governo non sia quello di instaurare buoni rapporti con l’Estero nell’ovvio interesse dell’Italia, ma elargire denaro rigorosamente al di fuori dei confini nazionali. Si direbbe, per instaurare rapporti di concorrenza sleale. La sanità è al collasso? Il ministero degli Esteri regala soldi e ambulanze all’Africa. I coltivatori pugliesi patiscono gli effetti della Xylella? Di Maio, i suoi vice e i suoi sottosegretari disseminano frantoi in Afghanistan.


Per le Forze dell’Ordine italiane c’è solo la “rimodulazione”

Gli esercenti – anche quelli inseriti nell’ambito della ristorazione – faticano ad arrivare a fine mese? Poco importa: per loro non ci sono iniziative, per le nuove leve reclutate in Africa, sì. Sembrava di aver visto tutto, invece il governo che ha promosso tagli alle Forze dell’Ordine appena lo scorso novembre (la cosiddetta “rimodulazione dei finanziamenti” destinati alle Forze dell’Ordine votata in Senato), ha deciso di formare poliziotte irachene.


Sotto-organico, sotto-equipaggiati e sotto-stipendiati: ma ora arrivano le poliziotte irachene

Avete letto bene: in Italia carabinieri e poliziotti vanno in giro privi di equipaggiamenti adeguati, sono sotto-organico (cioè ce ne sono di meno di quanti ne servirebbero) e prendono stipendi da fame pur esponendosi a rischi talvolte letali, e il ministero degli Esteri forma poliziotte irachene. Bracci della Farnesina sono stati nell’ambito di questo progetto di rafforzamento l’Ambasciata italiana a Baghdad, don Bruno Antonio Pasquino, la Croce Rossa e alcuni ufficiali e sottoufficiali dei carabinieri, che hanno impartito lezioni a 120 poliziotte irachene pur facendo parte di un Corpo diverso.


Già finanziati sette corsi per 120 unità. Ci saranno anche l’anno prossimo

In pratica seguendo gli ipotetici e inflazionati “principi della parità di genere”, fanno sapere dalla Farnesina, i corsi – già ne sono stati impartiti sette e proseguiranno anche il prossimo anno – serviranno a “implementare le capacità professionali e ad accrescere la consapevolezza delle poliziotte irachene del ruolo fondamentale che esse giocano nel processo di sviluppo della comunità irachena”. E pazienza per quella italiana, costretta a perdere i suoi uomini in nome della mancanza di equipaggiamenti adeguati, piegata dalla criminalità organizzata, dagli atti vandalici e di violenza commessi dagli extra-comunitari.


La priorità del governo? Il “gender delle tematiche di genere

Ciò che conta davvero per la Farnesina, del resto, è chiaro, e lo ha ammesso lo stesso ambiasciatore Pasquino: “Le tematiche di genere – ha puntualizzato -costituiscono una delle priorità politiche per il nostro Paese”.


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