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All’Italia non serve il Mes, perché l’indebitamento va contro la prima legge non scritta dell’economia, che pone la produttività al primo posto. Gualtieri è davvero al lavoro per far crescere l’economia di questo Paese? L’impressione è che la sua occupazione sia unicamente quella di pronunciare parole comode per tenere a bada gli imprenditori e i titolari di imprese e negozi che stanno scendendo in piazza ogni giorno. E’ passato un bel po’ di tempo dall’instaurazione di questo governo di scienziati, ma il risultato sono solo parole: il decreto Ristori non è altro che l’ennesima presa in giro.

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Conte non fa altro che tentare di rinchiudere gli italiani ai domiciliari e promettere aiuti. In estate, intanto, ha dimenticato i problemi, e il virus sembrava sparito nel nulla. Ora, tornano i toni allarmistici e le promesse di aiuti. Ma a chi andranno questi aiuti? Solo a chi li ha già avuti, e addirittura a chi ha fatturati superiori ai 5 milioni. In Italia, intanto, c’è chi si trova in una situazione di povertà anche estrema.

Chi si trova con il locale chiuso, senza stipendio o relegato al telelavoro, non riesce a capire perché il virus a settembre era in vacanza, e ad ottobre – qualche giorno dopo – si è trasformato nella peste bubbonica. Il virus ormai è un organismo a sè: alle 18 va al bar (alle 17.59 no) e come principio si rinfocola dopo ogni nuovo Dpcm. Ma la realtà è un’altra. Per un anno intero con l’indebitamento verso l’Unione europea Conte e ministri hanno rovinato un Paese intero.

Ha rovinato le famiglie e il tessuto economico e ha destabilizzato la sicurezza nazionale e molto altro. E’ la persona giusta in un governo che fa ridere da piangere tutti quelli che hanno perso il lavoro, e che secondo lui devono accontentarsi di un piccolo aiuto provvisiorio dello Stato. Come si dice di un italiano che rovina Italia? Traditore? No. Avvocato che per grazia superiore è arrivato a governare. La mia opinione è che non si tratta del famoso virus, ma di giochi economici fatti per mettere in ginocchio un Paese intero, quindi è arrivato il momento di dire le cose come stanno.

Mes si o no? Il Mes è solo un prestito con molti vincoli. In tempo di crisi, è l’ultima cosa a cui si deve pensare, a meno che non si voglia rovinare tutta l’economia per un lunghissimo periodo. Si può prendere una somma e restituirla varie volte con gli interessi, ma in crisi è un gioco pericoloso. Aumentare il debito e impedire così la ripresa del Paese non ha senso, a meno che non si stia lavorando alla sua distruzione.

Nel pieno di una crisi bisogna pensare meglio. Chi ne capisce di economia sa che i soldi fanno altri soldi, ma mentre quelli dell’Italia vengono impiegati per investimenti all’estero o per finanziare altri Stati e organismi, la produttività italiana è ferma agli anni ’50: chiudere le attività è solo il colpo di grazia. Bisogna invece aprire, investire, creare. L’Italia ha bisogno di investimenti da parte dello Stato e dei pezzi forti dell’economia. Le aziende devono essere messe nelle condizioni di ripartire, e per farlo hanno bisogno di clienti che stiano in giro, non chiusi in casa, e di regimi fiscali agevolati.

Basta ballare per qualcuno in Europa. Ma se il governo non ha proprio idea di come fare senza l’Europa dei prestiti a scadenza per uscire dalla crisi economica, allora resta poco. Lasci il posto a chi è capace di fare senza distruggere. Bisogna sempre mettersi nei panni di imprenditori e investitori: mettendo la crisi sul tavolo, si può ragionare meglio. Bisogna sempre guardare le misure nell’ottica di un’uscita dalla crisi e del futuro che ci si può aspettare. Ci sono sempre varie strade, e valutarle tutte non è mai stato difficile, basta solo domandarsi “come” e “perché”.

La mia impressione è che ora l’unica strada sia staccarsi dall’euro e stampare una nuova valuta italiana. La crisi può essere un grande impedimento, o un buon momento. In questo stato di cose, l’Italia non ha nessuna prospettiva di crescita, o se ce l’ha è nel lunghissimo periodo. Certo una moneta autonoma italiana non va bene a chi ruba col cambio valuta, a chi fa concorrenza sleale con i prezzi e agli Stati membri che hanno molto più potere d’acquisto. Certo il valore della moneta va costruito, ma ci sono molte strade per raggiungere l’obiettivo. Peccato che un governo che lavora per gli altri e non per i cittadini, non valuterà mai una possibilità come questa.

