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Disponibile al confronto e chiara nelle risposte, anche se i punti oscuri da chiarire rimangono tanti. E’ apparsa così Elena Barra, l’amministratore di sostegno del signor Carlo Gilardi, il professore di Airuno che da fine ottobre si troverebbe “in una Rsa”, secondo Le Iene “contro la sua volontà”. L’avvocatessa, inaspettatamente, a seguito di un contatto telefonico si è aperta alle nostre domande. Sono le prime a cui ha risposto dopo il servizio andato in onda ieri, nel corso di cui si era invece trincerata in un silenzio che oggi ha voluto motivare.

Avvocato Barra, l’abbiamo contattata perché vorremmo avere anche la sua versione dei fatti sulla vicenda del signor Carlo Gilardi, e per sapere qualcosa sul posto dove oggi si trova.
Guardi, ho predisposto un comunicato (in basso, nel Pdf, nda) che ho inviato ad alcune testate per rettificare quello che è passato nel servizio, se vuole lo mando anche a lei.

Volentieri. In sostanza può dirmi cosa ha rettificato? Cosa c’era di “sbagliato” nel servizio?
La versione delle Iene è la versione di Brahim, che è indagato per circonvenzione di incapace e ha dato una sua versione che è stata recepita dalle Iene. Hanno collezionato una serie di informazioni e di intercettazioni selezionate escludendone altre, e hanno costruito un racconto in base al quale sembra che io abbia sequestrato il signor Gilardi e che lo abbia richiuso buttando via la chiave. In realtà le cose non stanno così.

Brahim da chi è stato denunciato per circonvenzione di incapace?
Io sono amministratore di sostegno del signor Gilardi dagli inizi di ottobre del 2020, da poco. E’ stato denunciato da chi mi ha preceduto. Consideri che io sono il quinto amministratore di sostegno del signor Gilardi.

Addirittura? Come mai?
Hanno rinunciato all’incarico.

C’erano problemi a livello caratteriale?
Ma no, assolutamente, è una persona con cui si va assolutamente d’accordo. Nonostante quello che è passato nel servizio, io col signor Gilardi ho un buon rapporto e ho cercato di costruire con lui un progetto per farlo tornare a casa sua il prima possibile, messa in sicurezza la sua casa.

La sua casa non era idonea ad ospitarlo, ma perché non è potuto rimanere da Brahim?
Ci sono evidenze di gravi condotte commesse ai danni del signor Gilardi per le quali era necessaria una tutela immediata a tutela della persona, non del patrimonio.

D’altro canto nel servizio si sente il signor Gilardi dire “Io non voglio andare nella Rsa, io rivoglio la mia libertà”. Come mai parlava così?
Hanno tagliato. Manca la parte in cui il signor Gilardi sceglie e decide di venire con noi. Non è stato forzato nè a fare gli accertamenti sanitari nè a scegliere diverse soluzioni.

Ci è andato sui suoi piedi?
Assolutamente sì. Lui oggi con me dichiara che vuole tornare ad essere libero anche dalle persone che lo circondavano e che si approfittavano di lui.

Cioè sta dicendo che lui non vuole più la situazione che c’era lì e non vuole vedere Brahim?
Si.

Ha cambiato modo di pensare?
Ci sono informazioni che io devo tenere assolutamente riservate. Ma se un soggetto è sottoposto ad amministrazione di sostegno, un motivo c’è.

Quali sono i tempi previsti per il ritorno a casa?
Non lo so, il prima possibile.

Però la gente sta manifestando molta preoccupazione rispetto alle sue condizioni e rispetto al fatto di non sapere dove sia.
Guardi, la gente sta manifestando altro. Le assicuro che l’informazione che deve arrivare è che il signor Gilardi sta bene, non è costretto ed è in un luogo sicuro. Io sono serena.

