E Conte introduce il sistema indiano delle Caste per decreto


Non sembra esserci solo la Cina nell’immaginario del premier. Con l’atto amministrativo del 18 ottobre – l’ennesimo – gli italiani si sentono un po’ come i “sudras” o i “dalit”, servi e oppressi che non hanno il diritto di fare attività e di partecipare alla vita pubblica



La conferenza stampa che Conte ha tenuto ieri in compagnia dell’immancabile Casalino è l’emblema di almeno due cose. La prima, la solitudine che sembra affliggere sempre più il premier, e che lo accompagna anche negli eventi istituzionali: gli spettatori si contavano infatti sulle dita di una mano, forse complici le restrizioni che dalla dichiarazione del presunto stato di emergenza hanno colpito anche gli accrediti dei giornalisti al sistema AMEI di Palazzo Chigi. Si direbbe che – arrivati a un certo punto – meno occhi e meno orecchie ci sono, meglio è.


Seconda cosa, l’impopolarità crescente dei Dpcm (nel PDF in basso, l’ultimo): all’annuncio della reintroduzione della figura del podestà di mussoliniana memoria – un nuovo tipo di sindaco autoritario chiamato a chiudere piazze e vie “a rischio assembramento”, uno sceriffo con lanciafiamme pronto contro la pretesa di divertirsi – primi cittadini, politici, gli stessi esponenti dell’Anci sono saltati dalla sedia.



Conte – è il senso di quanto hanno lamentato – vuole giocare allo scaricabarile. Vero o no, Palazzo Chigi in fase di ufficializzazione ha fatto marcia indietro, cancellando il riferimento ai sindaci. Ma quello che è rimasto nel nuovo Dpcm – l’ennesimo – è la strategie del “due pesi, due misure”, che da febbraio a oggi accompagna gli italiani e declassa – letteralmente – le fasce deboli e medie. Il modello sembra essere quello cinese, ma anche quello indiano e induista delle caste, dove alla base della piramide ci sono i “sudras” e i “dalit”, servi e oppressi senza diritti, proprio come gli italiani che – unici in Europa – si sono tenuti senza fiatare uno “stato di emergenza” quasi annuale. Semplificando:


  • I professionisti e i federati CONI hanno il diritto di svolgere competizioni sportive. I dilettanti e chi patecipa a gare amatoriali, no. Se ne desume che chi partecipa alla partita aziendale scapoli-ammogliati debba essere necessariamente più contagioso di un calciatore di Serie A;
  • Le fiere di carattere nazionale e internazionale sono consentite, le fiere di paese, le sagre a cui in genere partecipa la gente comune, no.
  • Le cerimonie pubbliche e istituzionali – quelle che riguardano i politici – si possono fare; le cerimonie che riguardano un evento come un matrimonio, sono fortemente limitate. Pensare che il premier è pugliese, e che al Sud trenta persone – numero che dovrebbe coincidere con la soglia massima di convenuti – si trovano sedute attorno a un tavolo la domenica.
  • Sul tema ristorazione ed esercizi commerciali, poi, si apre un mondo: il virus è nottambulo, si alza a mezzanotte ma solo in presenza di tavolini, è pericoloso dalle 18.01, ma solo per i bar con consumazione al bancone. Il virus è veicolato da chi mangia un panino fuori dal negozio dove lo ha acquistato, ma non dai runner della grande distrubuzione che hanno acquisito l’immunità per decreto, e possono pedalare anche dopo mezzanotte.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.