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Gayburg ha cambiato ad agosto (con il placet dell’hosting che lo ospita) il proprio certificato SSL prima della sua scadenza naturale. Il motivo è presto detto: lo scorso giugno Rec News ha smascherato chi si cela dietro al sito di diffamazioni sistematiche perpetrate a danno di politici, giornalisti, opinionisti, influencers, esponenti del mondo dell’associazionismo e perfino semplici cittadini che esprimono un’opinione all’interno dei propri profili personali.

Le ricerche hanno condotto a tale Pietro Bruno, 26enne neo-laureato che ha provato a presentarsi alle ultime amministrative di Montalto Uffugo (portando a casa una manciata di voti), i cui dati sono stati pubblicati nella sezione Trasparenza dello stesso Municipio. L’utilizzo di programmi OSINT, ci ha permesso di accertare che fino a qualche mese fa il certificato SSL fosse inequivocabilmente associato all’utenza telefonica di Pietro Bruno (in alto, nella foto). Adesso, invece, il certificato SSL risulta essere un altro, ma questo non cancella il fatto che Pietro Bruno sia risultato il proprietario del dominio e dunque il responsabile materiale del sito.

Un aspetto che tuttora non è stato smentito dal sito, che pure continua a parlare di “bufala” senza addurre motivazioni plausibili e senza dichiarare il proprio responsabile (come previsto dalla legge vigente). La presenza di pubblicità, implica inoltre l’iscrizione al ROC – il registro degli operatori della Comunicazione – e la pubblicazione del relativo codice numerico. L’universo arcobaleno più estremista si configura sempre più come una élite che si considera intoccabile, e che crede di poter stare al di sopra delle regole e delle leggi. Altro che discriminazioni.

Gayburg cambia il certificato SSL. Cosa ha da nascondere? | Rec News dir. Zaira Bartucca
Gayburg cambia il certificato SSL. Cosa ha da nascondere? | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il fatto che il certificato sia stato cambiato, inoltre, sembra essere un’ammissione in piena regola. Uno dei tipici casi in cui la toppa è peggio del buco.

FREE SPEECH

Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: “Ambito penale”

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Verna: “Fatti così come descritti sarebbero deplorevoli”. Il Garante: doglianze riguardano contenuti lesivi del diritto alla reputazione e del diritto all’immagine”

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Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: "Ambito penale" | RN dir Zaira Bartucca

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha risposto alla richiesta di parere che il direttore di Rec News Zaira Bartucca ha inviato in data 19 marzo 2021, in cui si chiedeva all’organismo un ragguaglio su Gayburg. Il sito dal 2018 colpisce con cadenza quotidiana o pressoché quotidiana la giornalista tramite articoli falsi, calunniatori e diffamatori. Scrive il presidente dell’Odg Carlo Verna: “Con riferimento alla sua in oggetto, rappresentiamo che le competenze del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti sono stabilite dalla legge istitutiva n.69/1963 e in particolare dagli artt. 20 e 21-bis. Non rientra tra queste quanto da Lei richiesto”. Il direttore di Rec News, in particolare, chiedeva lumi circa i criteri di notiziabilità che i contenuti definiti di informazione devono avere, in considerazione del fatto che le invettive di Gayburg appaiano prive della forma, dei requisiti e della sostanza per essere definiti “notizie”. Allo stesso modo, si chiedeva la verifica della presenza dei titoli necessari per esercitare attività giornalistica da parte dell’autore di Gayburg, che continua a nascondersi dietro un comodo e strumentale anonimato e che presenta il prodotto delle sue farneticazioni come “informazione, attualità, cultura e notizie”.

Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: "Ambito penale" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Pertanto – prosegue il presidente Verna – la invitiamo a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti di competenza sui fatti che così come da Lei descritti sarebbero deplorevoli (…) Spiacenti di non poterLe essere maggiormente d’aiuto, le porgiamo distinti saluti”. Indirizzando l’iscritta verso l’ordine regionale di competenza per l’esercizio di tutte le tutele necessarie, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha parlato dunque di “Autorità Giudiziaria”, allineandosi in tal modo alle considerazioni del Garante per la Privacy, destinatario, oltre che della richiesta di parere, di un reclamo inviato negli scorsi mesi.

