OPINIONI
Nemmeno gli atleti disabili sfuggono alla furia cieca dei democratici e pacifisti a fasi alterne
Gli stessi comitati sportivi che parlano tanto di integrazione e di inclusione hanno chiuso la porta in faccia a degli atleti che hanno un’unica colpa: essere russi
Dopo i direttori d’orchestra, gli allenatori e i cantanti, alla furia cieca dei democratici e pacifisti a fasi alterne non sono sfuggiti neppure gli atleti disabili che si erano classificati alle Paralimpiadi Invernali di Pechino 2022, esclusi dalle competizioni dal Comitato Paralimpico Internazionale. Anni e anni di duro lavoro cestinati per volontà politiche. Ebbene sì, gli stessi comitati sportivi che parlano tanto di integrazione e di inclusione, hanno chiuso la porta in faccia a degli atleti che hanno un’unica colpa: essere russi. Essere nati a Mosca o a San Pietroburgo, essere sotto una determinata bandiera. Dopo il Green Pass, un altro momento di discriminazione estrema segna il 2022 e lo avvicina ancora di più a uno scenario da seconda guerra mondiale. Una volta il nemico comodo e sempre e comunque era ebreo, oggi è russo.
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