Caso Gilardi, a giorni l’udienza per i sette accusati di circonvenzione di incapace


Agli interessati viene contestata l’occupazione e l’utilizzo di immobili di proprietà del 90enne, oltre che l’acquisizione di somme cospicue di denaro



Il prossimo 20 luglio alle 9 Brahim El Mazoury e altri sei compariranno davanti al Tribunale di Lecco. Sono accusati di circonvenzione di incapace ai danni di Carlo Gilardi, il 90enne di Airuno attualmente ospitato presso l’Istituto Riuniti Airoldi e Muzzi. Secondo il pubblico ministero Andrea Figoni, i sette imputati “al fine di procurarsi un ingiusto profitto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e in concorso tra loro, abusando delle compromesse capacità critiche e dell’indebolimento di quelle volitive di Gilardi, lo avrebbero indotto a compiere atti per lui produttivi di effetti dannosi”. Nella fattispecie agli interessati viene contestata l’occupazione e l’utilizzo di immobili di proprietà del signor Gilardi, oltre che l’acquisizione di somme cospicue di denaro.


La vicenda sommersa

E’ solo una parte della vicenda sommersa che ha riguardato Carlo Gilardi. Non ci sono infatti solo le pressioni per fare tornare l’anziano ad Airuno e le palle al balzo raccolte dalla politica a caratterizzare questa storia multiforme. Gilardi – come ha documentato Rec News in più di un’occasione – da uomo generoso sembra essere stato bersaglio prediletto di diversi soggetti. Il limone da spremere, per molti, e non solo per chi oggi si trova a processo. Dai terreni espropriati dal Comune all’abitazione ai limiti in cui viveva pur mantenendo mezza Airuno, non c’era pace per l’anziano ex professore. Anche se quella parte di mainstream vicina ad alcuni imputati si impegna a far passare l’idea dell’idillio naturalistico e della vita francescana. E’ davvero così? Lo dirà il tempo e lo chiariranno le vicende legali, ma quel che è certo è che il signor Carlo – benestante e di buona famiglia – era ormai confinato in una casa fatiscente, e certo non per colpa sua. L’indignazione di massa, però, è tutta concentrata sulla struttura che lo sta ospitando e su chi si sta occupando direttamente di questa fase transitoria e delicata.


Le domande dei lettori

Da quando Rec News ha iniziato ad occuparsi della vicenda sommersa (quella di cui nessuno – tuttora – vuole dare conto) del professor Carlo Gilardi, abbiamo ricevuto diverse mail da parte dei lettori. Alcune esprimevano preoccupazione per la salute e le condizioni psicologiche di un uomo che è diventato – suo malgrado – il beniamino di molti, il “nonno d’Italia”, come lo ha definito qualcuno sui social. Altri lettori ci hanno inviato delle recensioni da recapitare e perfino dei disegni, con l’intento di esprimere vicinanza all’anziano che è lontano dal suo paese. Alcuni ci hanno chiesto il perché del nostro “silenzio”, dopo che avevamo documentato pezzo dopo pezzo tutto quello che il mainstream stava ignorando (e tuttora ignora). C’è anzitutto da dire che la catena di solidarietà per il professor Gilardi (quella vera e spontanea – non costruita – costruttiva e lontana dai toni di odio e di disprezzo) è quanto di più bello si potesse creare. Ma in questi mesi abbiamo tentato di tutelare – nel nostro piccolo e mentre il clamore non cessava – il desiderio del signor Carlo di stare lontano dai riflettori, soprattutto dopo la richiesta ufficiale che è giunta per tramite del suo amministratore di sostegno, l’avvocato Elena Barra. Questo sito fino a questo momento ha dunque semplicemente rispettato la volontà del signor Carlo di non essere sovra-esposto, come lo è stato nel corso delle campagne “solidali” condotte dalla politica. Dal canto nostro, ovviamente, continuiamo a seguire la vicenda da dietro le quinte, senza saltare gli aggiornamenti necessari come questo.


Come sta Carlo Gilardi

Sono molte le persone che aspettano il ritorno a casa del signor Gilardi, anche perché le campagne politiche e quelle informative parziali hanno contribuito a creare l’idea di un clima di detenzione che l’anziano starebbe vivendo. In queste settimane è invece trapelata l’immagine di un uomo coinvolto in diverse iniziative che starebbero rendendo la permanenza presso l’Airoldi e Muzzi tutt’altro che insostenibile. Il signor Carlo sarebbe stato avviato alla cura di un giardino – attività che apprezza molto – e sarebbe periodicamente impegnato in colloqui a distanza con studenti, a cui può trasmettere, quale ex professore, tutte il suo sapere. Sarebbe inoltre impegnato nella lettura dei quotidiani per gli altri ospiti della struttura, altra attività che lo terrebbe impegnato e di buon umore. Per quanto sia difficile confermare queste dichiarazioni, non c’è per il momento motivo di trattarle con diffidenza, tanto più che la struttura ospitante – a prescindere dalla vicenda del signor Gilardi – è nota per le iniziative periodiche in cui vengono coinvolti gli anziani. Dall’amministrazione di sostegno, d’altra parte, il ritorno a casa dell’anziano viene per il momento considerato “impraticabile”, perché l’abitazione sarebbe ora indebitamente occupata da alcuni degli imputati di circonvenzione di incapace, senza che ci sia – per il momento – un provvedimento di sgombero.

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