Periodico di Inchieste

Esclusiva – Caso Gilardi, terreni “donati”. Ma spunta un esproprio da parte del Comune di Airuno


Nel 2013, l’ente allora guidato da Adele Gatti pubblicava una richiesta di esproprio relativa a un vasto appezzamento di terra coltivata e alberata di proprietà di Carlo Gilardi e delle sue sorelle



Furono davvero tutti “donati” i terreni che Carlo Gilardi – il 90enne irreperibile e sotto amministratore di sostegno – corrispose al Comune di Airuno? Adele Gatti e Alessandro Milani (rispettivamente sindaco ed ex sindaco del paesino in provincia di Lecco) ne hanno molto di recente tirati in ballo alcuni per raccontare “di un parco che avrebbe ricordato in eterno la figura della loro madre” (del signor Carlo e della sorella, nda) e di un giardino inclusivo che ospita delle “casette”.


Il transito di appezzamenti di terra dalla famiglia Gilardi al Comune inizia almeno dal 2013, ai tempi della passata amministrazione Gatti. Rec News è in grado di documentare questo aspetto grazie a una visura catastale di cui è entrato in possesso, che parla di un “esproprio” avviato dal Comune di Airuno su richiesta di un’azienda agricola e di una s.r.l. Il provvedimento riguardava, tra gli altri, parte di un appezzamento di 4559 metri quadri di proprietà dei signori Carlo (nato nel 1930), Giuseppina e Vittoria Gilardi. Il documento è datato 1 marzo 2013 e aggiornato il 4 aprile 2013, e parla della “formazione di uno spazio commerciale” e della “realizzazione di un’abitazione del custode”.


Un progetto che sarebbe stato possibile solo lì e non altrove, e solo espropriando una porzione dell’ampio appezzamento di Carlo Gilardi e della sua famiglia, terre dell’Istituto diocesano e di altri airunesi. Gilardi si sarebbe dovuto privare, in pratica, di una parte di un seminativo arborato con un reddito dominicale e agrario piuttosto elevato rispetto agli altri da espropriare, forse perché alcune terre del professore – come è stato possibile apprendere in questi giorni – erano coltivate.



A dire di più sull’esproprio è anche un verbale di perizia immobiliare stragiudiziale, dove vengono valutati “i terreni da occupare per uso pubblico” che si trovano nei pressi della Parrocchia di Airuno e di un complesso florovivaistico. Alle proprietà – costituite anche da terreni “pianeggianti e coltivati” – veniva assegnato un valore di 20 euro al metro quadro. Il valore dell’esproprio, per quello che concerne Carlo Gilardi e le sorelle, era fissato a 800 euro.


Dal documento non si è in grado di desumere se l’esproprio sia avvenuto o se il tutto sia rimasto fermo alla perizia, nè se le terre menzionate c’entrino con quelle – anche loro di proprietà della famiglia di Gilardi – che poi sono state trasformate in parco e “giardino inclusivo”. Nel tentativo di ottenere spiegazioni anche su questo, abbiamo provveduto a contattare l’amministrazione comunale attualmente in carica e concordato un colloquio telefonico che, finora, non è avvenuto.


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