Periodico di Inchieste

TSO Ravanusa, che fine ha fatto Luciana Lamorgese?


Il ministro dell’Interno, sollecitato da due interrogazioni parlamentari provenienti da due diverse forze politiche, resta silente



Che fine ha fatto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per quanto riguarda Dario Musso, il ragazzo di Ravanusa sottoposto a TSO dopo aver espresso la sua opinione sul coronavirus? Di sicuro se lo domandano partiti e Gruppi che al suo indirizzo hanno inviato delle interrogazioni a risposta scritta nelle due Camere, ma senza ricevere cenno.


“Non c’erano pericoli o rischi nel comportamento di Musso”

La prima, come abbiamo scritto, è stata quella della deputata del Gruppo Misto Sara Cunial, e a questa si è aggiunta lo scorso 13 maggio quella a firma dei senatori della Lega Armando Siri e Raffaella Marin, che all’inizio dell’istanza hanno esposto la vicenda. “In una località in provincia di Agrigento, il 2 maggio 2020 un uomo è stato fermato dalle forze dell’ordine dopo aver girato per la città nella sua automobile incitando le persone con un megafono a non rispettare le disposizioni previste per il contenimento del contagio da COVID-19 e affermando l’assenza della pandemia. Tale comportamento potrebbe essere definito da alcuni come provocatorio, da altri come irresponsabile. Tuttavia, in nessun caso l’episodio potrebbe essere definito come pericoloso, né tantomeno rischioso”.


La Sicilia tra le regioni meno colpite dal “contagio”. In provincia di Agrigento i dati più confortanti

“La Sicilia – puntualizzano Siri e Marin – risulta essere tra le regioni meno colpite dal contagio in proporzione al numero degli abitanti e le statistiche riguardanti in particolare la provincia di Agrigento, registrano i dati più confortanti dell’intera regione con zero ricoverati e un solo decesso dall’inizio dell’epidemia”. Eppure “l’uomo, dopo essere stato ammanettato, è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, disposto dal sindaco su richiesta delle autorità sanitarie. Sebbene il sindaco abbia parlato di “segnali pregressi di instabilità mentale”, dal video che circola sul web dei momenti che precedono il fermo, l’uomo sembra molto calmo, presente a sé stesso e lucido nel manifestare il suo pensiero e le ragioni di un gesto tanto plateale quanto pacifico”.


TSO ammissibile solo per casi limite. La libertà di parola? Tutelata dall’Art.21 della Costituzione

“Il TSO – chiariscono i senatori – è ammissibile esclusivamente in caso di urgenza clinica e motivata necessità, legittimato dalla seria necessità di tutelare la salute e la sicurezza individuale e pubblica”, tanto più che “l’articolo 21 della Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Pertanto, se può essere giustificabile un intervento delle forze dell’ordine per le modalità con le quali l’uomo si stava esprimendo, appare assolutamente incomprensibile e lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti che l’uomo sia stato sottoposto a TSO e, secondo i filmati, sedato appena uscito dall’automobile”.


Le iniziative volte ad assicurare il consenso e la partecipazione di chi è sottoposto a TSO

“La legge 23 dicembre 1978, n. 833, articolo 33 comma 2 – è quanto ricordano i firmatari dell’interrogazione rivolta a Lamorgese – dispone che negli accertamenti e nei trattamenti sanitari obbligatori siano rispettati la dignità della persona e i diritti civili e politici garantiti dalla Costituzione. Il medesimo articolo, al comma 3, prevede che gli accertamenti e i trattamenti siano disposti con provvedimento del sindaco su proposta di un medico e al comma 5 prevede che gli accertamenti e i trattamenti sanitari obbligatori debbano essere accompagnati da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione da parte di chi ve ne è obbligato”.


I giorni del ricovero. La posizione del sindaco

“L’uomo è stato ricoverato per giorni all’ospedale di Canicattì, nonostante la denuncia del suo avvocato per illegittimità del provvedimento e per difetti di motivazione degli atti. Dalla registrazione della telefonata con la sua famiglia si evince chiaramente che il paziente è sotto l’effetto di sedativi e palesa evidenti difficoltà di espressione. Interpellato dagli organi di stampa, il sindaco della città che ha disposto il TSO – ricordano i due esponenti della Lega – ha giustificato la sua scelta adducendo la seguente motivazione: In passato l’uomo si era reso protagonista di azioni che hanno messo in allarme la comunità e si era scagliato contro un carabiniere che lo aveva fermato in un posto di controllo e lui aveva bruciato la carta di identità.


La decisione assunta sulla base di accadimenti passati

“Nei fatti, dunque – chiariscono Siri e Marin – si deduce che non vi è stato accertamento delle condizioni di salute mentale dell’uomo nell’episodio in questione, non vi è stato parimenti adeguato accertamento della sua reale o presunta pericolosità al momento dell’evento, ma è stata assunta una decisione di tale portata solo sulla base di accadimenti passati riconducibili più a comportamenti volti alla disobbedienza civile e pacifica che non alla manifestazione di disturbi psichiatrici. Quanto accaduto – spiegano – sta sollevando molte proteste da parte di persone indignate e addirittura spaventate dalla palese violazione dei diritti costituzionalmente garantiti e dalla scelta arbitraria di sottoporre un uomo a TSO”.


“Si può derogare la libertà di espressione? Ci sono limiti entro cui stare per non rischiare di subire un TSO?”

“Da qui la richiesta di “sapere se siano previsti casi specifici in cui può essere derogata la garanzia del diritto alla manifestazione libera e pacifica del proprio pensiero, ex articolo 21 della Costituzione, e quale sia il limite entro cui una persona può esprimere la propria opinione senza rischiare di essere sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio”. Domande retoriche che tuttavia non chiamano fuori Lamorgese e i responsabili a vario titolo. Ma, se i secondi almeno hanno dato una loro versione, il ministro dell’Interno ancora ritiene di non dover rispondere.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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