POLITICA
Il caso di Carlo Gilardi approda in Parlamento
Due interrogazioni presentate da due deputati di diversi schieramenti politici in cui viene chiesta chiarezza sulle condizioni del 90enne di Airuno e sul contesto che lo circonda
La vicenda di Carlo Gilardi – il 90enne di Airuno irreperibile da fine ottobre – è approdato in Parlamento. Lo ha fatto con due distinte interrogazioni parlamentari presentate da Gianluca Rospi (Gruppo Misto) e da Giorgia Meloni (Fdi). Nella prima chiede “se i ministri interrogati siano a conoscenza della problematica esposta e se si intendano promuovere iniziative ispettive presso il Tribunale di Lecco” e “se intendano promuovere, per quanto di competenza, iniziative ispettive presso la Rsa in cui è ospitato il Carlo Gilardi al fine di verificare le sue condizioni psico-fisiche”. Dello stesso tenore quanto chiesto da Fratelli d’Italia, che sollecita “immediate iniziative di competenza, anche di carattere ispettivo, “per fare chiarezza sulla vicenda del professor Carlo Gilardi”.
Le ombre che rimangono sul caso Gilardi
Da giorni si succedono prese di posizioni e smentite da parte di quanti sono coinvolti o hanno voce in capitolo nella vicenda di Carlo Giraldi, ma rimangono tuttora diversi interrogativi. Il primo riguarda l’apparente isolamento del 90enne, che non sarebbe raggiunto personalmente neppure da telefonate. Dall’amministratrice di sostegno Elena Barra che abbiamo intervistato, tuttavia, sono giunte rassicurazioni, in quanto la legale ha assicurato di farsi ripetutamente carico di consegnare ogni tipo di istanza al signor Gilardi. Assodato questo e fornite rassicurazioni sull’azione di tutela da parte del Tribunale, rimane, tuttavia, da spiagare il motivo per cui il Gilardi sia impossibilitato a gestire in maniera autonoma le sue interazioni. Tra queste possono figurare quelle con persone estranee alle indagini, che in una situazione di lontananza dagli affetti e dalla vita che gli era congeniale potrebbero senz’altro dargli conforto. Senza contare, poi, la possibilità di diffondere audio o video anche brevissimi in grado di comprovare la sua condizione anche agli occhi di chi continua a nutrire preoccupazioni, senza con questo ledere la privacy e senza fornire elementi circa il luogo in cui è ospitato.









