Periodico di Inchieste

Come abbiamo verificato che dietro Gayburg c’è l’attivista Pietro Bruno


Il sito di disinformazione negli anni ha tenuto ben nascosto il responsabile, ma noi dopo lunghe ricerche lo abbiamo trovato. E, ovviamente, lo abbiamo querelato



Sulla rete nulla è mai abbastanza al riparo. Anzi, se un’informazione c’è, per quanto nascosta, si trova sempre. Magari ci vuole tempo, ma si trova. Rec News – tra tante scoperte belle che poteva fare – ne ha fatto una senz’altro utile: quella che riguarda l’intestatario del dominio www.gayburg.com. Un lavoro di cui potrà giovarsi anche chi come noi ha inoltrato denunce e querele rimaste lettera morta a causa delle irregolarità del sito. Lo stiamo per mettere a disposizione degli inquirenti, allegandolo alla querela contro noti. Il sito di disinformazione, del resto, si è preoccupato negli anni di tenere ben nascosta la proprietà del sito, e a buon ragione vista la mole di offese gratuite che propina quotidianamente, persino alla comunità lesbica o agli stessi gay che si differenziano da loro per prese di posizioni politiche. Oltre alla fuffa ricavata perfino dai tweet e dai mi piace – insomma – non c’è nulla di utile neppure per la comunità lgbt, che spesso si è addirittura dissociata dagli sfoggi di fanatismo e dagli eccessi rancorosi.



Il metodo di lavoro e la conferma

Come abbiamo fatto a scoprire l’identità dell’intestatario e dunque del responsabile degli articoli di Gayburg? Anzitutto abbiamo seguito una traccia, cioè la svista di un giornalista di Q Code che sui social invitava un attivista progressista a non pubblicare notizie false su Gayburg. A quel punto il nostro Denys Shevchenko, avvalendosi di strumenti OSINT (Open Source INTelligence) in forza alla nostra redazione, ha provveduto a confrontare e a incrociare i dati disponibili, in particolare le informazioni relative al dominio. Il risultato è che il certificato SSL – ef5364e442124cc22ac03fa3d64b9d18aecc9881 – del sito “Gayburg” risulta associato all’utenza telefonica (pubblicata nella sezione Elezioni Trasparenti dal Comune di Montalto Uffugo in concomitanza alle ultime amministrative) di tale Pietro Bruno, il cui nome è peraltro rivelato in chiaro sul programma che abbiamo utilizzato. A nome ottenuto avremmo dovuto risalire al “Pietro Bruno” di nostro interesse differenziandolo dagli omonimi, ma il tweet del giornalista di Q Code e le ammissioni dell’attivista nel corso di un’intervista (vedi articolo in alto) sono venute in nostro aiuto.


Pietro Bruno Montalto Uffugo Gayburg

Pietro Bruno Montalto Uffugo Gayburg

Pietro Bruno Montalto Uffugo Gayburg

Ma chi è il personaggio che si nasconde dietro Gayburg?

Pietro Bruno è un attivista progressista 25enne (compirà 26 anni a dicembre) della provincia di Cosenza. Sul sito di cui è responsabile non lesina critiche a chi ne sa molto più di lui, ma in realtà il suo CV è ben scarno. Titolare di una laurea triennale presso la facoltà di Scienze dell’amministrazione dell’Unical, tutto si ferma a questo, a un attestato di frequenza di un seminario promosso dall’Unione europea e a uno dell’UAAR, l’Unione degli atei e degli “agnostici razionalisti” che propone iniziative come lo “sbattezzo” che, in realtà, non si può praticare.


La desolante parentesi politica

Nel 2019 Bruno sfida l’invisibilità a cui è condannato e che forse motiva il suo astio: “Quando speri che qualcuno si giri a guardarti, ma non sia mai ti guardi. Nemmeno per sbaglio”, scrive su Twitter il 20 aprile 2018 dal profilo @Pietro__Bruno rimosso a seguito delle nostre richieste di chiarimento. Tra i tweet si scorgevano riferimenti ai “bambini intersex” o discussioni con altri utenti dove trapelavano tweet indirizzati a lui come “A sei anni sono consenzienti, è un dato di fatto”. Si candida alle amministrative di Montalto Uffugo, realtà depressa della Calabria da cui proviene anche l’ex governatore Pd Mario Oliverio. Si presenta tra le fila del Movimento Popolare progressista a sostegno dello sconfitto Ugo Gravina, racimolando appena 28 voti. Più o meno quelli presi da Mimmo Lucano. La sua parabola discendente, nonostante la giovane età, ricorda insomma quella dei sepolcri imbiancati descritti nel Vangelo, sempre pronti ad ammantarsi di apparenti giuste cause per poi nascondere, al loro interno, “ipocrisia e iniquità”. Una ipocrisia che oggi terminiamo di smascherare. Pensare che “Gayburg” ha negato in una decina di articoli di essere riconducibile a Pietro Bruno. Ora al “leprotto” di Montalto non restano che le figure barbine. Intanto, la responsabile di questo sito ha affidato al suo legale Luigi Fratini una querela contro noti per i 52 articoli diffamatori scritti sul suo conto e su quello di Rec News, a tutela della propria onorabilità e di quella della testata.



L’obbligatorietà dell’azione penale

In Italia l’obbligatorietà dell’azione penale è sancita dall’Articolo 112 della Costituzione (“L’azione penale è pubblica e il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitarla in conformità della legge, senza poterne sospendere o ritardare l’esercizio per ragioni di convenienza”). In pratica, denunce e querele danno impulso al lavoro dei pubblici ministeri, che non possono ignorare le richieste dei cittadini a propria discrezione. Questo articolo della Costituzione sta facendo in modo che da un lato la responsabile di Rec News sia indagata per il suo lavoro e per quello del sito sul sistema Riace, ma permette anche (inspiegabilmente) che le illazioni e le invettive di Gayburg siano rimaste – ad oggi – impunite. Ma ora, con la prima querela contro noti, non ci sono più scuse.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.