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Ha svolto gli studi presso il College professionale dell'Università Nazionale di Dnipropetrovsk, specializzandosi in Managment e Marketing (sviluppo economico-territoriale, ricerca di mercato, sviluppo nuovi prodotti, politica dei prezzi e distribuzione, pubblicità, pubbliche relazioni, sviluppo nuovi mercati e segmenti di mercato). Già manager Import/Export e appassionato di Economia. Per Rec News è Autore e si occupa del reperimento di fonti internazionali.

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Povero Fazzolari. Cosa non si fa per accaparrarsi la simpatia dell’Ue e del Pd (e per andare a tutti i costi al governo)

Il senatore meloniano e il futuro possibile governo dei surrogati dei migliori. Due regimi – quello di Conte e quello di Draghi – contro cui Fratelli d’Italia non ha fatto neppure un minuto di opposizione

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Povero Fazzolari. Cosa non si fa per accaparrarsi la simpatia dell'Ue e del Pd (e per andare a tutti i costi al governo) | Rec News dir. Zaira Bartucca

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L’errore dei partiti, la Flat tax e il futuro dell’Italia

di Denys Shevchenko

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L’economia italiana e le proposte deboli dei partiti, quasi tutte manchevoli di reali idee di crescita per il Paese. Non ci sono proposte concrete, non c’è rispetto per le esigenze e per le istanze dei cittadini. Si sentono troppi monologhi, mentre sarebbe importante scendere dal piedistallo e iniziare ad ascoltare. Questo potrebbe migliorare il rapporto tra la politica e un popolo sempre più disgustato e disilluso. Le parole si dimenticano, il rispetto no.

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Che dire poi della campagna elettorale e di tecnici sempre più improvvisati, che fanno commettere scivoloni grossolani pur essendo – in alcuni casi – lautamente retribuiti? Per me qualcosa non funziona. E se non funziona dall’inizio, come può funzionare nel momento in cui i partiti si troveranno a governare?

Non basta promettere di azzerare le tasse o parlare dell’aumento del potere d’acquisto se gli stipendi rimangono più bassi della media europea. L’azienda che viene agevolata dalla Flat Tax paga meno tasse, ma che fa per i lavoratori? Forse – non è sicuro – ne assume altri, ma per loro la situazione rimane la stessa, quindi è un regalo a una fetta troppo esigua di popolazione. In tempi di crisi si deve guardare all’aumento della produttività, ma anche con la tassa piatta il futuro imprenditore ci penserebbe mille volte prima di aprire un’attività. Certo, chi non rischia non saprà mai come andrà a finire.

Ma secondo me questa misura – che potrebbe essere promettente – continua ad avere delle debolezze che vanno sanate. Per farla funzionare, se quello è l’intento, ci vogliono moltissimi anni, oppure bisogna collegare un progetto di ampio respiro. Il punto però è che i tecnici spesso non sono in grado di vedere abbastanza avanti, oppure sono troppo restii ad accettare proposte.

Un’altra cosa che ho sentito è l’azzeramento dell’Iva sui prodotti alimentari. Per il cittadino forse è bello sentire una cosa del genere, ma nella pratica si crea un buco nell’economia nazionale. I soldi per sanarlo vanno trovati, e non possono essere cercati in uno strumento indebitante come il PNRR.

Il primo punto in agenda dovrebbe essere invece la creazione di nuove aziende su tutto il territorio nazionale. L’Italia deve essere unita e stretta attorno a questo proposito, con tutti i governatori di tutte le regioni, senza divisioni politiche. La politica, tanto brava a scendere a compromessi, dovrebbe trovare urgentemente un accordo per non far perire l’Italia. Esistono modi per creare lavoro in poco tempo e per sempre, anche guardando alla sostenibilità. Ho avuto già modo di parlare varie volte del mio progetto “Ragnatele”, pensato specificatamente per un territorio come l’Italia che ha bisogno di rialzarsi in fretta, perché in caso contrario rischia molto.