Se la matassa si dovesse sbrogliare, saremmo lieti anche noi di sapere qualcosa in più sul signor Gilardi.
Certo, la ringrazio e la ringrazio anche di avermi chiamato per sentire anche la mia voce, non solo quella della Iene. Le dico che la situazione come ha sicuramente ben compreso è molto delicata. Quello che le posso dire è che le persone che mi hanno contattato e che conoscono e conoscevano il signor Gilardi e che hanno voluto portare i suoi saluti, lo hanno fatto. Sicuramente porterò anche i suoi saluti e i suoi contatti e mi farò carico di questa cosa. Sono stata contattata da persone che mi dicevano che erano mesi e mesi che non riuscivano a parlargli perché al telefono di casa non rispondeva e al suo cellulare non rispondeva più nessuno.

Potremmo approfittare della sua gentilezza e organizzare un contatto col signor Gilardi, compatibilmente alle necessità della Rsa?

Ma no, non è proprio il caso di farlo sentire ai giornalisti, io non voglio fare un processo mediatico.

Il signor Gilardi non ha figli, giusto?
No, questo Brahim viveva “francobollato” a lui e lo gestiva dalla mattina alla sera, finanche a trasferirlo a casa sua. Prima le parlavo di una persona che contattava abitualmente il signor Gilardi e da un po’ di tempo non riusciva più a parlargli. Ha chiamato me e io mi faccio carico di portare al signor Gilardi i saluti, la preoccupazione, gli scritti e il contatto. Le Iene invece mi accusano di averlo portato via dalle persone che gli hanno voluto bene, ma tengo a precisare che non è così. Io comunque non voglio dovermi giustificare. A me non è stato chiesto un confronto, a me hanno fatto un agguato, che è diverso.

Forse l’approccio sarà stato discutibile nei modi, ma non crede che se avesse risposto sarebbe stato meglio? O temeva di non essere ascoltata o creduta?
E’ stato tagliato, è andato in onda quello che è andato in onda. Mi spieghi come mai lei chiede un contatto telefonico con me e ci confrontiamo, mentre Le Iene vanno in studio con l’altro avvocato, parlano tranquillamente, la inquadrano, fanno le domande e ottengono le risposte, mentre io devo essere inseguita per strada. Con un servizio già confezionato, quel pezzetto era la caccia al mostro.

Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca - sito: www.zairabartucca.it

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franco

Voglio credere alla buona fede dell’Amministratore di sostegno, forse siamo noi comuni mortali che cerchiamo il mostro? Ma perchè il Garante nazionale dei diritti alla persona ha espresso parere contratio al “soggiorno” nella RSA? https://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/pages/it/homepage/dettaglio_contenuto/?contentId=CNG12725&modelId=10019 Se il Sig. carlo è libero e felice di stare nella RSA perchè non può parlare con nessuno, vedere amici. parenti, ecc.. ec.. basterebbe un’intervista con dei giornalisti, chiedere come si sente Carlo, se si trova bene cosa gli manca, chi vorrebbe incontrare, con chi vorrebbe parlare dalla sua voce. Invece con questo comportamento, sembra che ci voglia nascondere chissà cosa! Questo è quello che un cittadino come me vede. C’è un proverbio ……… non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…………….. in questa socetà “malata” abbiamo perso il senso dell’ Umanità.

Redazione

Buongiorno Franco e grazie del commento. Come saprà, anche dalle risultanze giudiziarie è emerso che il signor Gilardi ha necessità di essere protetto da diverse persone che frequentava ad Airuno, alcuni dei quali coinvolti in procedimenti penali. Da qui la decisione di trasferirlo in una RSA che è comunque un centro di eccellenza in fatto di ospitalità. Da quanto ci è dato sapere, il signor Gilardi presso l’Airoldi e Muzzi insegna ai giovani grazie alle video-lezioni, intrattiene gli ospiti con la lettura dei quotidiani e svolge tutta una serie di attività che lo impegnano e che gli hanno permesso di stringere rapporti all’interno della struttura. Struttura che è in grado di garantire condizioni idonee e igieniche a ogni ambiente: ad Airuno, come saprà, il signor Gilardi – privato di molte delle sue abitazioni da soggetti oggi imputati – era costretto a vivere in una casetta fatiscente, senza che nessuno lo aiutasse con pulizie straordinarie che certo non si potevano pretendere da un ultra-novantenne. Come avrà visto da un recente servizio televisivo, inoltre, il signor Gilardi negli scorsi mesi è stato raggiunto a Messa da un amico, cui ha detto di stare “benissimo”.

giancarlo

finalmente viene fatta chiarezza , ma mi chiedo … e i carabinieri che erano sul posto , cosa ne pensavano in quel momento e cosa ne pensano ora ?

