Carlo Gilardi, conto alla rovescia per il professore di Airuno


E’ prevista per il 22 dicembre l’udienza che deciderà dove il 90enne di Airuno trascorrerà le prossime settimane



E’ prevista per il 22 dicembre l’udienza che deciderà dove Carlo Gilardi – professore in pensione di Airuno che si è trovato suo malgrado al centro di una spiacevole vicenda – trascorrerà le prossime settimane. Intanto, il giudice tutelare Marta Paganini si è recata presso la casa di riposo di Lecco Airoldi e Muzzi, dove il professore è ospitato da novembre e dove stando a quanto riferito dalla stampa locale ha avuto luogo un lungo colloquio.


Si avvicina Natale, e con esso la voglia della società civile e presumibilmente dello stesso Gilardi di fare ritorno alla sua Airuno, ma per farlo – avevano riferito dal Tribunale di Lecco – è necessario che vengano sgomberate le abitazioni della famiglia Gilardi occupate e fatte figurare come “donate”, oltre che vengano garantite misure di sicurezza sociale per l’ex professore 90enne. Le autorità, infatti, ipotizzano un delicato caso di circonvenzione di incapace, in cui sarebbero coinvolte almeno sette persone.



La Procura ipotizza anche minacce provenienti da chi si era avvininato all’anziano

Per quanto lucido e presente a sé stesso, diversi tra conoscenti e “amici” avrebbero approfittato della bontà di Gilardi, appropriandosi di case, soldi e perfino terreni (mentre altri suoi terreni venivano espropriati dal Comune di Airuno ai tempi della passata amministrazione) il tutto abilmente schermato dietro la generosità del professore che non a caso viene spesso indicato come un “benefattore”. Di certo un cuore grande il suo, che però per qualcuno sarebbe stato pretesto per intavolare azioni di disturbo e violenza, tanto che la Procura di Lecco ha ipotizzato addirittura “minacce” a danno dell’anziano. Nel frattempo – hanno documentato Le Iene nel corso dell’ultimo contributo sulla vicenda, i conti di Gilardi erano sempre più in rosso.



La casa abbandonata dal punto di vista igienico-sanitario. Altro che “rifare il letto e togliere la polvere”

E’ così che “Carluccio” – come lo chiamano in paese – si è ritrovato a vivere in una casa lasciata a sé stessa da anni che nessuno ha pensato di rendere vivibile dal punto di vista igienico-sanitario, e la colpa non è certo dell’anziano signore che – dice chi lo conosce – ha tentato di vivere al meglio facendo tutto quello che era nelle possibilità di un 90enne. Paradossalmente il caso di completo abbandono igienico-sanitario (altro che “togliere la polvere e rifare il letto”) aveva luogo mentre altri occupavano diverse abitazioni del professore, e mentre i parenti alla lontana – delle due l’una – o non erano al corrente o lasciavano correre.



L’ordine di tutela e protezione emesso dal Tribunale

E la casa – al contrario di quanto si vorrebbe far credere – ha ruolo abbastanza preponderante rispetto alla vicenda. Per il signor Gilardi – trascurato e inserito in un contesto invivibile dal punto di vista fisico e – dice il Tribunale – anche da quello umano a causa del rischio di frequentare persone in grado di danneggiarlo – è stato disposto un ordine di tutela e protezione, e le cure necessarie a ristabilirne condizioni di salute ottimali. Costretto a vivere nel degrado (per quanto ci si sforzi di far passare l’idea della sua felicità nell’essero inserito in un contesto “di campagna”) a mancare erano anzitutto le condizioni in grado di garantirgli salute e dignità.



Il “progetto di libertà”

Una parentesi triste che sembra stia per finire: il Tribunale di Lecco ha infatti a più riprese assicurato che saranno garantite condizioni di vita ottimali al professore in pensione, mentre l’amministratrice di sostegno Elena Barra ha parlato di un “progetto di libertà” in grado di restituire al signor Gilardi una vita tranquilla e tutelata. Potrebbe avvenire prima del previsto: si saprà di più – come accennato – dopodomani.


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