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Che cos’è il Transumanesimo o Transumanismo? Per alcuni è un “movimento culturale”, per altri una setta piuttosto estesa che ha pervaso i vertici delle istituzioni, delle aziende e di molte realtà associative. Si tratta di gente convinta del fatto che la vecchiaia e le malattie – perfino la morte – si possano “contrastate” a suon di chip impiantati sotto la cute, di nanobot e di terapie ibride, cioè modificatori genici ingegnerizzati. Sono, in parole povere, i veri complottisti, coloro i quali hanno visto troppi film di fantascienza e ora credono a un futuro fatto di cyborg, di controllo mentale esteso, di cervelli formattati manco fossero un hard-disk. Per capire quanto questa realtà si stia pericolosamente diffondendo (anche in Italia) è sufficiente leggere questo articolo del Fondo di Assistenza Integrativa Previdir, associato nientemeno che a Confindustria. La scusa, come sempre, è la “medicina”, la possibilità di evitare le malattie e di potenziare l’attuale (per loro misera e limitata) condizione umana. Il covid? Non è menzionato, ma di certo ha rappresentato un’occasione ghiotta per i signori delle macchine, che grazie ai modificatori genici e alla digitalizzazione forzata hanno sdoganato tutto un sottobosco che “altrimenti ci avrebbe messo dieci anni a svilupparsi” (cit. Cingolani).

Insomma, dall’Agenda 2030 al B20, dagli esperimenti di Neuralink ai nanobot che pascolano all’interno della vescica di un roditore, qualcuno vorrebbe non ci si stupisse più di niente. Si collochi o meno nell’ambito di queste trovate limite, anche la startup milanese Userbot s.r.l. ha pensato di dare il suo contributo in perfetto stile transumanista. L’azienda la sua idea la esprime subito in un comunicato di presentazione: le persone o non servono più o non sono in grado di reggere (secondo loro) il confronto con l’intelligenza artificiale. Contatto e calore umano, comprensione, empatia, un sorriso che non sia il freddo e ipocrita frutto di un insieme di bit e byte? Robe sorpassate. Per Userbot il futuro sono gli “Umani Digitali”, che “nascono con l’obiettivo di garantire una customer journey qualitativamente superiore e ridurre il più possibile la distanza tra uomo e macchina”.

Si tratta di “avatar fotorealistici” che vengono ricreati sulla base di video di persone reali: l’intelligenza artificiale poi sintetizza la forma del viso e i più piccoli dettagli, come il movimento degli occhi o della bocca, per ricrearne una versione digitale in grado di esprimersi esattamente come la controparte umana”. Secondo Antonio Giarrusso – fondatore e CEO di Userbot, questi ritrovati tecnologici dotati di canoni umanizzati sarebbero in grado di garantire “un’esperienza di contatto innovativa, omnicanale e davvero avvolgente”. La sostituzione dell’umanità con l’intelligenza artificiale, del resto, se non si sta in guardia è dietro l’angolo. “Questi assistenti virtuali dalle sembianze umane – scrive ancora Giarrusso – possono essere utilizzati per il Supporto Clienti, il Marketing o le Vendite, ad esempio per fornire informazioni agli utenti, prenotare appuntamenti o supportare i clienti nella fase di acquisto. In chat, nei centri commerciali o negli aeroporti, le persone possono interagire a 360° con gli “Umani Digitali” di Userbot, grazie alla loro semplicità d’uso e a una esperienza immersiva. Il nuovo prodotto si adatta ai più svariati settori; in ambito medico può essere integrato online sul sito web o nelle cliniche sui totem; nel Retail viene utilizzato per fornire un’esperienza d’acquisto. Nella Pubblica Amministrazione è in grado di diminuire le file agli sportelli fornendo un nuovo modo di aiutare i cittadini; o ancora nel settore delle Fiere ed Eventi può dare informazioni sul programma, la mappa, gli speaker o gli orari dei talk”. 

Una vera gioia per le risorse umane, per i giovani e i precari che si vedranno sottrarre anche gli ultimi posti di lavoro rimasti da un qualcosa che non ha bisogno che gli venga corrisposto lo stipendio.

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App IO, il governo non si arrende

L’applicazione in passato era stata giudicata non idonea per ospitare il Green Pass. Le novità all’orizzonte

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App IO, il governo non si arrende | Rec News dir. Zaira Bartucca
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Lo avevamo anticipato: il governo è risoluto a tirare dritto con l’app IO nonostante le forti riserve avanzate dal Garante per la Privacy. L’ Autorità a tutela della riservatezza lo scorso anno aveva apposto una pietra tombale sull’applicazione che era stata scelta per ospitare il Green Pass, giudicata non idonea per il trattamento sicuro dei dati personali e colpevole di favorire per mezzo di Google e Mixpanel il trasferimento di dati verso Paesi terzi. Puntualizzazioni che allora non hanno preoccupato il titolare del dicastero all’Innovazione Vittorio Colao, che ha comunque mandato avanti il lavorìo sotteso all’implementazione

