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Sulla rete nulla è mai abbastanza al riparo. Anzi, se un’informazione c’è, per quanto nascosta, si trova sempre. Magari ci vuole tempo, ma si trova. Rec News – tra tante scoperte belle che poteva fare – ne ha fatto una senz’altro utile: quella che riguarda l’intestatario del dominio di Gayburg. Il sito di falsità e disinformazione si è preoccupato negli anni di tenere ben nascosta la proprietà del sito, e a buon ragione vista la mole di offese gratuite che propina quotidianamente, persino alla comunità lesbica o agli stessi gay che hanno posizioni politiche diverse dal suo gestore. Molti, inoltre, gli esponenti della comunità lgbt che si sono spesso dissociati dagli sfoggi di fanatismo e dagli eccessi rancorosi.

Il metodo di lavoro e la conferma

Come abbiamo fatto a scoprire l’identità dell’intestatario e dunque del responsabile degli articoli di Gayburg? Anzitutto abbiamo seguito una traccia, cioè la svista di un giornalista di Q Code che sui social invitava un attivista progressista a non pubblicare notizie false su Gayburg. Intanto il nostro Denys Shevchenko, avvalendosi di strumenti OSINT (Open Source INTelligence) in forza alla nostra redazione, ha provveduto a confrontare e a incrociare i dati disponibili, in particolare le informazioni relative al dominio. Il risultato è che il vecchio certificato SSL – ef5364e442124cc22ac03fa3d64b9d18aecc9881 – del sito “Gayburg” (poi cambiato prima della sua scadenza naturale) risulta associato proprio all’utenza telefonica (pubblicata nella sezione Elezioni Trasparenti dal Comune di Montalto Uffugo in concomitanza alle ultime amministrative) di tale Pietro Bruno, il cui nome è rivelato in chiaro sul programma che abbiamo utilizzato.

Come abbiamo verificato che dietro Gayburg c'è tale Pietro Bruno | Rec News dir. Zaira Bartucca
Come abbiamo verificato che dietro Gayburg c'è tale Pietro Bruno | Rec News dir. Zaira Bartucca
Come abbiamo verificato che dietro Gayburg c'è tale Pietro Bruno | Rec News dir. Zaira Bartucca

Ma chi è il personaggio che si nasconde dietro Gayburg?

Pietro Bruno è un 26enne della provincia di Cosenza. Sul sito a cui è collegato non lesina critiche a chi ne sa molto più di lui, ma in realtà il suo CV è ben scarno. Titolare di una laurea triennale presso la facoltà di Scienze dell’amministrazione dell’Unical, tutto si ferma a questo, a un attestato di frequenza di un seminario promosso dall’Unione europea e a uno dell’UAAR, l’Unione degli atei e degli “agnostici razionalisti” che propone iniziative come lo “sbattezzo” che, in realtà, non si può praticare.

La desolante parentesi politica

Nel 2019 Bruno sfida l’invisibilità a cui è condannato e che forse motiva il suo astio: “Quando speri che qualcuno si giri a guardarti, ma non sia mai ti guardi. Nemmeno per sbaglio”, scrive su Twitter il 20 aprile 2018 dal profilo @Pietro__Bruno rimosso a seguito delle nostre richieste di chiarimento. Tra i tweet si scorgevano riferimenti ai “bambini intersex” o discussioni con altri utenti dove trapelavano tweet indirizzati a lui come “A sei anni sono consenzienti, è un dato di fatto”. Si candida alle amministrative di Montalto Uffugo, realtà depressa della Calabria da cui proviene anche l’ex governatore Pd Mario Oliverio. Si presenta tra le fila del Movimento Popolare progressista a sostegno dello sconfitto Ugo Gravina, racimolando appena 28 voti. La responsabile di questo sito ha sporto diverse querele per gli oltre 160 articoli diffamatori scritti sul suo conto e su quello di Rec News, a tutela della propria onorabilità e di quella della testata.

FREE SPEECH

Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: “Ambito penale”

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Verna: “Fatti così come descritti sarebbero deplorevoli”. Il Garante: doglianze riguardano contenuti lesivi del diritto alla reputazione e del diritto all’immagine”

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Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: "Ambito penale" | RN dir Zaira Bartucca

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha risposto alla richiesta di parere che il direttore di Rec News Zaira Bartucca ha inviato in data 19 marzo 2021, in cui si chiedeva all’organismo un ragguaglio su Gayburg. Il sito dal 2018 colpisce con cadenza quotidiana o pressoché quotidiana la giornalista tramite articoli falsi, calunniatori e diffamatori. Scrive il presidente dell’Odg Carlo Verna: “Con riferimento alla sua in oggetto, rappresentiamo che le competenze del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti sono stabilite dalla legge istitutiva n.69/1963 e in particolare dagli artt. 20 e 21-bis. Non rientra tra queste quanto da Lei richiesto”. Il direttore di Rec News, in particolare, chiedeva lumi circa i criteri di notiziabilità che i contenuti definiti di informazione devono avere, in considerazione del fatto che le invettive di Gayburg appaiano prive della forma, dei requisiti e della sostanza per essere definiti “notizie”. Allo stesso modo, si chiedeva la verifica della presenza dei titoli necessari per esercitare attività giornalistica da parte dell’autore di Gayburg, che continua a nascondersi dietro un comodo e strumentale anonimato e che presenta il prodotto delle sue farneticazioni come “informazione, attualità, cultura e notizie”.

Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: "Ambito penale" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Pertanto – prosegue il presidente Verna – la invitiamo a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti di competenza sui fatti che così come da Lei descritti sarebbero deplorevoli (…) Spiacenti di non poterLe essere maggiormente d’aiuto, le porgiamo distinti saluti”. Indirizzando l’iscritta verso l’ordine regionale di competenza per l’esercizio di tutte le tutele necessarie, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha parlato dunque di “Autorità Giudiziaria”, allineandosi in tal modo alle considerazioni del Garante per la Privacy, destinatario, oltre che della richiesta di parere, di un reclamo inviato negli scorsi mesi.

Gayburg, Odg e Garante per la Privacy rispondono: "Ambito penale" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Scrive il Dipartimento Libertà di Manifestazione dei Pensiero e Cyberbullismo del Garante per la Privacy: “Con riferimento alla segnalazione trasmessa dalla S.V. in data 10 gennaio 2021 ed alle successive integrazioni, si rappresenta che, sulla base degli elementi forniti, la questione rappresentata appare più propriamente riconducibile all’ambito penale, tenuto conto che le doglianze manifestate riguardano essenzialmente contenuti lesivi del diritto alla reputazione e del diritto all’immagine”. Proprio per tutelare la propria immagine e reputazione e quella della sito che dirige, il direttore di Rec News in data 2 aprile 2021 ha personalmente sporto un’altra querela presso un Comando della Legione Carabinieri contro il sito Gayburg e contro il sig. Pietro Bruno, in qualità di intestatario accertato del dominio al 2020. I contenuti violenti, in grado di incitare all’odio di genere, falsi, diffamatori e calunniatori caratterizzati anche dall’utilizzo di immagini controverse rimessi alle disponibilità delle Forze dell’Ordine (e in parte richiamati anche tramite le precedenti querele depositate presso la Procura della Repubblica di Roma), sono fino a questo momento 207. Per ogni singolo articolo, in apportuna sede, si provvederà a chiedere il risarcimento per i danni causati.

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LGBT DIKTAT

“Favole” gender in fascia protetta, è bufera sulla Rai

L’associazione Pro Vita: “Pomeriggio di volgarità e messaggi scandalosi. Così si calpesta il diritto dei bambini ad essere tutelati dall’esposizione a temi osceni”

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"Favole" gender in fascia protetta, è bufera sulla Rai | Rec News dir. Zaira Bartucca
Comunicato stampa

“Pinocchio è un essere ermafrodito e non è un uomo? Da mamma chioccia a mamma degenere Rai. Alessandro Cecchi Paone e l’ospite in collegamento, la scrittrice Emma Dante, attraverso la rilettura delle favole in salsa Lgbtqi+ sono riusciti a veicolare volgarità, messaggi scandalosi e teoria del gender nel pomeriggio di Raiuno, calpestando il diritto dei bambini ad essere tutelati dall’esposizione a temi osceni”: è la nota di Pro Vita & Famiglia onlus, dopo la rivisitazione delle fiabe in fascia pomeridiana andata in onda sulla Rai durante la trasmissione pomeridiana Oggi è un altro giorno condotta da Serena Bortone.

“Deve finire questo sperpero di soldi dei contribuenti per fare pubblicità all’ideologia gender. Ci mancava la bella addormentata femminista e in chiave saffica per farci capire definitivamente che la Rete ammiraglia ormai è spudoratamente arcobaleno e non ha più pudore né remore né rispetto di chi le paga il canone. La Commissione di Vigilanza non ha nulla da dire? Si è trattato di una vergognosa forma di indottrinamento, senza alcun contraddittorio, e sulle pelle di minori esposti a oltraggiosi messaggi” ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita & Famiglia.

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CONTRASTO PEDOFILIA

Pedopornografia, l’allarme di un politico: “Le mie figlie esposte da gente malata”

Il racconto: “Morbosità verso bambine, ambito criminale e gente impunita”. Il sito che trasforma le minorenni in oggetti idealmente alla mercé di malintenzionati

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Pedopornografia, l'allarme di un politico: "Le mie figlie esposte da gente malata" | Rec News dir Zaira Bartucca

“Quelle parole individuano un immaginario estremamente pericoloso, violento e pedopornografico tipico di chi ha scritto questo testo. E’ un immaginario pericolosissimo perché, ripeto, pedopornografico. (…) Di fronte a che grado di malattia ci troviamo? Qui stiamo parlando di malattia e di morbosità verso bambine”.

Una delle immagini utilizzate dal sito, che ritrae una bimba incinta

“L’espressione “siano usate come vacche da monta” come può emergere senza un immaginario malato? (…) Non siamo più nell’ambito “ignoro”, qui siamo in un ambito criminale. Qui siamo in un contesto in cui i signori che scrivono queste frasi da anni inpunemente sono imbevuti di cultura pedopornografica”.

Sono alcuni dei passaggi di un’intervista che Mario Adinolfi ha rilasciato a Rec News, che si può leggere integralmente cliccando in basso.

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