Lucano visita la tomba di Becky Moses. Ma perché bloccò la sua salma per più di quattro mesi?


L’ex sindaco di Riace decise che il corpo carbonizzato della povera 26enne dovesse restare per mesi e mesi nella sala Morgue dell’ospedale di Polistena, nonostante i solleciti. Oggi omaggia quel loculo realizzato in ritardo per colpa dell’autorizzazione che non voleva dare



Mimmo Lucano – l’ex sindaco di Riace condannato a 13 anni e due mesi di carcere per associazione a delinquere, peculato, truffa allo Stato, truffa per erogazioni pubbliche e falso in atto pubblico – ha recentemente visitato la tomba di Becky Moses, come riporta la stampa locale. Chi era Becky? Per chi non avesse ancora avuto modo di conoscere la sua storia drammatica, era la ragazza nigeriana appena 26enne trovata morta – riportano le cronache – nel rogo sviluppato nel campo di San Ferdinando.


Becky, stando a quanto afferma una testimone oculare che la conosceva di persona che abbiamo raggiunto tempo fa, era giunta a Riace credendo alla favola dell’accoglienza, ma lì più che aiuto aveva trovato Lemlem Tesfahun e le sue volontà lapidarie e insindacabili. Quanto decideva Lemlem – compagna di Lucano – non poteva essere discusso, e lei aveva deciso che per Becky non c’erano progetti solidali. “Cacciata” e in difficoltà estrema, era dunque giunta nel campo di San Ferdinando, dove ha trovato la morte.



Un decesso su cui tuttora non è stata fatta luce, nonostante i tentativi. Ma perché Mimmo Lucano (che all’epoca della morte della giovane era sindaco di Riace) lasciò il corpo carbonizzato della povera Becky per almeno quattro mesi nella cella frigo della sala Morgue dell’ospedale di Polistena senza autorizzarne il trasferimento e dunque la tumulazione? Abbiamo sollevato varie volte questo quesito, basandoci su due documenti pubblicati in esclusiva, cioè due relazioni dell’Asp di Polistena del 13 aprile e del 14 maggio 2020, ma ad oggi non ci sono risposte. Oggi – paradossalmente, richiamo della coscienza o meno, Lucano va a rendere omaggio a un corpo che ha trovato degna sepoltura quattro mesi più tardi del previsto, e proprio in forza della sua volontà di non autorizzarne il trasferimento.





La giovane nigeriana, infatti, è stata tumulata dopo mesi e mesi di dimenticanza, quando Lucano ha deciso che era abbastanza e che addirittura la volontà di seppellirla andasse pubblicizzata perché – riporta un articolo online – “ha voluto che la propria amministrazione si facesse carico delle spese di un rito funerario formale e solenne”. Ma perché, allora, non lo ha fatto prima, sollecitato com’era dai dirigenti dell’Asp, e soprattutto perché sulla vicenda di Becky Moses dopo tre anni non è stata ancora fatta chiarezza?

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