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La pay-tv arcobaleno Netflix sta affrontando un’accusa penale a causa di “Cuties” (franc. “Mignonnes”), il contestato e controverso film francese che racconta di una bambina di 11 anni, delle sue amiche e della loro passione per il ballo. Apparentemente nulla di strano, se non che secondo l’atto di accusa del Gran Giurì del Texas formalizzato lo scorso 23 settembre, la pellicola avrebbe costituito un discutibile pretesto per “l’esposizione oscena dei genitali o dell’area pubica di bambini vestiti o parzialmente vestiti”.

Il controverso e discutibile materiale presentato, inoltre, non avrebbe avuto alcun “valore letterario, artistico, politico o scientifico”, senza contare l’esposizione mediatica che Netflix avrebbe inteso dare dei corpi forzatamente e grottescamente sessualizzati delle bambine utilizzate come attrici, in uno sfoggio di quello che ai critici è parso un incitamento o una complicità verso i reati di pedofilia e pedopornografia. La tv a pagamento, dal canto suo, ha prevedibilmente tentato l’arrampicata sugli specchi: “Cuties è una denuncia sociale contro la sessualizzazione dei bambini. Le accuse sono senza fondamento e noi sosteniamo il film”.

Ma – riflettono giustamente dalle colonne del sito di Nbc News – come si fa a denunciare la sessualizzazione criminale dei bimbi tramite una pellicola in cui piccole attrici sono costrette a pose ammiccanti e ad atteggiamenti provocanti assolutamente fuori luogo e atipici per la loro età? Domande che si è posto il senatore Mike Lee, che in questi giorni ha invitato la società a interrompere la diffusione del film, in forza di quella che ha definito una “questione morale” oltre che penale.

Lee ha inoltre giudicato come “inappropriate e vergognose” le immagini della regista senegalese Maimouna Doucouré, che dopo il prevedibile fiume di critiche seguito alla presentazione del film ha modificato la locandina iniziale (in cui le bimbe erano state costrette ad assumere le pose di scafate e procaci adulte) con quella che si vede in alto. Un atto di decenza che invece Netflix sembra voler continua a rifiutare: “incoraggiamo tutti quelli che hanno a cuore questi temi a vedere il film”, ha detto l’azienda in una dichiarazione di settembre che sembra volta a preservare il profitto legato alla pellicola. L’impressione però è che, più che nuovi spettatori, otterrà nuove disdette degli abbonamenti.

Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca - sito: www.zairabartucca.it

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Natale, così la crisi modifica le abitudini degli italiani

Meno regali e più attenzione alle spese vive, nel tentativo di far fronte ai rincari e agli aumenti in bolletta

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La crisi impedirà un buon Natale a decine di migliaia di famiglie | Rec News dir. Zaira Bartucca

In un contesto di incertezza e volatilità, diversi indicatori prevedono una frenata nei consumi degli Italiani. Per le festività 2022, in particolare, si faranno più prudenti. I cosiddetti “consumatori” – alle ancora prese con l’aumento dei costi dell’energia e dell’inflazione che ha bruciato i risparmi accumulati negli precedenti – questo Natale saranno costretti a modificare le proprie abitudini di spesa. Secondo un recente report prodotto da KPMG, un italiano su quattro acquisterà regali per meno persone rispetto al 2021 (principalmente la cerchia stretta dei familiari, in particolare i più piccoli). Sempre secondo KPMG, l’acquisto del dono natalizio è sempre più dilatato nel tempo, nel tentativo di approfittare di alcune offerte: il 72% dei cittadini ha iniziato a fare acquisti in previsione di Natale già tra ottobre e novembre, mentre solo il 9% acquisterà i regali comodamente a dicembre.

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Bollette salate, l’Antitrust avvia le istruttorie contro le compagnie energetiche

Alcune delle compagnie non avrebbero informato adeguatamente la clientela delle modifiche di prezzo delle forniture di energia elettrica e di gas naturale. L’Antitrust provvederà ora a verificare se siano state attuate condotte non rispettose dei diritti dei consumatori.

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Bollette salate, l'Antitrust avvia le istruttorie contro le compagnie energetiche | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato quattro procedimenti istruttori e quattro procedimenti cautelari nei confronti di Iren, Iberdrola, E.ON e Dolomiti, fornitori di energia elettrica e gas naturale sul mercato libero. Toccate anche altre società, cui sono state inviate richieste di informazioni. Si tratta di Acea Energia, AGSM ENERGIA, Alleanza Luce & Gas, Alperia, AMGAS, ARGOS, Audax Energia, Axpo Italia, A2A Energia, Bluenergy Group, Duferco Energia, Edison Energia, Enegan, Enel Energia, Engie Italia, Eni Plenitude, Enne Energia, Estra Energie, Hera Comm, Illumia, Optima Italia, Repower Italia, Sinergas, Sorgenia, Wekiwi.

Alcune delle compagnie non avrebbero informato adeguatamente la clientela delle modifiche di prezzo delle forniture di energia elettrica e di gas naturale. L’Antitrust provvederà ora a verificare se siano state attuate condotte non rispettose dei diritti dei consumatori.

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Italia rieletta nel Consiglio delle telecomunicazioni delle Nazioni Unite

Tra i dodici membri del Radio Regulations Board anche un italiano

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Italia rieletta nel Consiglio delle telecomunicazioni delle Nazioni Unite | Rec News dir. Zaira Bartucca

L’Italia è stata rieletta al Consiglio dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU, International Telecommunication Union) nell’ambito della Conferenza Plenipotenziaria di Bucarest. La rielezione conferma il ruolo attivo del governo italiano nell’ITU, l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione con sede a Ginevra. Tra i dodici membri del Radio Regulations Board – il comitato tecnico per le radiofrequenze – è stato inoltre eletto l’italiano Mauro Di Crescenzo.

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