Periodico di Inchieste

Perché all’Italia il Mes non serve

di Denys Shevchenko

All’Italia non serve il Mes, perché l’indebitamento va contro la prima legge non scritta dell’economia, che pone la produttività al primo posto. Gualtieri è davvero al lavoro per far crescere l’economia di questo Paese? L’impressione è che la sua occupazione sia unicamente quella di pronunciare parole comode per tenere a bada gli imprenditori e i titolari di imprese e negozi che stanno scendendo in piazza ogni giorno. E’ passato un bel po’ di tempo dall’instaurazione di questo governo di scienziati, ma il risultato sono solo parole: il decreto Ristori non è altro che l’ennesima presa in giro.


Conte non fa altro che tentare di rinchiudere gli italiani ai domiciliari e promettere aiuti. In estate, intanto, ha dimenticato i problemi, e il virus sembrava sparito nel nulla. Ora, tornano i toni allarmistici e le promesse di aiuti. Ma a chi andranno questi aiuti? Solo a chi li ha già avuti, e addirittura a chi ha fatturati superiori ai 5 milioni. In Italia, intanto, c’è chi si trova in una situazione di povertà anche estrema.


Chi si trova con il locale chiuso, senza stipendio o relegato al telelavoro, non riesce a capire perché il virus a settembre era in vacanza, e ad ottobre – qualche giorno dopo – si è trasformato nella peste bubbonica. Il virus ormai è un organismo a sè: alle 18 va al bar (alle 17.59 no) e come principio si rinfocola dopo ogni nuovo Dpcm. Ma la realtà è un’altra. Per un anno intero con l’indebitamento verso l’Unione europea Conte e ministri hanno rovinato un Paese intero.


Ha rovinato le famiglie e il tessuto economico e ha destabilizzato la sicurezza nazionale e molto altro. E’ la persona giusta in un governo che fa ridere da piangere tutti quelli che hanno perso il lavoro, e che secondo lui devono accontentarsi di un piccolo aiuto provvisiorio dello Stato. Come si dice di un italiano che rovina Italia? Traditore? No. Avvocato che per grazia superiore è arrivato a governare. La mia opinione è che non si tratta del famoso virus, ma di giochi economici fatti per mettere in ginocchio un Paese intero, quindi è arrivato il momento di dire le cose come stanno.


Mes si o no? Il Mes è solo un prestito con molti vincoli. In tempo di crisi, è l’ultima cosa a cui si deve pensare, a meno che non si voglia rovinare tutta l’economia per un lunghissimo periodo. Si può prendere una somma e restituirla varie volte con gli interessi, ma in crisi è un gioco pericoloso. Aumentare il debito e impedire così la ripresa del Paese non ha senso, a meno che non si stia lavorando alla sua distruzione.


Nel pieno di una crisi bisogna pensare meglio. Chi ne capisce di economia sa che i soldi fanno altri soldi, ma mentre quelli dell’Italia vengono impiegati per investimenti all’estero o per finanziare altri Stati e organismi, la produttività italiana è ferma agli anni ’50: chiudere le attività è solo il colpo di grazia. Bisogna invece aprire, investire, creare. L’Italia ha bisogno di investimenti da parte dello Stato e dei pezzi forti dell’economia. Le aziende devono essere messe nelle condizioni di ripartire, e per farlo hanno bisogno di clienti che stiano in giro, non chiusi in casa, e di regimi fiscali agevolati.


Basta ballare per qualcuno in Europa. Ma se il governo non ha proprio idea di come fare senza l’Europa dei prestiti a scadenza per uscire dalla crisi economica, allora resta poco. Lasci il posto a chi è capace di fare senza distruggere. Bisogna sempre mettersi nei panni di imprenditori e investitori: mettendo la crisi sul tavolo, si può ragionare meglio. Bisogna sempre guardare le misure nell’ottica di un’uscita dalla crisi e del futuro che ci si può aspettare. Ci sono sempre varie strade, e valutarle tutte non è mai stato difficile, basta solo domandarsi “come” e “perché”.


La mia impressione è che ora l’unica strada sia staccarsi dall’euro e stampare una nuova valuta italiana. La crisi può essere un grande impedimento, o un buon momento. In questo stato di cose, l’Italia non ha nessuna prospettiva di crescita, o se ce l’ha è nel lunghissimo periodo. Certo una moneta autonoma italiana non va bene a chi ruba col cambio valuta, a chi fa concorrenza sleale con i prezzi e agli Stati membri che hanno molto più potere d’acquisto. Certo il valore della moneta va costruito, ma ci sono molte strade per raggiungere l’obiettivo. Peccato che un governo che lavora per gli altri e non per i cittadini, non valuterà mai una possibilità come questa.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio (Art.14) che è “inviolabile” come la libertà personale. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria (Art.13). Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi e manifestare in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc.) se non è previsto dalla legge, non dai Dpcm e dalle ordinanze. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convinzioni religiose o sociali. L’obiezione di coscienza è un diritto. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non decide da solo o con i tecnici, ma si confronta con il Parlamento.


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