L’Università degli Studi di Milano nega gli alloggi agli studenti che non si sono voluti o potuti vaccinare


L’Ateneo chiede agli studenti un documento con informazioni sanitarie sensibili come pre-requisito per ottenere una sistemazione. Il conflitto di interessi: a febbraio l’annuncio di un siero proprio “anti-covid”, cui l’università è giunta dopo la sperimentazione animale



“Essere in possesso della certificazione di avvenuta vaccinazione Covid-19 (termine ultimo per l’acquisizione della certificazione: 31 dicembre 2021)”. E’ l’agghiacciante richiesta che l’Università degli Studi di Milano Statale fa agli studenti che stanno per richiedere un alloggio. L’ateneo ha infatti deciso di far rientrare la somministrazione del siero genico sperimentale “anti-covid” tra i requisiti base per poter usufruire di una sistemazione. Assieme al certificato di iscrizione o alla dichiarazione di volersi iscrivere a un corso, l’università chiede dunque ai meno abbienti e fuori sede di esporre un documento che contiene informazioni sanitarie e sensibili. Pratica già ammonita dal Garante della Privacy per quanto concerne i datori di lavoro e le aziende.


Che significa? Che chi per un motivo o per l’altro non ha voluto o non ha potuto – per motivi individuali – partecipare al programma sperimentale promosso dai governi Conte e Draghi e dal ministro Speranza, verrà escluso dagli alloggi dell’Università Statale degli Studi di Milano, pur possedendo – magari – tutti gli altri requisiti previsti per legge. Senza contare, poi, i moniti degli esperti, che sconsigliano la somministrazione del siero sperimentale che va di moda in questo periodo ai giovani, ovvero a chi è in età fertile. Questo a causa del rischio di contrarre malattie auto-immuni in grado di invalidare gestante e nascituro e dunque anche chi – tra le studentesse – prospetta nel lungo periodo di avere figli.


L'Università degli Studi di Milano La Statale nega gli alloggi agli studenti fuori sede e meno abbienti che non si sono voluti o potuti vaccinare

Sembra che poco importi al rettore Elio Franzini, tanto più che l’Ateneo che presiede a febbraio ha fatto sapere di aver messo a punto un “vaccino anti-covid”. Il dipartimento di Bioscenze è giunto alla scoperta “incoraggiante” tramite la sperimentazione animale e – interpellato da Repubblica nella persona del professore Gianvincenzo Zuccotti – ha riferito con entusiasmo di voler passare a stretto giro alla sperimentazione umana, cioè ai “volontari”. Chissà che gli studenti fuori sede meno facoltosi non si rivelino un buono e ulteriore bacino di cavie. Il termine ultimo per presentare il documento che attesti la “vaccinazione” è il 31 dicembre 2021, la produzione del siero dell’università milanese, ad azienda trovata, è prevista “entro la fine del 2021”. Una bella e utile coincidenza.

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Georges Cazzoli
Georges Cazzoli
2 mesi fa

Vergognoso ateneo…😝

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.