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Meloni starebbe lavorando sottobanco per piazzare il cognato al Viminale | Rec News dir. Zaira Bartucca Meloni starebbe lavorando sottobanco per piazzare il cognato al Viminale | Rec News dir. Zaira Bartucca

POLITICA

Meloni starebbe lavorando sottobanco per piazzare il cognato al Viminale

Una sciagura da sfruttare politicamente quella di Crotone – a destra come a sinistra – da usare, addirittura, per silurare il vicinissimo di Salvini Piantedosi e per piazzare un volto amico. Quello del cognato. Sul fuoco amico della premier Giorgia Meloni indirizzato a una coalizione ormai stretta e sulla strana uscita dal seminato del ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida – che per giorni ha cavalcato l’argomento migranti travalicando il suo ruolo – si era già soffermato Rec News negli scorsi giorni e ieri. Adesso a dare man forte alla tesi che circola in ambienti governativi da noi riportata e a possibili manovre sottobanco per promuoverlo a titolare del ministero dell’Interno, arriva anche un articolo del Riformista.

Lollobrigida anelerebbe a quel posto già da tempo, molto prima di essere preferito ad altri – forte della sua esperienza in commissioni e assessorati che con l’Agricoltura hanno poco a che vedere – per il ruolo di ministro della Sovranità alimentare e delle attività agricole. “Nei suoi sogni ci sono il Viminale e la Difesa”, scriveva a settembre dello scorso anno Il Foglio mentre l’esecutivo post-Draghi si stava per formare. Ora, la cognata sarebbe stata sfiorata dall’idea di approfittare del baillame mediatico dell’ultima settimana per fare in modo che il sogno si potesse finalmente realizzare. Anche perché un cognato in un ministero che conta è molto più gestibile di un prefetto che si ostina a parlare di leggi e di regolamenti che possono mettere in discussione l’arrivo del mezzo milione di migranti a cui lavorano i nuovi Fratelli d’Italia.

“Giorgia Meloni potrebbe esigere le dimissioni di Piantedosi e piazzare un suo fedelissimo al Ministero degli Interni. L’ipotesi circolava vorticosamente ieri in ambienti governativi. Il nome dato per probabile: Lollobrigida, il Supercognato, l’influente e sempre sgomitante marito della sorella Arianna”, scrivono dal Riformista. Chiara, e in parte già verificata, la contromossa, tutta in mano alla Lega: quella di blindare il numero uno del Viminale, che martedì riferirà alla Camera per difendere la tesi dell’assenza di responsabilità dirette da parte del suo dicastero.

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