CASO GILARDI

Gli sviluppi sul caso di Carlo Gilardi, l’anziano sfruttato di Airuno

Condanna per l’ex badante, mentre il CSM ha aperto una nuova pratica collegata alla vicenda che gravita attorno al professore in pensione

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Gli sviluppi sul caso di Carlo Gilardi, l'anziano sfruttato di Airuno | Rec News dir. Zaira Bartucca

Ci siamo lungamente occupati di Carlo Gilardi, l’anziano sfruttato di Airuno che molti ricorderanno. Abbiamo raccontato in esclusiva del terreno espropriato dal Comune lecchese ai tempi della passata amministrazione, nonché degli approfittatori che facevano incetta di “donazioni” senza curarsi del fatto che Gilardi vivesse in condizioni limite, senza l’aiuto pratico di alcuno. Anzi. Una storia intricata, dove nulla è come sembra, soprattutto quando a falsare tutto ci pensa la macchina della disinformazione mainstream.

In questo contesto si inseriscono le due vicende giudiziarie che corrono su binari paralleli. La prima riguarda Brahim El Mazoury, l’ex badante di Gilardi condannato a un anno e 8 mesi per circonvenzione di incapace e alla restituzione di 18mila euro, oltre che accusato di diffamazione dall’avvocato Elena Barra. L’avevamo intervistata in esclusiva in un momento in cui era demonizzata da un’opinione pubblica disposta a sentire suonare solo una campana. E’ apparsa disponibile e coerente, e ha spiegato i motivi che hanno portato alla decisione del trasferimento dell’anziano presso l’Airoldi e Muzzi di Lecco, struttura confortevole e molto attiva sul fronte delle iniziative volte al coinvolgimento dei suoi ospiti. Rec News, dunque, firmando articoli discordanti rispetto a quanto fatto trapelare dai partiti, dai comitati e dalle trasmissioni, ci ha visto giusto.

Presso l’Airoldi e Muzzi, stando a quanto si apprende, Carlo Gilardi è confortato dalla compagnia degli altri anziani, che allieta – professore in pensione – con la lettura dei quotidiani e dei libri, così donando parte del suo vasto sapere. Non mancherebbero neppure l’interazione – svolta con l’ausilio di strumenti digitali – con dei gruppi di studenti. Non si sa tuttavia nulla su quanto durerà la permanenza presso la residenza per anziani, perché molto è connesso alla conclusione delle vicende giudiziarie. Un’altra è stata inaugurata dal CSM, che si è concentrata su alcuni contributi televisivi che avrebbero restituito un quadro distorto sulla condizione passata e attuale dell’anziano.

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CASO GILARDI

Caso Gilardi, a giorni l’udienza per i sette accusati di circonvenzione di incapace

Agli interessati viene contestata l’occupazione e l’utilizzo di immobili di proprietà del 90enne, oltre che l’acquisizione di somme cospicue di denaro

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Caso Gilardi, a giorni l'udienza per i sette accusati di circonvenzione di incapace | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il prossimo 20 luglio alle 9 Brahim El Mazoury e altri sei compariranno davanti al Tribunale di Lecco. Sono accusati di circonvenzione di incapace ai danni di Carlo Gilardi, il 90enne di Airuno attualmente ospitato presso l’Istituto Riuniti Airoldi e Muzzi. Secondo il pubblico ministero Andrea Figoni, i sette imputati “al fine di procurarsi un ingiusto profitto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in concorso tra loro, abusando delle compromesse capacità critiche e dell’indebolimento di quelle volitive di Gilardi, lo avrebbero indotto a compiere atti per lui produttivi di effetti dannosi”. Nella fattispecie agli interessati viene contestata l’occupazione e l’utilizzo di immobili di proprietà del signor Gilardi, oltre che l’acquisizione di somme cospicue di denaro.