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Scrive il Dipartimento Libertà di Manifestazione dei Pensiero e Cyberbullismo del Garante per la Privacy: “Con riferimento alla segnalazione trasmessa dalla S.V. in data 10 gennaio 2021 ed alle successive integrazioni, si rappresenta che, sulla base degli elementi forniti, la questione rappresentata appare più propriamente riconducibile all’ambito penale, tenuto conto che le doglianze manifestate riguardano essenzialmente contenuti lesivi del diritto alla reputazione e del diritto all’immagine”. Proprio per tutelare la propria immagine e reputazione e quella della sito che dirige, il direttore di Rec News in data 2 aprile 2021 ha personalmente sporto un’altra querela presso un Comando della Legione Carabinieri contro il sito Gayburg e contro il sig. Pietro Bruno, in qualità di intestatario accertato del dominio al 2020. I contenuti violenti, in grado di incitare all’odio di genere, falsi, diffamatori e calunniatori caratterizzati anche dall’utilizzo di immagini controverse rimessi alle disponibilità delle Forze dell’Ordine (e in parte richiamati anche tramite le precedenti querele depositate presso la Procura della Repubblica di Roma), sono fino a questo momento 207. Per ogni singolo articolo, in apportuna sede, si provvederà a chiedere il risarcimento per i danni causati.

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LGBT DIKTAT

“Favole” gender in fascia protetta, è bufera sulla Rai

L’associazione Pro Vita: “Pomeriggio di volgarità e messaggi scandalosi. Così si calpesta il diritto dei bambini ad essere tutelati dall’esposizione a temi osceni”

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"Favole" gender in fascia protetta, è bufera sulla Rai | Rec News dir. Zaira Bartucca
Comunicato stampa

“Pinocchio è un essere ermafrodito e non è un uomo? Da mamma chioccia a mamma degenere Rai. Alessandro Cecchi Paone e l’ospite in collegamento, la scrittrice Emma Dante, attraverso la rilettura delle favole in salsa Lgbtqi+ sono riusciti a veicolare volgarità, messaggi scandalosi e teoria del gender nel pomeriggio di Raiuno, calpestando il diritto dei bambini ad essere tutelati dall’esposizione a temi osceni”: è la nota di Pro Vita & Famiglia onlus, dopo la rivisitazione delle fiabe in fascia pomeridiana andata in onda sulla Rai durante la trasmissione pomeridiana Oggi è un altro giorno condotta da Serena Bortone.

“Deve finire questo sperpero di soldi dei contribuenti per fare pubblicità all’ideologia gender. Ci mancava la bella addormentata femminista e in chiave saffica per farci capire definitivamente che la Rete ammiraglia ormai è spudoratamente arcobaleno e non ha più pudore né remore né rispetto di chi le paga il canone. La Commissione di Vigilanza non ha nulla da dire? Si è trattato di una vergognosa forma di indottrinamento, senza alcun contraddittorio, e sulle pelle di minori esposti a oltraggiosi messaggi” ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita & Famiglia.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Pedopornografia, l’allarme di un politico: “Le mie figlie esposte da gente malata”

Il racconto: “Morbosità verso bambine, ambito criminale e gente impunita”. Il sito che trasforma le minorenni in oggetti idealmente alla mercé di malintenzionati

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Pedopornografia, l'allarme di un politico: "Le mie figlie esposte da gente malata" | Rec News dir Zaira Bartucca

“Quelle parole individuano un immaginario estremamente pericoloso, violento e pedopornografico tipico di chi ha scritto questo testo. E’ un immaginario pericolosissimo perché, ripeto, pedopornografico. (…) Di fronte a che grado di malattia ci troviamo? Qui stiamo parlando di malattia e di morbosità verso bambine”.

Una delle immagini utilizzate dal sito, che ritrae una bimba incinta

“L’espressione “siano usate come vacche da monta” come può emergere senza un immaginario malato? (…) Non siamo più nell’ambito “ignoro”, qui siamo in un ambito criminale. Qui siamo in un contesto in cui i signori che scrivono queste frasi da anni inpunemente sono imbevuti di cultura pedopornografica”.

Sono alcuni dei passaggi di un’intervista che Mario Adinolfi ha rilasciato a Rec News, che si può leggere integralmente cliccando in basso.

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