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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Un esoscheletro robotico per lavorare, il futuro che piace a INAIL e IIT

Si tratta di braccia e gambe robotiche collegate al tronco che sfruttano l’intelligenza artificiale. Ecco le aziende in lizza per la loro produzione in Italia

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Un esoscheletro robotico per lavorare, il futuro che piace a INAIL e IIT | Rec News dir. Zaira Bartucca

Nel regno animale a essere dotati di esoscheletro sono i crostacei e gli insetti, ma molti sono convinti che il derivato tecnologico già sperimentato in Giappone dal transumanista Yoshiyuki Sankai (convinto sostenitore della fusione tra uomo e macchina) possa essere d’aiuto anche agli esseri umani. Così INAIL, al lavoro con una startup italiana per la promozione e la vendita di un esoscheletro indossabile. Dispositivi simili vengono già utilizzano in ambito militare e riabilitativo. In pratica si tratta di braccia e gambe robotiche collegate al tronco che consentirebbero di aumentare il carico di lavoro diminuendone la percezione e al contempo – sostiene l’Istituto nazionale – ridurre i casi di infortunio alla parte alta del corpo.

La tecnologia sperimentale sfrutta l’intelligenza artificiale e secondo le intenzioni potrebbe essere applicata in ambito industriale, manifatturiero, meccanico, edilizio, logistico, alimentare e agricolo. La promessa è quella di ridurre la percezione del carico sollevato di circa 20 chili, ma non è ancora chiaro quale impatto possa avere sull’organismo l’utilizzo giornaliero e prolungato di questi dispositivi elettronici.

Le aziende il lizza per la produzione

la domanda non sfiora i sindacati, così INAIL e l’Istituto Italiano di Tecnologia sono alacremente al lavoro su tre propotipi:  XoTrunk, XoShoulder e XoElbow. Il lancio sul mercato – previsto per i prossimi mesi – sarà affidato a Proteso S.R.L.S., startup di Milano con quartier generale a Genova. Il settore solletica anche Esselunga, che a febbraio di quest’anno ha annunciato una collaborazione con Comau, società controllata al 100% dal colosso automobilistico Stellantis, nato dalla fusione di FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e PSA. Anche l’Istituto Prosperius è al lavoro su questo tipo di tecnologia e già nel 2015 ha presentato il suo prototipo Ekso, più connesso all’ambito medico e prodotto dalla statunitense Ekso Bionics.

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Il nome dei satelliti dell’ASI lo propongono gli studenti, Parmitano e Cristoforetti approvano

La costellazione satellitare è un programma spaziale europeo di Osservazione e controllo della Terra a bassa quota che secondo le previsioni sarà realizzato in Italia e completato entro cinque anni con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana attingendo ai fondi del PNRR. ASI: “Occhi in grado di scrutare la terra metro per metro”

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Il nome dei satelliti dell'ASI lo propongono gli studenti, Parmitano e Cristoforetti approvano | Rec News dir. Zaira Bartucca

Oltre mille proposte ricevute e 638 istituti scolastici partecipanti: con questi numeri si è chiuso “Spazio alle idee”, il concorso lanciato dal Dipartimento per la trasformazione digitale con il Ministero dell’Istruzione e l’Agenzia Spaziale Italiana per dare un nome alla futura costellazione satellitare per l’Osservazione della Terra in orbita bassa. Il contest ha coinvolto tutte le classi delle scuole primarie e secondarie di I e II grado. A selezionare il nome vincitore sarà ora una commissione esaminatrice composta dagli astronauti italiani dell’Agenzia Spaziale Europea: Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano e Roberto Vittori. Il nome prescelto per la costellazione verrà annunciato prossimamente.

Il Progetto e i satelliti Cosmo Sky Med di prima e seconda generazione

La costellazione satellitare è un programma spaziale europeo di Osservazione e controllo della Terra a bassa quota che secondo le previsioni sarà realizzato in Italia e completato entro cinque anni con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana attingendo ai fondi del PNRR. Il progetto coinvolgerà anche la Protezione Civile e altre amministrazioni, dicono i promotori “per contrastare il dissesto idrogeologico e gli incendi, tutelare le coste, monitorare le infrastrutture critiche, la qualità dell’aria e le condizioni meteorologiche. Fornirà, infine, dati analitici per lo sviluppo di applicazioni commerciali da parte di startup, piccole e medie imprese e industrie di settore”.

Se si guarda alla Privacy e alle occasioni di controllo che negli ultimi tempi si sono moltiplicate, un po’ meno incoraggiante è la descrizione del progetto che viene fatta sul sito dell’ASI: “COSMO-SkyMed – si legge – è la prima missione di Osservazione della Terra concepita per scopi duali, civili e militari. I suoi satelliti di prima e seconda generazione sono “occhi” in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo”.

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