La vicenda sommersa

E’ solo una parte della vicenda sommersa che ha riguardato Carlo Gilardi. Non ci sono infatti solo le pressioni per fare tornare l’anziano ad Airuno e le palle al balzo raccolte dalla politica a caratterizzare questa storia multiforme. Gilardi – come ha documentato Rec News in più di un’occasione – da uomo generoso sembra essere stato bersaglio prediletto di diversi soggetti. Il limone da spremere, per molti, e non solo per chi oggi si trova a processo. Dai terreni espropriati dal Comune all’abitazione ai limiti in cui viveva pur mantenendo mezza Airuno, non c’era pace per l’anziano ex professore. Anche se quella parte di mainstream vicina ad alcuni imputati si impegna a far passare l’idea dell’idillio naturalistico e della vita francescana. E’ davvero così? Lo dirà il tempo e lo chiariranno le vicende legali, ma quel che è certo è che il signor Carlo – benestante e di buona famiglia – era ormai confinato in una casa fatiscente, e certo non per colpa sua. L’indignazione di massa, però, è tutta concentrata sulla struttura che lo sta ospitando e su chi si sta occupando direttamente di questa fase transitoria e delicata.

Le domande dei lettori

Da quando Rec News ha iniziato ad occuparsi della vicenda sommersa (quella di cui nessuno – tuttora – vuole dare conto) del professor Carlo Gilardi, abbiamo ricevuto diverse mail da parte dei lettori. Alcune esprimevano preoccupazione per la salute e le condizioni psicologiche di un uomo che è diventato – suo malgrado – il beniamino di molti, il “nonno d’Italia”, come lo ha definito qualcuno sui social. Altri lettori ci hanno inviato delle recensioni da recapitare e perfino dei disegni, con l’intento di esprimere vicinanza all’anziano che è lontano dal suo paese. Alcuni ci hanno chiesto il perché del nostro “silenzio”, dopo che avevamo documentato pezzo dopo pezzo tutto quello che il mainstream stava ignorando (e tuttora ignora). C’è anzitutto da dire che la catena di solidarietà per il professor Gilardi (quella vera e spontanea – non costruita – costruttiva e lontana dai toni di odio e di disprezzo) è quanto di più bello si potesse creare. Ma in questi mesi abbiamo tentato di tutelare – nel nostro piccolo e mentre il clamore non cessava – il desiderio del signor Carlo di stare lontano dai riflettori, soprattutto dopo la richiesta ufficiale che è giunta per tramite del suo amministratore di sostegno, l’avvocato Elena Barra. Questo sito fino a questo momento ha dunque semplicemente rispettato la volontà del signor Carlo di non essere sovra-esposto, come lo è stato nel corso delle campagne “solidali” condotte dalla politica. Dal canto nostro, ovviamente, continuiamo a seguire la vicenda da dietro le quinte, senza saltare gli aggiornamenti necessari come questo.

Come sta Carlo Gilardi

Sono molte le persone che aspettano il ritorno a casa del signor Gilardi, anche perché le campagne politiche e quelle informative parziali hanno contribuito a creare l’idea di un clima di detenzione che l’anziano starebbe vivendo. In queste settimane è invece trapelata l’immagine di un uomo coinvolto in diverse iniziative che starebbero rendendo la permanenza presso l’Airoldi e Muzzi tutt’altro che insostenibile. Il signor Carlo sarebbe stato avviato alla cura di un giardino – attività che apprezza molto – e sarebbe periodicamente impegnato in colloqui a distanza con studenti, a cui può trasmettere, quale ex professore, tutte il suo sapere. Sarebbe inoltre impegnato nella lettura dei quotidiani per gli altri ospiti della struttura, altra attività che lo terrebbe impegnato e di buon umore. Per quanto sia difficile confermare queste dichiarazioni, non c’è per il momento motivo di trattarle con diffidenza, tanto più che la struttura ospitante – a prescindere dalla vicenda del signor Gilardi – è nota per le iniziative periodiche in cui vengono coinvolti gli anziani. Dall’amministrazione di sostegno, d’altra parte, il ritorno a casa dell’anziano viene per il momento considerato “impraticabile”, perché l’abitazione sarebbe ora indebitamente occupata da alcuni degli imputati di circonvenzione di incapace, senza che ci sia – per il momento – un provvedimento di sgombero.

