OPINIONI
La deriva africanista sbarca anche nel PPE
L’Emma Bonino polacca: “Potenziare economicamente i giovani africani e dare loro posti di lavoro di qualità”. Intanto le nuove leve degli Stati membri sono costretti agli espatri di massa
Di questi tempi sembra non si possa fare politica senza ritagliare privilegi accessori per l’Africa e gli africani. Non solo per i migranti lautamente pagati dagli Stati ospitanti (è proprio di questi giorni una direttiva del ministro Lamorgese che consentirà di sforare sui tetti massimi fissati da Salvini) ma anche per chi continua a vivere, beato, nel Continente dei record. È questa, del resto, la verità che nessuno vuole raccontare per dare una volta tanto il cambio alle narrazioni colme di retorica e, spesso, alle sceneggiate a favor di telecamera.
Sará l’effetto Von der Leyen, ma neppure il Partito popolare europeo sembra immune dalla deriva africanista. Una deriva che non tiene conto della situazione economica drammatica di alcuni Stati membri dell’Ue, tra cui l’Italia. “Perché guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino e non la trave che è nel tuo occhio? Traslando il detto evangelico, si potrebbe dire che in alcune parti dell’Europa piace molto fare gli interessi degli altri, ma poco i propri.
E se Antonio Tajani lo scorso anno ha rimbrottato la delfina della Merkel mentre era in fase di insediamento per le prese di posizione filo-africaniste, nel partito si vanno affermando quelle simili di Janina Owchojska. Polacca, attivista, eurodeputata, negozierà – fanno sapere dal Gruppo – la strategia nella Commissione per la politica di sviluppo. Ma l’Africa di oggi ha davvero così bisogno di sostegno? Sembrerebbe di no visto che, ammette lo stesso PPE, “i livelli di povertà sono a un livello record basso”.
Non solo. Mentre gli europei sono costretti a farsi i conti in tasca prima di mettere al mondo il primo figlio, “la popolazione africana dovrebbe raggiungere 2,4 miliardi entro il 2050“. Poi c’è il fattore giovani. Quelli degli Stati membri sono costretti agli espatri di massa, ma gli eurodeputati che li rappresentano come Owchojska pensano alle nuove leve africane. “Vogliamo potenziare economicamente – ha detto – i giovani in un continente che ha la popolazione più giovane del mondo, ma non riesce a garantire un’istruzione e posti di lavoro di qualità”. Pensare che in Italia ormai è difficile reperire anche quelli di scarsa, qualità.
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