Concludo dicendo che gli italiani devono essere apprezzati e premiati per la loro pazienza infinita, e che va garantito loro un futuro migliore. Questo nessuno lo dice, e da come parlano certi politici si sente chiaramente che dei cittadini non gliene frega purtroppo niente. L’Italia è il Paese della bellezza, dove le decisioni spetteranno sempre ai cittadini. Se qualcuno pensa di prenderli in giro anche questa volta deve prepararsi al caos.

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Partiti e punti in programma, gli “up and down” della settimana

Le mance ai 18enni, la scuola tirata in ballo come un jolly, la Russia, il (presunto) attacco al sistema e la pandemia immaginaria: in questa tornata elettorale non manca davvero nulla, e c’è da immaginarsi che dal 25 settembre in poi tutti – indistintamente – avranno dimenticato le loro promesse. Intanto ecco cosa ci è piaciuto e cosa si potrebbe migliorare

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Partiti e punti in programma, gli "up and down" della settimana | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il vecchio trucco della sinistra di attaccare i partiti per mezzo di presunti scandali questa volta non funzionerà. Gli italiani sono stanchi delle parole e daranno credito solo a chi saprà concepire progetti concreti. Intanto è già corsa a chi si intesta lo slogan migliore e a chi si accaparra più simpatie elettorali riesumando vecchi cavalli di battaglia. Le mance ai 18enni, la scuola tirata in ballo come un jolly, la Russia, il (presunto) attacco al sistema e la pandemia immaginaria: in questa tornata elettorale non manca davvero nulla, e c’è da immaginarsi che dal 25 settembre in poi tutti – indistintamente – avranno dimenticato le loro promesse. Intanto ecco cosa mi è piaciuto e cosa si potrebbe migliorare.

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Un milione di alberi da piantare

La proposta di Berlusconi di piantare un milione di alberi sarebbe ottima se permettesse di creare nuovi posti di lavoro. Aumentare il verde delle città e collegare i centri a una rete di parchi – come ha detto recentemente – potrebbe diventare un progetto a lungo termine in grado di migliorare la salubrità dell’aria e la salute dei cittadini. Si può anche creare profitto dal verde e perfino dalle erbacce, ma questo è un altro argomento su cui mi soffermerò in futuro.

Flat Tax

La Flat Tax, la tassa fissa, dovrebbe davvero essere tale, invece oggi riguarda solo una piccolissima platea, mentre le partite Iva continuano a dover far fronte a un sacco di pagamenti. E’ una misura nata negli Stati Uniti dove funziona perfettamente, ma in Italia non può avere senso se non è collegata a un progetto economico-finanziario di ampio respiro.

Pensioni

Mille euro ai pensionati, alle mamme, alle nonne. Bene, ma il governo dove prenderà i soldi? L’economia senza investimenti non può durare. E’ giusto dare respiro agli italiani, ma bisogna prima spiegare come si vuole fare nel pratico. Spero che i politici non abbiano in mente nuove tasse. In Italia la disoccupazione è ai massimi storici, ma dov’è un progetto urgente per garantire l’innalzamento dei livelli occupazionali?

Rdc e stipendio minimo

Non basta più raccontare la favola che gli italiani non vogliono lavorare: la verità è che ci sono troppe tasse e gli stipendi sono troppo bassi per garantire un tenore di vita adeguato. Sto parlando di stipendi che possano dirsi tali e di nuovi posti di lavoro. Un’azienda italiana non può pagare meno di 1500 euro. Il reddito di cittadinanza serve a sopravvivere, non a vivere. Bisogna legiferare per stipendi minimi dignitosi e contemporaneamente garantire una base di aiuto per far fronte alle spese crescenti e al caro bollette. Questo permetterebbe di far girare più soldi: una persona che spende di più, aiuta le aziende e anche lo Stato.

Nazionalizzare le imprese e aiutare quelle che restano

Chi verrà dopo Draghi si deve ricordare che nazionalizzare non è un crimine, anzi. L’Italia è ormai stata spogliata di tutte le realtà produttive e chi andrà al governo dovrà operare una poderosa inversione di tendenza se vorrà rimanere saldo al suo posto. Basta affamare il territorio e basta incentivare gli esodi verso l’estero. Semmai bisogna fare il contrario, aiutando chi nonostante la crisi decide di rimanere in Italia e di riportare qui i capitali.

Infine, una preghiera

Per ultimo, basta cadere in provocazioni stupide, in litigi e in botta e risposta da asilo. Il tempo passa e alle tantissime famiglie in difficoltà serve un governo responsabile, un futuro migliore e la certezza di vivere in modo dignitoso.

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