Bimbi in ginocchio a scuola, è il segno dell'umiliazione a cui vorrebbero condannarci
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OPINIONI

Bimbi in ginocchio a scuola, è il segno dell’umiliazione a cui vorrebbero condannarci

Si può mandare il proprio figlio a scuola e poi saperlo accovacciato sul pavimento che si calpesta, ma rigorosamente in mascherina? In Italia sì, si può. E a poco serve…

Bimbi in ginocchio a scuola, è il segno dell'umiliazione a cui vorrebbero condannarci | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si può mandare il proprio figlio o la propria figlia a scuola (quella pubblica) certi del ruolo degli insegnanti, e poi saperlo o saperla in ginocchio, a contatto con il pavimento che si calpesta ma rigorosamente in mascherina? In Italia sì, si può. E a poco serve parlare di ritardi sulle consegne dell’arredo scolastico, di bambini “sereni” mentre stanno a terra, di “strumentalizzazioni”.

Bimbi in ginocchio a scuola, è il segno dell'umiliazione a cui vorrebbero condannarci | Rec News dir. Zaira Bartucca

Data per vera l’ammissione della preside della scuola primaria Mazzini di Genova – quella in cui sono state finora registrate ben due classi con bambini inginocchiati che scrivono sulle sedie – la consegna dei cosiddetti “banchi innovativi” (gli altri, milioni, andranno al macero, ma poi la salvaguardia dell’ambiente viene prima) sarebbe avvenuta a giorni. Forse allora che il mondo sarebbe crollato se il 14 settembre i bambini non avessero scritto qualcosa? E perché non consigliare loro di poggiare i quaderni sulle gambe mentre si utilizza la sedia normalmente?

Ma forse la risposta è tutta in quel senso di umiliazione tipico della gestualità orientale cui l’Occidente sembra volersi abituare, o meglio far abituare determinate fasce sociali. La crisi imposta fa da quinta teatrale, perché mentre i governi spingono l’asticella della sopportazione sempre più in là, i cittadini si abituano a non lavorare, a non acquistare, a non stare all’aperto, a non sedere in maniera civile. E ad inginocchiarsi. Non più davanti a Dio, quella è “scaramanzia”. Ma davanti a un tutore e per determinati fatti di cronaca, rigorosamente selezionati.

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