ECONOMIA
I “vantaggi” di essere in Ue: l’Italia cresce meno di tutti. Lo dice il Fmi
Le stime del Fondo monetario internazionale per il 2020. Belpaese stazionario, con un Pil fermo al +0,5%. A titolo di esempio, il Ghana è al +7,6%
In Italia continua a imperversare una recessione trasversalmente voluta, suggellata nelle ultime ore dal Fondo monetario internazionale. Se, a titolo di esempio, lo stesso organismo per il 2019 ha fissato il Pil dello Stato africano del Ghana al +7,6%, dopo la pessima parentesi dello scorso anno l’Italia con il 2020 rimane ferma al +0,5%. Verranno anni migliori? Stando così le cose e senza lasciare l’Ue, non si direbbe: il pronostico parla di uno stazionario +0,6-0,7%.
L’Italia – avverte il Fmi all’interno del suo recente rapporto – ha le previsioni di crescita più basse dell’Ue”. Soluzioni? Macché, tutto deve mantenere immutato, se non l’instaurazione di inflazionati “pacchetti di riforma in grado di aumentare la resilienza dell’economia italiana”. Che, tradotto, significa aumentare la capacità di resistere agli urti, non quella di evitarli. Complice l’Ue e l’Afcfta, l’economia nazionale deve cedere il passo.
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