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Altra vittoria per gli studenti e per la loro salute. Dopo il caso di una bambina esonerata dall’indossare la mascherina (i genitori sono riusciti a documentare il minor afflusso di ossigeno tramite un saturimetro) arriva un pronunciamento del Tar del Lazio. L’ordinanza è del 13 febbraio e ha considerato come illegittimo un Dpcm dello scorso novembre, che stabiliva l’obbligo di indossare la mascherina a scuola per i bambini dai 6 agli 11 anni. Essenziale il lavoro di alcuni legali, tra cui quelli del Comicost (Comitato per la difesa della Costituzione).

L’ordinanza ribadisce un concetto che spesso viene dimenticato da chi segue pedissequamente regole (non leggi) illogiche, anche spingendosi più in là delle imposizioni: che, cioè, nei luoghi al chiuso anche seguendo i Dpcm la mascherina non va indossata se ci si distanzia fisicamente. Conte e Speranza, dunque, avrebbero arbitrariamente imposto una misura irragionevole oltre che inutile, abusando delle prerogative che avevano in quel momento.

L’ordinanza segna una svolta netta, e dovrà necessariamente essere recepita dal ministero guidato da Bianchi e dal Cts che stilerà le linee guida per il ritorno a scuola. Dopo l’annullamento delle restrizioni in Russia e il deciso allentamento in Gran Bretagna, le maglie si potrebbero allargare – a Draghi e governo piacendo – anche per l’Italia. A quel punto l’atto di indossare la mascherina (che pure continua a scontrarsi con le norme vigenti in materia di sicurezza e di contrasto al terrorismo, che prevedono che non ci si possa “travisare” in pubblico) potrebbe finire nel dimenticatoio.

La paura irragionevole di un virus come tanti e l’illusoria sensazione di isolarsi dagli agenti patogeni che invece si accumulano sulla mascherina, oltre a mettere sul chi va là esperti come la dottoressa Margarite Griesz-Brisson, ha già provocato danni: lo scorso settembre a Verona un bambino che indossava la mascherina è svenuto e si è ferito al mento. E’ stato poi trasportato in pronto soccorso e tenuto sotto osservazione: in ospedale non ce lo ha portato il virus, ma la mascherina.

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I trucchi più in voga contro il caro-bollette

L’83,7% degli italiani sta facendo rinunce e modificando le abitudini domestiche nel tentativo di contenere i costi. Cosa si sono inventati secondo una recente indagine

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I trucchi più in voga contro il caro-bollette | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’83,7% degli italiani sta facendo rinunce e modificando le abitudini domestiche nel tentativo di contenere i costi. È quanto emerge da un’indagine Nielsen. Più della metà di chi ha partecipato alle rilevazione (55,4%) si sta orientando verso un maggior utilizzo di lampade a LED. Molti italiani, invece, sono stati costretti a rinunciare a diversi confort e a ridimensionare le proprie necessità, per esempio tenendo il riscaldamento di casa a temperature più basse (48,5%) nonostante l’inverno si annunci più freddo del solito.

Passando invece alle buone pratiche, il 38,5% degli italiani non lascia in stand-by gli elettrodomestici, mentre il 13% opta per prese di corrente intelligenti temporizzate. Infine, una percentuale ancora esigua di chi ha risposto all’indagine si affida all’energia alternativa: il 12,2% ha installato o installerà pannelli fotovoltaici da balcone. Il 16,3% di chi ha partecipato alla rilevazione, ha invece affermato di fare di tutto per non dover cambiare le proprie abitudini domestiche a causa degli aumenti imposti.

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ATTUALITA'

Natale, così la crisi modifica le abitudini degli italiani

Meno regali e più attenzione alle spese vive, nel tentativo di far fronte ai rincari e agli aumenti in bolletta

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La crisi impedirà un buon Natale a decine di migliaia di famiglie | Rec News dir. Zaira Bartucca

In un contesto di incertezza e volatilità, diversi indicatori prevedono una frenata nei consumi degli Italiani. Per le festività 2022, in particolare, si faranno più prudenti. I cosiddetti “consumatori” – alle ancora prese con l’aumento dei costi dell’energia e dell’inflazione che ha bruciato i risparmi accumulati negli precedenti – questo Natale saranno costretti a modificare le proprie abitudini di spesa. Secondo un recente report prodotto da KPMG, un italiano su quattro acquisterà regali per meno persone rispetto al 2021 (principalmente la cerchia stretta dei familiari, in particolare i più piccoli). Sempre secondo KPMG, l’acquisto del dono natalizio è sempre più dilatato nel tempo, nel tentativo di approfittare di alcune offerte: il 72% dei cittadini ha iniziato a fare acquisti in previsione di Natale già tra ottobre e novembre, mentre solo il 9% acquisterà i regali comodamente a dicembre.

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ATTUALITA'

Bollette salate, l’Antitrust avvia le istruttorie contro le compagnie energetiche

Alcune delle compagnie non avrebbero informato adeguatamente la clientela delle modifiche di prezzo delle forniture di energia elettrica e di gas naturale. L’Antitrust provvederà ora a verificare se siano state attuate condotte non rispettose dei diritti dei consumatori.

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Bollette salate, l'Antitrust avvia le istruttorie contro le compagnie energetiche | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato quattro procedimenti istruttori e quattro procedimenti cautelari nei confronti di Iren, Iberdrola, E.ON e Dolomiti, fornitori di energia elettrica e gas naturale sul mercato libero. Toccate anche altre società, cui sono state inviate richieste di informazioni. Si tratta di Acea Energia, AGSM ENERGIA, Alleanza Luce & Gas, Alperia, AMGAS, ARGOS, Audax Energia, Axpo Italia, A2A Energia, Bluenergy Group, Duferco Energia, Edison Energia, Enegan, Enel Energia, Engie Italia, Eni Plenitude, Enne Energia, Estra Energie, Hera Comm, Illumia, Optima Italia, Repower Italia, Sinergas, Sorgenia, Wekiwi.

Alcune delle compagnie non avrebbero informato adeguatamente la clientela delle modifiche di prezzo delle forniture di energia elettrica e di gas naturale. L’Antitrust provvederà ora a verificare se siano state attuate condotte non rispettose dei diritti dei consumatori.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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