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CASO GILARDI

Carlo Gilardi, conto alla rovescia per il professore di Airuno

E’ prevista per il 22 dicembre l’udienza che deciderà dove il 90enne di Airuno trascorrerà le prossime settimane

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Carlo Gilardi, conto alla rovescia per il professore di Airuno | Rec News dir. Zaira Bartucca

E’ prevista per il 22 dicembre l’udienza che deciderà dove Carlo Gilardi – professore in pensione di Airuno che si è trovato suo malgrado al centro di una spiacevole vicenda – trascorrerà le prossime settimane. Intanto, il giudice tutelare Marta Paganini si è recata presso la casa di riposo di Lecco Airoldi e Muzzi, dove il professore è ospitato da novembre e dove stando a quanto riferito dalla stampa locale ha avuto luogo un lungo colloquio.

Si avvicina Natale, e con esso la voglia della società civile e presumibilmente dello stesso Gilardi di fare ritorno alla sua Airuno, ma per farlo – avevano riferito dal Tribunale di Lecco – è necessario che vengano sgomberate le abitazioni della famiglia Gilardi occupate e fatte figurare come “donate”, oltre che vengano garantite misure di sicurezza sociale per l’ex professore 90enne. Le autorità, infatti, ipotizzano un delicato caso di circonvenzione di incapace, in cui sarebbero coinvolte almeno sette persone.

La Procura ipotizza anche minacce provenienti da chi si era avvininato all’anziano

Per quanto lucido e presente a sé stesso, diversi tra conoscenti e “amici” avrebbero approfittato della bontà di Gilardi, appropriandosi di case, soldi e perfino terreni (mentre altri suoi terreni venivano espropriati dal Comune di Airuno ai tempi della passata amministrazione) il tutto abilmente schermato dietro la generosità del professore che non a caso viene spesso indicato come un “benefattore”. Di certo un cuore grande il suo, che però per qualcuno sarebbe stato pretesto per intavolare azioni di disturbo e violenza, tanto che la Procura di Lecco ha ipotizzato addirittura “minacce” a danno dell’anziano. Nel frattempo – hanno documentato Le Iene nel corso dell’ultimo contributo sulla vicenda, i conti di Gilardi erano sempre più in rosso.

La casa abbandonata dal punto di vista igienico-sanitario. Altro che “rifare il letto e togliere la polvere”

E’ così che “Carluccio” – come lo chiamano in paese – si è ritrovato a vivere in una casa lasciata a sé stessa da anni che nessuno ha pensato di rendere vivibile dal punto di vista igienico-sanitario, e la colpa non è certo dell’anziano signore che – dice chi lo conosce – ha tentato di vivere al meglio facendo tutto quello che era nelle possibilità di un 90enne. Paradossalmente il caso di completo abbandono igienico-sanitario (altro che “togliere la polvere e rifare il letto”) aveva luogo mentre altri occupavano diverse abitazioni del professore, e mentre i parenti alla lontana – delle due l’una – o non erano al corrente o lasciavano correre.

L’ordine di tutela e protezione emesso dal Tribunale

E la casa – al contrario di quanto si vorrebbe far credere – ha ruolo abbastanza preponderante rispetto alla vicenda. Per il signor Gilardi – trascurato e inserito in un contesto invivibile dal punto di vista fisico e – dice il Tribunale – anche da quello umano a causa del rischio di frequentare persone in grado di danneggiarlo – è stato disposto un ordine di tutela e protezione, e le cure necessarie a ristabilirne condizioni di salute ottimali. Costretto a vivere nel degrado (per quanto ci si sforzi di far passare l’idea della sua felicità nell’essero inserito in un contesto “di campagna”) a mancare erano anzitutto le condizioni in grado di garantirgli salute e dignità.

Il “progetto di libertà”

Una parentesi triste che sembra stia per finire: il Tribunale di Lecco ha infatti a più riprese assicurato che saranno garantite condizioni di vita ottimali al professore in pensione, mentre l’amministratrice di sostegno Elena Barra ha parlato di un “progetto di libertà” in grado di restituire al signor Gilardi una vita tranquilla e tutelata. Potrebbe avvenire prima del previsto: si saprà di più – come accennato – dopodomani.

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