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OPINIONI

Anniversario dell’Unità d’Italia, cosa accadde 161 anni fa e perché oggi c’è ben poco da festeggiare

Dal Regno di Sardegna la legge storica che proclamò la nascita di un altro Regno. Poi i passi che portarono alla nascita dello Stato vero e proprio. La strada da fare, però, è ancora tanta, soprattutto se si pensa ai diritti recentemente negati

Anniversario dell'Unità d'Italia, cosa accadde 161 anni fa e perché oggi c'è ben poco da festeggiare | Rec News dir. Zaira Bartucca

La data di oggi, il 17 marzo, coincide con l’Anniversario dell’Unità d’Italia (soprattutto dopo i festeggiamenti del centocinquantenario del 2011), ma pochi ricordano quali sono stati gli eventi che hanno portato a quella che si chiama Unità. Messa da parte la controversia strumentale ancora attuale che riguarda il Meridione, dimenticato (ma solo per un attimo) lo sterminio di massa e le ruberie subite dal Sud occultati e mai ammessi dalle Istituzioni (nemmeno dal presidente della Repubblica che è siciliano), è il caso di concentrarsi sulla ricorrenza in sé per sé, quella che coincide con la proclamazione del Regno d’Italia.

Tutto partì dal Regno di Sardegna sabaudo e dalla promulgazione della legge numero 4671 con cui Vittorio Emanuele II assunse la carica di sovrano del Regno d’Italia. Nel 2012 una legge individuerà – paradossalmente – l’evento come simbolo dell’Unità d’Italia, che in quel momento era ancora monarchica. Per l’Unità vera e propria – progetto inizialmente nato sotto la spinta francese e dei potentati occulti dell’epoca (non a caso il Tricolore ricalca quello francese, dove al posto del verde c’è il blu), bisognerà tuttavia aspettare l’annessione di diverse zone (nella cartina, in basso). Il lavoro da fare per giungere allo Stato per come lo conosciamo, anche a quel punto sarà ancora tanto: solo l’istituzione del Paramento e la Costituzione del 1948 nata dallo Statuto Albertino – negli ultimi due anni ignorata, martoriata e vilipesa come non mai – pone formalmente l’Italia al livello del resto delle (cosiddette) democrazie.

Oggi si festeggia anche la Carta Costituzionale, ma il riconoscimento di quanto contiene in termini di diritti garantiti non è mai stato così lontano. Mentre Mattarella si è appellato agli “ideali di libertà e democrazia”, l’Italia è ancora ostaggio di strumenti vessatori e anticostituzionali come il Green Pass, troppo occupata ad identificare la Russia come una dittatura per vedere il regime che vige in casa propria. Troppo risoluta, in poche parole, a guardare alla trave che è nel suo occhio.

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